Clima, Australia, e siamo al viola

Le mappe climatiche sono sempre più colorate. L’ho scritto quasi due anni fa, commentando un immagine della NASA, che aveva dovuto aggiungere il rosa sulla mappa delle temperature globali.

Questa volta si tratta dell’Australia, dove l’istituto meteorologico ha aggiunto il viola alle mappe delle temperature, perché ormai sono regolarmente sopra i 50°C con picci di 54°C.

Tramite ClimateProgress:


L’ondata di caldo in Australia è di proporzioni storiche dove lunedì 7 gennaio è stata la giornata più calda mai registrata. Nei 100 anni di misurazioni non si è mai visto un’ondata di calore così intensa, estesa e di lunga durata. L’Australia è tormentata da immensi incendi che hanno distrutto centinaia di case.
Il sistema clima sta rispondendo al trend generale di riscaldamento globale. Le ondate di caldo, come già avvengono da un decennio negli Stati Uniti e in Russia, si intensificheranno ulteriormente.
Il trend è ormai così evidente che gli scienziati, che per anni hanno dovuto minimizzare i rischi, per mancanza di sostegno dai media e per serie storiche ancora troppo corte, sono sempre più franchi nell’esprimere i loro pareri. Non hanno più paura di perdere fondi per la ricerca solo perché dicono la verità. Anzi, è finalmente diventata moda dire la verità, dopo anni che noi che seguiamo la questione frustrati leggevamo pareri talmente miti che nessun governo avrebbe mai dovuto reagire sul serio.
Ma grafici IPCC e mappe sempre più spaventosi non convinceranno mai i negazionisti, i cui opinioni non si basano su fatti e realtà, ma su ideologia.
L’odio verso i politici, che usano i cambiamenti climatici e adottano misure come il cap and trade, utili solo a riempire le casse di chi di competenza, senza migliorare nulla a livello di clima e emissioni di gas serra, non cambia il fatto che l’IPCC ha ragione.
È improbabile che si riesca a tornare indietro, e quindi l’unica strada avanti è quella dell’adattamento a un clima molto più complicato.
Per primissima cosa è da eliminare immediatamente il sistema dei certificati verdi. I certificati è solo un gigantesco costo alle aziende delle economie mature, con il risultato che le industrie pesanti, quelli che generano migliaia di lavori, e punti PIL per chi lo trova importante, si spostano in Asia.
Siamo bravissimi in Europa ad abbassare le emissioni. Ma il grafico parla chiaro. Le economie asiatiche guadagno, ed è il pianeta intero che perde:
Emissioni di CO2; Dati BP

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