Peak export 2005 ancora valido

Per i dati BP anno 2012 incluso bisogna aspettare ancora 10 giorni, ma la US Energy Administration ha già ora dati aggiornato per produzione e consumo per il 2012.

Il 2012 è stato l’anno del record, sia lato produzione che consumo:

Più di 89 milioni di barili prodotti al giorno, contro un consumo che si è fermato a 88,3 milioni.

Di fronte a una differenza di 800 mila barili al giorno, allora perché il prezzo del WTI e del Brent è rimasto allo stesso livello per il terzo anno di fila? Il consumo degli due anni precedenti era leggermente superiore alla produzione, e questo poteva spiegarci perché a livello mondiale il prezzo rimaneva alto, nonostanto in Europa e negli Stati Uniti ci sono forti cali di consumo.

Forse perché la realtà è un’altra.

I paesi produttori con un netto positivo per le esportazioni per l’anno 2012 erano in 37 ed esportavano quasti 43,5 mila barili al giorno.

L’anno di picco era il 2005 con 36 esportatori netto e 45,3 mila barili liberi per l’export al giorno.

La differenza tra il 2005 e il 2012 si traduce in 655 milioni di barili all’anno, da paragonare al consumo italiano annuo di 478 milioni. Cioè dal 2005 al 2012 è sparito dal mercato internazionale l’equivalente del consumo dell’Italia, Svezia e Finlandia messi insieme.

Ora, l’Italia, la Svezia e la Finlandia non sono certo paesucci senza risorse per competere sul mercato per il petrolio in vendita. C’è da aspettarsi allora che qualche vero paesuccio si sia ulteriormente allontanato dall’era degli idrocarburi.

6 responses to “Peak export 2005 ancora valido”

  1. Pinnettu says :

    Può essere che riguardo il 2012 ci sia un'errore nel grafico dei consumi?

    Mi pare (e infatti i numeri coincidono) che hai preso come riferimento i dati Energy Information Administration.

    Nel 2012 però il consumo risulta pari a 89,040 e non 88,3 che invece è il consumo del 2011 (ecco perchè l'ultima parte del grafico ti viene piatta). Qua ci sono i dati, alla voce “World Liquid Fuels Consumption” [ http://www.eia.gov/forecasts/steo/data.cfm?type=figures ]

    In sostanza lo scarto di 800.000 barili non c'è. Produzione e consumo sono stati perfettamente in linea.

    Ma aldilà di questo (che comunque giustifica in buona misura il mancato calo del prezzo del greggio), è da un pò che cerco di capire se si può pensare di parlare di picco in termini temporali diversi da quelli fino ad ora discussi.

    Cioè, visto che a salire non è stata solo la produzione totale, ma anche quella convenzionale
    (nuovo record nel 2012 con 75,5 milioni di b/g) possimao dire che forse le stime fono ad ora fate sono sbagliate?

    Insoma, per quanto alcuni (in particolare dentro ASPO) continuano a parlare di picco del convenzionale nel 2005, è evidente che così non è stato. Da allora a oggi siamo a un + 2 milioni di b/g per il solo convenzionale.

    Per farla breve, il picco del convenzionale è in “ritardo” di ormai 8 anni e nel frattempo ha continuato a salire. La produzione totale è arrivata a 90 milioni contro gli 85 del 2008 che si stimavano come picco.

    La butto li, e se avevano ragione le oil company quando parlavano di 100 milioni e picco nel 2025 o giù di li?

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  2. Anna Ryden says :

    punto 1: Ho ricontrollato i dati e il consumo dato da EIA per il 2012 è 88308, per il 2011 88253.

    punto 2: per i numeri sul convenzionale devo andare a vedere. In ogni caso siamo più che fritti cotti e bolliti. a meno che non ci salvi il global dimming.

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  3. Pinnettu says :

    Ciao…riesci a darmi il link che consulti?

    Io controllo questo: http://www.eia.gov/forecasts/steo/tables/?tableNumber=6# ma anche nelle sezioni più dettagliate del sito vengono riportati questi numeri.

    E' strano, perchè i dati del tuo grafico coincido esattamente con quelli del mio link, tranne per il 2012.

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  4. Pinnettu says :

    ok ho appena trovato questo http://www.eia.gov/cfapps/ipdbproject/IEDIndex3.cfm?tid=5&pid=5&aid=2

    E qua effettivamente riporta il dato che riferisci tu.

    Umhh…..è vero che il primo link è lo “Short-Term Energy Outlook”, quindi con delle previsioni, però è stato rilasciato il 7 maggio. Una delle sezioni del sito non è aggiornata.

    Mah ! vedremo più avanti.

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  5. Giorgio Ansan says :

    Praticamente se i paesi OCSE tornassero ai consumi pre-crisi diverrebbe evidente che non c'è più trippa per gatti…per tutti i gatti…

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  6. Anna Ryden says :

    ma infatti bisogna aspettare BP…

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