Traffico aereo passeggeri e linee trend

I punti possono essere connessi solo guardando indietro, non guardando in avanti. La tentazione rimane comunque, e siamo sempre li a cercare tracce tra i punti per capire cosa ci possono dire sul futuro.

Ovviamente ci sono modelli econometrici complessi che ci possono aiutare, ma prima di esplorare terre sconosciute fa bene guardare una serie storica solo con gli occhi per cercare di capire come si comporta.

Prendiamo la solita un po’ noiosa serie del traffico aereo che presento qua regolarmente. Ora abbiamo dati fino a marzo 2013:


A occhio possiamo vedere che la serie presenta stagionalità, infatti ci sono naturalissimi massimi in estate e minimi durante l’inverno.

(Adesso che ci penso, è probabile che la stessa serie per il traffico aereo svedese sia invertito. Infatti gli scandinavi tendono a volare di più quando non ne possono più dell’inverno. Vanno in Thailandia.)

Poi abbiamo un trend, e direi che possiamo dire che è lentamente crescente. Se potessimo togliere il trend, il movimento oscillerebbe intorno a una media, quindi è anche mean-reverting, cioè ha un ritorno alla media, come tutti i commodities che si rispettano.

Il traffico aereo è una commodity? Secondo wikipedia si, un bene per cui c’è domanda, ma che è offerto senza differenze qualitative sul mercato ed è fungibile. Almeno abbastanza fungibile. Sono certa che non volerò mai più Air France o Iberia oltreoceano, ma non posso dire la stessa cosa per la Luffi. E poi penso che questi dati non costituiranno mai un sottostante per un derivato da negoziare in borsa.

Per tornare alla serie: non sembra invece stazionaria, per esserlo la varianza dovrebbe essere uguale su tutta la linea, ma, almeno per gli anni di cui ci sono dati, la varianza intorno alla nostra fittizia media si sta allargando. 

La cosa bella delle previsioni è che tutti i professionisti li sbagliano quasi sempre, e quindi anche noi blogger possiamo darci dentro senza scrupoli.

Inizio con il trend. Crescita del traffico totale quasi ininterrotta. Il 2012 ha un totale leggermente più basso del 2011, ma chi può dire che stiamo invertende la rotta?
 

In fondo nel 2012 erano solo novembre e dicembre che presentavano numeri più bassi del 2011. Invece per quest’anno tutti i tre primi mesi hanno avuto quantità di passeggeri più in linea con il 2010, l’anno della grande ripresa. Interrotta?

Gli amanti dei grafici, la prima cosa che fanno è metterci una bella media mobile. In questo caso ha più senso una a 12 mesi, che ci modella l’andamento annuale.

È leggermente in discesa perché gli pesano già questi ultimi 5 mesi al ribasso.

Più simpatico allora il trend lineare, strumento amato da tutti gli statistici macro. Qua l’ho tirato 6 mesi nel futuro:

Linearmente crescente, senza obra di dubbi.

A meno di guerre termonucleari o eruzioni del megavulcano  tra Napoli e Palermo, possiamo dire con 100% di certezza che il traffico durante i prossimi mesi crescerà e arriverà al di sopra della linea verde.

In finanza invece è l’esponenziale che scalda i cuori:

Ho lasciato sottile quello lineare per far vedere la minuscola differenza tra lineare e esponenziale. Non si tratta certo di oro qua. Ovviamente non sarà mai esponenziale. L’Italia può ospitare il numero di persone che già ci vengono, più o meno qualche milione. E come abitanti il trend è crescente, ma si tratta comunque di un paese con un pessimo rapporto abitanti/territorio. Per di più senza possibilità di crescita economica, e quindi prima o poi si raggiunge un tetto naturale per il numero di abitanti.

Giocando un po’ con excel comunque il trend che si sposa meglio con la serie è cubica, un polinomio di terzo grado:

Sempre con previsione a sei mesi.

E no, non sto dicendo che il traffico aereo crollerà entro pochi mesi, solo che storicamente, per quanto possiamo dire che 159 mesi è storia, esiste una funzione piena di variabili che spiegano molto bene l’andamento del traffico aereo. Nel senso che la nostra serie è Y, una variabile dipendente, e cioè dipendente da X, la variabile indipendente, più alcuni parametri beta.

In realtà il traffico aereo Y dipende da ben più di una variabile. Il prezzo del biglietto rimane il più importante, e quello dipende dal costo del carburante, tassi, costi generali delle compagnie aeree e non so quanti altri variabili. Poi dipende dal reddito. E da come si percepiscono i redditi futuri, se hai dubbi sulla occupazione rimani forse acasa.

Poi da periodo dell’anno, come abbiamo visto. Questo è il caso italiano, ma su scala globale dipende anche da quanto è facile lasciare il paese. E da quanto è facile entrare nel paese. Direi che Corea del Nord ha un grande potenziale li. Chi non vuole essere tra i primi? Insomma, chi vuole prevedere il traffico deve avere tanti dati sotto mano. E questo ancora senza mischiarci anche misure di elasticità.

4 responses to “Traffico aereo passeggeri e linee trend”

  1. Pinnettu says :

    E' interessante come si stia allargando l'ampiezza dell'oscillazione durante il corso dell'anno.
    Detto in maniera molto grezza sembra che il traffico invernale sia in leggero calo (minimi calanti), mentre invece quello estivo continua a salire (massimi crescenti).
    Insomma, la gente si sposta meno per lavoro ma continua allegramente a prendere l'aereo per le vacanze?

    E comunque concedetemelo, quello che sarebbe dovuto essere (il traffico aereo) il primo caduto della crisi petrolifera o comunque della crisi economica in generale, se ne impippa allegramente.

    Questi grafici contribuiscono a rafforzare i miei dubbi sulla reale entità della crisi e sul fatto che, spegnendo il PC e scendendo in strada, la crisi sembra diventare una leggenda metropolitana.

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  2. Alessio says :

    non so dove Lei abiti…. ma da queste parti (Firenze) laa crisi non è immaginaria.

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  3. Anna Ryden says :

    Ciao Pinnettu,
    Interpretazione alternativa: Per la crisi, i viaggi per lavoro sono in stallo, sia nazionale che internazionale. Sempre per la crisi d'estate si scelgono mete vicino a casa. Cioè per ora, la crisi in Europa potrebbe giovare all'industria del turismo italiano e tenere sotto le ali le compagnie aeree.

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  4. Pinnettu says :

    Nel senso che: “non posso permettermi di volare fino alle Maldive ed allora volo fino alle spiagge della nazione confinante?”
    Può essere, ma non cambia granchè. I volumi di traffico sono sempre in aumento. Su tratte pù corte, va bene, ma comunque sempre allegramente in viaggio.

    Insomma, quel grafico avrebbe dovuto puntare marcatamente verso il basso già da anni ed invece sale. Da qua (e da altre mille questioni) i miei contorcimenti mentali sull'entità vera della crisi.

    Se non posso andare alle Maldive ma posso, per dire, andare alle Baleari (e ci va sempre più gente, vedi grafico), beh, francamente questa non è crisi.
    La crisi VERA, che innescherebbe la penuria di risorse, sarebbe ben altra cosa e per il momento non se ne vede traccia.

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