Petrolio, prezzo raddoppiato non ha aumentato la produzione

Su the Oil Drum c’è l’ennesimo articolo che cerca di conciliare dati EIA con dati JODI, dove l’autore a un certo punto, piuttosto frustrato, si chiede se ha davvero senso tracciare tutti questi grafici, visto che tutti i dati a nostra disposizione sono incompleti, volutamente o per metodologie diverse.

Sembra quasi che JODI volesse fare un dispetto al Canada, mettendo tutta la loro produzione di syncrude, ca 940mila barili al giorno, in un’oscura categoria “other”. Mentre EIA la mette direttamente in C+C.

Comunque sia, il lavoro di conciliazione sembra funzionare bene, partendo dal fatto che le democrazie trasparenti, tipo USA e Norvegia, distribuiscono numeri affidabili. Questi numeri poi vengono usati per stimare la produzione effettiva, dove EIA praticamente sempre presenta produzione più alta che JODI.

L’unico caso veramente curioso è l’Iran, dove i dati EIA danno produzione in caduta per merito delle sanzioni contro il paese, mentre i dati JODI come comunicati dalle autorità iraniane, dicono che la produzione nazionale è stabile e in salita.

Dove va a finire il petrolio extra? La discrepanza è di 700mila barili al giorno.

Ma il grafico che colpisce veramente è presentato da un commentatore, sull’aumento di produzione durante il primo e secondo raddoppiamente del prezzo. Un immagine dice più di mille parole:

Il primo raddoppiamento, da 25 a 55 dollari (2002 – 2005) ha aggiunto 6,5 milioni di barili al giorno.

Extrapolando, il secondo raddoppiamento, da 55 a 110 dollari (2005 – 2011) avrebbe dovuto portare il greggio a quasi 89 mln di barili.

La produzione effettiva a fine periodo però era di 74 mln (75 mln nel 2012).

Forse non era fisicamente possibile produrne di più, o forse il prezzo non era abbastanza alto.

O forse l’obiettivo dei produttori e proprio un plateau, con prezzi del greggio lentissimamente in salita, permettendo ai produttori di pagare la ricerca delle compagnie di servizio come Schlumberger e Halliburton per migliorare le tecnologie di estrazione. Correre sempre più veloce per rimanere fermi.

Questo viene reso possibile perché la produzione di tight oil convenzionale da Bakken, e shale oil canadese è proporzionale al numero di rigs. Per il vero greggio convenzionale texano o saudita dell’era accelerata non c’è questa correlazione. Quindi raddoppiando il numero di rigs si potrebbe forse raddopiare la produzione di questi greggi difficili, ma si avrebbe anche un crollo del prezzo, annullando l’investimento.

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