Una società senza contanti è vulnerabile

Leone di Lidia, ca 600 a.C.

 Le banche italiane stanno cercando in tutti i modi di non avere a che fare con i contanti. La gestione dei contanti è costosa, scomoda e a volte pericolosa.

Per questo da anni ormai le banche spingono clienti e commercianti a fare le transazioni tramite carte e pagamenti online. I contanti in giro sono sempre meno. Per esempio è stata introdotta qualche annetto fa la regola che da 5.000€ in sù la banca deve denunciare il ritiro dei contanti. Un deterrente per chi non ha farina pulita nel sacco, ma in fondo basta ritirare 4.999 e sei a posto.

A livello di piccola criminalità non cambia quindi niente, è solo la banca che ci guadagna quando i clienti non possono ritirare più contanti di così senza finire in un registro. Questo non giova alla lotta all’evasione, è solo conveniente per la banca, che riduce la costosa gestione dei contanti.

Aneddotalmente mi sono arrivate notizie di persone che hanno voluto ritirare qualche migliaio, non più di 2.000, ma senza successo, perché la banca sotto natale non aveva abbastanza contanti in casa.

Per contrastare questo trend, che da molti viene percepito come riduzione della libertà individuale, è stato creato il sito contantelibero, iniziativa mirata a informare il pubblico dei pericoli della società senza contanti.

Senza entrare nel merito del sito contantelibero vorrei dare la mia opinione, che è quella che una società senza contanti è molto vulnerabile.

Per il privato “in regola” non cambia praticamente niente. È infatti molto più comodo e anche conveniente pagare bollette online, e il ristorante con la carta di credito. Ma è soprattutto il sistema dei pagamenti con vari tipi di carta a essere vulnerabile.

Poniamo uno scenario di blackout anche di una sola parte della città di Milano, che però dura per due giorni. Immediatamente i negozianti e ristoranti non riescono più a farsi pagare. Entro poche ore i bankomat della zona, quelli alimentati con generatore di riserva naturalmente, sono vuoti di contanti.

Ma a Milano è facile cambiare zona, e tutte le banche hanno filiali un po’ ovunque. I pagamenti nella zona senza elettricità possono andare avanti, a suon di moneta. Visto che ci sono ancora, le monete.

In un paese piccolo di poche migliaia di persone la situazione sarebbe subito molto irritante, quando le persone abituate a girare senza abbastanza soldi in tasca non possono più rivolgersi a nessuno per riuscire a pagare la spesa. Anche se probabilmente questi sistemi interamente virtuali farebbero più fatica a penetrare cittadine e paesini, che le grandi città. Gli abitanti hanno anche più facilità di farsi dare alimentari mettendoci solo la faccia come garanzia. 

Un altro scenario facilmente immaginabile è quello dei servizi internet delle banche. Ancora non stanno arrivando notizie di disservizi intorno ai giorni di paga, ma forse scovando in rete e twitter si troverebbero. L’unico esempio italiano che mi ricordo è quella di Banca Network, che giorni prima di andare in bancarotta aveva già tirato giù il servizio online senza dare spiegazioni.

È estremamente facile per una banca, anche grande e senza apparenti problemi, di dare notizia di “problemi tecnici non facilmente risolvibili” per migliorare la liquidità impedendo l’accesso online dei conti correnti per qualche giorno. Se lo farebbero oggi, un cliente può comunque andarci di persona, ritirare la somma necessaria, e andare in posta a pagare.

Non ci vuole niente poi per immaginarsi attacchi hacker, o anche fisici, alle infrastrutture di una banca, o dell’intero sistema bancario. Il risultato sarebbe una paralisi totale dei pagamenti, anche di una nazione intera.

È semplicemente così, che più un sistema diventa complesso, più è anche vulnerabile.

Alla fine la creazione, gestione, manutenzione e riparazione di questi sistemi incredibilmente complessi costerà a noi clienti molto più del duplice sistema che offre l’alternativa contanti-carte/internet. Perché i costi verranno esternalizzati dalle banche ai clienti.

Ovviamente chiunque non si fidi della sicurezza dei sistemi tiene in casa abbastanza contanti per poter effettuare pagamenti urgenti e comprare alimentari freschi per almeno una settimana, per complementare quelli secchi e sotto conserva bastanti per un mese che già si tiene in dispensa.

5 responses to “Una società senza contanti è vulnerabile”

  1. Mattia Paoli says :

    Così come è adesso è probabile che tu abbia ragione, ma è ovvio che se si eliminasse definitivamente il contante andrebbero cambiate alcune regole, ad esempio su chi debba possedere cosa (i mezzi di pagamento elettronici), su quanto è tassata una transazione elettronica (va ovviamente abbassata), sul fatto che serve una regola che impedisce di impedire l'inibizione dell'in-banking (i siti delle banche non devono avere un downtime, praticamente). 3 leggi in croce che un governo serio può fare in una settimana e mezzo manifesto di contatelibero viene spazzato via…

    Il manifesto sembra alquanto paranoioco e para-complottista, sinceramente. Punti assurdi come:
    – il mercato nero del contante… a che servirebbe un mercato del genere se nessuno accetta più contante?

    – il contante viene usato solo marginalmente nell'evasione… incommentabile

    etc etc…

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  2. Anna Ryden says :

    Infatti non ho firmato perche' le mie obiezioni contro una societa' senza contanti sono altre. Ma pensare che basti una legge per impedire alle banche di inserire un po' di downtime quando gli pare sta nel mondo degli unicorni.

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  3. fardiconto says :

    Io ed i miei familiari siamo proprio contadini all'antica. Teniamo banconote per qualche mese, e soprattutto parecchia roba da mangiare. Però questo non mi rassicura più di tanto, in definitiva condividiamo più o meno gli stessi rischi che sopportano gli altri.

    Per i contanti: esistono società che hanno manifestato la capacità di decapitare l'evasione fiscale anche senza carte di credito. Penso che possano rimanere dove sono.

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  4. Fabio says :

    Per vostra informazione esistono anche quelli dell'altra parrocchia: http://www.waroncash.org
    Io sull'argomento non riesco a prendere posizione. Certo la moneta elettronica è più comoda, non si perde, non si ruba, potrebbe far scomparire l'evasione fiscale. Ma potrebbe veramente mettere le nostre vite nelle mani delle banche in modo definitivo. Il controllo sulle nostre vite potrebbe essere totale: se uno vorrà comprare un po' di maria o andare a donnine come farà? 🙂 Magari è un bene però certo cambieranno anche i costumi. Ma soprattutto concordo con il fatto che il sistema diventa terribilmente fragile. Tutto basato su reti informatiche e data-base. E in ultima analisi tutto basato sull'energia elettrica, e quest'ultima non si può stoccare.

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  5. marta sorrentino says :

    ci aiuta la matematica

    1) dal 2008 la soglia dell'utilizzo del contante è scesa da 12500 a 1000.
    oltre il 90%.
    non mi risulta l'evasione sia calata del 90%

    2) ad oggi oltre il 95% della massa monetaria è GIA' elettronica (M3/M1)
    se per assurdo questo 5% venisse CONTINUAMENTE E RIPETUTAMENTE, DA TUTTI, USATO SEMPRE E TUTTO IN NERO, al più recuperi il 5% dell'evasione
    (difatti oggi l'evasione su scala industriale la fanno banche e finanziarie con false fatture, triangolazioni, scatole cinesi, falsi in bilancio, condita a buon peso da usura, insider trading, corruzione e concussione)

    3) se io ho 100 euri contanti e li spendo, il percettore si trova 100 euri.
    a sua volta li spende e chi li incassa ha 100 euri…..

    se io spendo 100 euri “elettronicamente” e ho una commissione dell'1%, il percettore ne riceve 99. al secondo giro chi li incassa ne trattiene 98,01, e ne gira 0,99 alla banca. al terzo giro la banca si mangia altri 98 centesimi, e rimangono 97,02 di ciccia in circolazione.

    fatevi un semplicissimo foglio elettronico, e simulate, data la commissione media sulla transa elettronica, quanti passi ci vogliono per l'autodistruzione

    non analizziamo per brevità gli aspetti giuridici, costituzionali, penali di questa mostruosità.
    bastano 3 calcoletti di aritmetica elementare

    ciao

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