Bilancia commerciale, mancano 100 miliardi

Mario Draghi è molto contento. La bilancia commerciale dell’Italia è migliorato di 21% dal 2009 ad oggi. E sono previsti ulteriori miglioramenti per il 2013.

La verità però è che l’Italia presenta una bilancia commerciale pessima e il trend è al ribasso. Dal 2000 al 2012 mancano quasi 100 miliardi di euro cumulativi. Tutto punti PIL che si spostano all’estero.

La più grande colpa della bilancia negativa è del più grande mercato dell’Italia, la Germania.

Perché la Germania non è solo il più grande mercato per l’esportazione, ma soprattutto è il paese dal quale l’Italia importa di più in assoluto. E facendo una semplice somma del disavanzo della bilancia siamo per il 2011 a -137.000.000.000. -137 miliardi di euro.

Cioè un anno dopo l’entrata di Italia nell’Euro l’equilibrio commerciale con la Germania che in qualche modo durava dal 1971 si è interrotto.

Praticamente da subito c’è stato un divario che non si è più chiuso. Questo potrebbe dipendere da una produzione industriale tedesca tanto più importante di quella italiana. Oppure potrebbe essere il risultato di un euro che in 12 anni non è riuscito a diventare una sola valuta, in combinazione con tassi d’interesse tedeschi sbagliati.

Quindi il paese che sta drenando l’Italia tramite gli interessi sulle spese primarie negli ultimi dieci anni è anche riuscito a esportare merci verso l’Italia per 137 miliardi in più rispetto al valore dell’export italiano verso la Germania.

Il partner migliore dell’Italia in Europa invece è la Francia:

La Francia importa dal 1993 più di quanto esporta l’Italia. Purtroppo quei 85 miliardi cumulativi non mitigano tanto la situazione.

Una bilancia commerciale negativa non è niente di nuovo per l’Italia. Secondo i dati Istat è dall’immediato dopoguerra che i numeri non sono blu, tranne per il decennio 1993 – 2003.

Qua dal 1971:

Ma quel simpatico successo decennale non è bastato per migliorare a lungo termine l’economia del paese.

Come si vede sopra, il netto cumulativo delle esportazioni meno le importazioni è quasi a un negativo di 100 miliardi di euro. Tre anni dopo l’entrata dell’Italia nell’Euro la bilancia è diventata di nuovo negativa, e sono bastati altri due anni per portare il cumulativo in zona rossa.

Guardando questi numeri non si vede assolutamente nessun vantaggio per l’Italia di far parte dell’Euro. In più Italia è uno dei maggiori contribuenti alla UE. Tiene in piedi la burocrazia con un bel disavanzo di ca 6 miliardi di euro all’anno.

E come si sa, una baracca deve crollare prima che sparisca la burocrazia, siamo quindi di fronte a un costo che può solo aumentare. I burocrati a Bruxelles non permetterranno mai un ridimensionamento naturale al loro organismo.

Sarebbe meglio non far parte dell’euro, e forse neanche della UE, e creare una Unione Mediterranea, Spagna, Francia, Italia, Portogallo, Croazia, Slovenia e Grecia. Agricoltura con le stesse premesse, grandissima moda, grandissimo turismo, grandissimi vini, stesse problematiche energetiche, e poi una linea di confine ininterrotta verso sud e verso nord.

14 responses to “Bilancia commerciale, mancano 100 miliardi”

  1. Paolo says :

    Ti quoto in tutto. Fuori dall'euro e da questa UE delle oligarchie finanziarie per costituire una bella unione mediterranea con i PIIGS. In una vera federazione politica i vari stati convivono in solidarietà tra loro, invece in questa orrida creatura europea c'è solo una concorrenza spietata che sta facendo molte vittime (i PIIGS) grazie a governi servili ai voleri teutonici (e dietro l'FMI e la BCE). E' il colonialismo finanziario dal quale se ne potrebbe uscire solo tutti insieme (i PIIGS). Se anche dovesse andare al potere l'M5S, la vedo estremamente difficile togliersi la camicia di forza europea. Anche sull'eventuale referendum per uscire dall'euro proposto da Beppe Grillo, non faccio molto affidamento sugli Italiani che potrebbero facilmente farsi impaurire da chi ci vuole ad ogni costo dentro. Che dire, speriamo che alle elezioni politiche tutta questa classe politica venga presa a calci nel sedere, ma anche qui non mi fido molto degli Italiani. Speriamo bene.

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  2. ultimomiglio says :

    … e quindi fare una pigmoneta per stati cialtroni, i quali tutte le volte che capita svalutano senza sforzarsi ad una minima disciplina? Vorrei far notare che l'epilogo di queste faccende è l'inflazione al 400%, dove chiunque guadagna quattro soldi perchè ha fatto un lavoro utile il giorno dopo non si ritrova in mano niente (a meno che non li converta istantaneamente in altro e lo porti in Svizzera).
    Vorrei far notare che gli strozzini di cui siamo adesso nelle mani (quelli che ci diranno per i prox 20 anni anche per chi votare), almeno hanno tutto l'interesse perchéi PIIGS non vadano a ramengo: in pratica ci proteggono a calci nel culo da noi stessi,cittadini bambini che vogliono credere fino in fondo alle fiabe, e che saremmo capaci di votare ancora una volta un farabutto che promette meno IMU per tutti.

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  3. Pinnettu says :

    Quoto ultimomiglio.
    Aldilà del discorso unione europea si, unione europea no (personalmente non sono un grande sostenitore della UE), sarebbe il caso di non dimenticarsi ch il problema siamo noi e non i paesi del Nord Europa. Imputare altri (Germania in particolare) ill disastro PIIGS, dimostra per l'ennesima volta la cialtronaggine “mediterranea”.

    Ma cosa volete che cambi se ci facciamo una bella unione fra di noi?
    Restando all'Italia e senza entare nel merito degli altri scassati paesi mediterranei, stiamo parlando di un paese in cui un terzo del territorio è letteralmente in mano alla crimanalità organizzata; le sue strutture governative hanno livelli di corruzione inverossimili (dal più piccolo comune fino allo stato centrale); è popolato da cittadini a cui sono sconosciuti concetti quali onestà, rispetto e senso civico; ecc..ecc..

    …..però la colpa è dei tedeschi.

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  4. ultimomiglio says :

    ti quoto a mia volta di ritorno. Forse Anna, che viene dal Nord ma in Italia deve aver trovato qualcosa di unico (e può capitare, meno male), riesce ancora a vederci con occhi diversi e giustificarci…voglio essere provocatore e supporre che forse è al riparo dagli aspetti per cui stare in Italia a volte è proprio pesante…
    sestorasi (cioè ultimo miglio); non capisco perchè mi forza ad anonimo

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  5. Anna Ryden says :

    O forse, da mezza tedesca e bilingue che sono, so e sento che la Germania è ancora terrorizzata dell'idea di vivere di nuovo una iperinflazione, che loro, diversamente dall'Italia, Spagna, Portogallo e Francia, hanno vissuto meno di un secolo fa, per l'esattezza meno di 90 anni fa, e non potendo quindi in nessun modo convincere l'elettorato di stampare D-Mark per svalutare quando rischiavano di vedere un crollo delle esportazioni, perché c'era in giro tante persone che se lo ricordavano e lo sapete tutti che i tedeschi comunque tendono a rivivere la storia in ogni generazione nuova, e quindi non ci si dimentica mai, sono stati ben felici della creazione dell'Euro, che ha supportato un export tedesco sempre più forte, mentre invece quello italiano è crollato. E infatti, l'unico vero compito della BCE oggi è di controllare l'inflazione. Non ci sono colpe.

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  6. ultimomiglio says :

    Sì, Anna, alla fine convergiamo: i tedeschi puntualmente rivivono il rischio di ripetere il loro errore: di non saper vincere all'80%, cosa che gli assicurerebbe preminenza di lunga durata,no, vogliono prendere tutto. E così finiscono per trovarsi contro proprio tutti e prendono una batosta. Questa volta però mi sembra che di diverso ci sia una Merkel che è molto scaltra: prima afferma posizioni senza pietà per i PIIGS, così da piacere al suo elettorato, poi sa benissimo quando mollare i cordoni della borsa, tardi ma non troppo. Ma i tedeschi comunque non hanno fatto come noi, che in 50 anni abbiamo buttato alle ortiche posizioni di preminenza nella chimica, nell'informatica e addirittura nel nucleare.(E che dire della nascita dell'Enel strapagando gli impianti dei 5-6 attori preesistenti, i quali si sono ben guardati dal reinvestire i regali?) Non parliamo poi dell'auto, dove di preminenza non si poteva magari parlare,ma di un settore dove poteva andare diversamente che cedere ai ricatti politici di una famiglia forse sì. Insomma, in Germania non c'è stata una classe politica che spennato per 50 anni il paese per fare regali elettorali, qualche colpa ci sarà pure, incluso di chi vota.

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  7. Paolo says :

    Niente di nuovo all'orizzonte dei vostri interventi. Uscire dall'euro è il disastro, uscire dall'Europa è anche peggio. Il cervello ve lo hanno lavato benissimo.
    Speriamo che siano pochi milioni a pensarla come voi…

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  8. ultimomiglio says :

    dicci tu qualcosa che non sia :
    1) già sentito 2 )una lista di cose di cui non ti fidi.

    Neanche nel tuo cervello mi sembra di leggere idee così geniali e non lavate da nessuno… ma prima di tutto per discutere bisognerebbe sapere gli obiettivi che ciascuno si pone.
    Può darsi uno si accontenti di un paese che vivacchia di espedienti, ma paradossalmente sia anche popolato da illuminati che non pretendono il tenore di vita di chi fa terziario e industria (il tenore di vita bada bene non è solo materiale, è anche fatto di opportunità di frequentare mondo e ambienti).
    Sono un maleducato, le risposte alle provocazioni spetterebbero alla padrona di casa (o di blog). Ma ogni tanto fatico a trattenermi.

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  9. Pinnettu says :

    Dai Paolo, ma che lavaggio del cervello! Il punto non è l'unione europea (ne vogliamo uscire? avanti, si può anche fare e io di certo non farò le barricate). La cosa grave è continuare a sostenere che i nostri guai sono da imputare ad altri mentre sapiamo bene che le colpe sono da cercare dentro il sistema malavitoso che si annida in ogni angolo di questo marcio e corrotto paese.

    Faccimocene una ragione, l'italiano manca di cultura dell'onesta e del rispetto.
    Se poi qualcuno approfitta della nostra cialtronaggine, che volete? Appelatevi alle Nazioni Unite e denunciate il Nord Europa per cinconvenzione di incapace 🙂

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  10. Paolo says :

    E la tua soluzione è rimanere ingabbiati in questa europa delle banche di merda. Non c'è da ribattere altro alla tua mail, sei parte di quella massa robotizzata dal sistema.

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  11. Paolo says :

    Ma che razza di risposta è la tua? D'accordo che oggi paghiamo le malefatte di una classe politica da giustiziare seduta stante, ma perché farlo pagare ai cittadini onesti, che hanno sempre e comunque pagato le tasse per tutti gli altri che hanno sempre evaso e continuano a farlo? E non mi riferisco solo ai commercianti e artigiani che sono pesci piccoli (8 miliardi di euro all'anno l'evasione stimata), ma alle società, le multinazionali, i capitali esteri, i professionisti, gli sprechi, ecc.
    Allora, se l'euro ci sta stritolando e l'UE lascia che paghino sempre i cittadini che diventano sempre più poveri e sempre con meno diritti lavorativi e non, e senza stato sociale, allora è estremamente logico abbandonare l'euro e uscire dall'Europa.
    Oppure non facciamo niente e finiamo come la Grecia.
    Ma sì, meglio rimanere in questa europa delle banche, no?
    Ma per piacere…

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  12. Pinnettu says :

    Non ci capiamo.

    Bada bene, i problemi italiani nascono dalla radicata cultura della furbizia e della disonestà che contradistingue TUTTI i suoi cittadini, senza distinzione di classe sociale.

    Ma poi chi ha parlato di restare oppure uscire dall'Unione Europea?
    Ribadisco il mio punto di vista. Dentro o fuori l'UE per l'Italia non cambia un ficco secco. Continueremmo ad essere un paese scassato in progressivo declino economico e sociale. Come eravamo prima dell'UE del resto. Solo che l'era dell'abbondanza riusciva a mascherare la stolteria che ci ha sempre contraddistinto.

    Da qui il sunto che la colpa è nostra e non degli altri.

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  13. Paolo says :

    Anche questa tua è una risposta che mi lascia basito. Come fai ad incolpare di furbizia e disonestà TUTTI i cittadini italiani? Quindi sarei anch'io furbo e disonesto o tanta altra gente onesta che conosco. E anche tu, se quel TUTTI comprende TUTTI.
    E poi la tua sicurezza sul fallimento se fossimo dentro o fuori.
    Pinnettu, ti ho sempre apprezzato dai tempi di Petrolio e Crisis, ma queste tue risposte proprio non le capisco…

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  14. ultimomiglio says :

    wow che mente indipendente ed illuminata!
    Ma, oltre a restare basito davanti a chiunque parli e a sconfessare QUALUNQUE cosa che parta da un mondo com'è oggi, ce la dài una tua soluzione?

    Credo proprio che di gente incapace di riflettere, pensare, trovare una soluzione nei vincoli dati dalla realtà, in altre parole di FARE, non ci sia nessun bisogno. Quelli come te sono pensano di aver ragione perchè alzano i toni. La versione verbalmente violenta del mugugno da autobus. Mai servita a niente. Anzi, proprio i primi a costituire la massa critica del codazzo degli arruffapopoli.

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