Il mercato ci cambia la composizione cellulare

Per la gioia dei neoliberali arriva dall’India un esempio del perfetto funzionamento del mercato. I piccoli agricoltori indiani stanno cambiano un fertilizzante costoso per un altro, meno caro. In questo modo riescono a mantenere la raccolta a un livello alto, pagando meno.

Di solito la melodia neoliberal è che quando una risorsa aumenta di prezzo, viene liberato capitale da investire in nuove tecnologie per la produzione. In alternativa, la domanda si abbassa quando il mercato trova un sostituto.

L’articolo originale è del WSJ, ma qualche riga in più si può leggere qua.

 “On his patch of land in eastern India, Mr. Kumar Rai is switching from potash to cheaper crop nutrients, like urea, for his rice, wheat and vegetable crops. “Urea suits me fine now,” he says.”

Nello specifico si tratta dei sali di potassio, usati come fertilizzante, in inglese potash. Questi sali di potassio vengono quindi sostituiti contro l’urea, un conveniete fertilizzatore con un altissimo contenuto di azoto, anche quello necessario per la crescita delle piante.

Sarebbe tutto a posto quindi, con vittoria del mercato libero contro l’agronomia 1:0 se i fertilizzanti servissero solo alla crescita. Invece ogni composto chimico, qua i sali, hanno dei compiti molto specifici.  Il potassio serve al controllo della crescita, al corretto svolgimento della fotosintesi clorofilliana, alla sintesi delle proteine, e per combattere le malattie.

Ci vuole poco tempo perché il suolo sia privo di potassio, impedendo così alle piante di sviluppare radici, fogli, frutti e semi nel modo corretto.

Prima di avere risultati negativi sulla raccolta però sono gli umani a sentire la mancanza di potassio nell’alimentazione. La carenza di potassio nell’umano si chiama ipokaliemia e porta a problemi cardiaci, e stroke.

Stranamente è particolarmente comune in Italia, la carenza di potassio. Se questo dipende dal basso consumo di patate e banane, o dal alto consumo di diuretici, lascio al lettore a decidere.

Le grandissime aziende come Potash di Saskatchewan conoscono bene l’importanza vitale del potassio nella dieta umana. Per far fronte al aumento della domanda stimata dal settore, queste aziende nel 2015 saranno capaci di produrre il doppio rispetto al 2003.

Ma hanno dimenticato l’ignoranza mondiale e soprattutto quella dei nostri normodotati politici. Che ne sanno piccoli agricoltori nel terzo mondo dell’importanza del potassio? Anche se lo sapessero è probabile che alcuni anni di raccolta decente a costo più basso può sembrare allettante di fronte a non riempire la pancia.

Ma mercato a parte, alcune cose non possono essere sostituite per quanto noi lo vorremmo. La composizione chimica delle nostre cellule per esempio. Il governo indiano che nel 2012 ha ridotto i sussidi per potassio e fosforo, aumentando quelli per urea avrà dei chiarissime responsabilità quando i consumatori saranno costretti a mangiare molto di più per non rischiare malnutrizione e bambini nati malati.

Ovviamente possiamo abbassare il consumo di potassio globalmente, e anche quello di fosforo, sostanza chimica addirittura vicino al suo picco di produzione, ma solo a costo di ridurre la popolazione planetaria. Volontari?

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