Osservatorio 14 gennaio 2012. China edition.

Notizie in rete negli ultimi giorni.

  • L’inquinamento a Beijing ha raggiunto livelli talmente alti che la popolazione è pregata di rimanere in casa e gli ospedali ricevono 7000 bambini con problemi respiratori al giorno. La vista nella città è inferiore a 100 metri, e tanti voli sono stati cancellati per l’impossibilità di atterraggio. Il paese che maggiormente beneficia dal nostro cap and trade sul carbone avrà spese mediche stellari per contrastare le malattie respiratorie e cardiache causati dai PM2.5. I punti PIL che gli regaliamo li perdono in salute. La differenza è cha la salute può sempre essere esternalizzata.
  • Numeri. Ormai non è solo la blogosfera che dice che il motore economico del pianeta sta falsificando le statistiche sulla crescita economica (e certamente anche sulle emissioni di anidride carbonica), ora anche Goldman Sachs e UBS suggeriscono che le statistiche sono un pochino inattendibili. I numeri comunicati semplicemente non corrispondono ai movimenti di merci nei porti.
  • La popolazione cinese sta rapidamente invecchiando, e ora sono 185 milioni i cittadini sopra i 60 anni, l’età di pensione. Le spese per le pensioni sono intorno a 200 miliardi di dollari (2011), e riguardano per ora solo la metà degli pensionati. Gli altri appartengono a categorie non ancora coperti, ma il governo è in procinto di estendere il sistema pensionistico a tutto il paese. Il sistemta pensionistico pare che sia un ibrido tra i nostri sistemi occidentali dove i giovani lavoratori pagano per i già pensionati, e conti individuali dove il lavoratore era costretto a mettere via anche la metà del guadagno. Questi ultimi sono stati razziati dai governi locali in difficoltà per i pagamenti dei pensionati. Per contrastare la piramide demografica, che sempre più assomiglia a un vaso cinese occidentale, si discute di aumentare l’età pensionabile, e di abbandonare la policy del figlio unico. Si va rapidamente verso una situazione dove il lavoro di una persona deve sostenere due genitori e quattro nonni.
  • L’acqua. Oltre all’inquinamento dell’aria, una popolazione sempre più anziana, e un’economia che probabilmente sta rallentando più di quanto possiamo sapere, la Cina ha dei seri problemi di acqua. Con il 7% delle riserve mondiali di acqua e il 20 % della popolazione mondiale già si parte svantaggiati. Molti dei fiumi più importanti dell’Asia hanno origine in Cina, e i paesi che dipendono dall’acqua cinese sono India, Pakistan, Bangladesh, Myanmar, Laos, Vietnam, Thailand e Cambodia. Ma l’inquinamento acquatico cinese, dove il 19% dei fiumi e 35% dei laghi son talmente sporchi che l’acqua non può essere usata neanche dall’industria, rischia di creare conflitti in tutta l’Asia. In più la scarsità ha reso necessario mettere in piedi un progetto di 60 miliardi di dollari per deviare risorse acquatico dal sud cinese al nord. Al nord ci sono tutte le industrie estrattive, ma anche la minore quantità di acqua. Vedremo sempre più PIL cinese dirottata in difesa, quando i vicini di casa cominceranno a protestare contro il furto di acqua?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: