Stoccolma isolata e poco preparata

Volo SK2690 per Stoccolma stasera da Malpensa potrebbe non partire per la massiccia quantità di neve che sta scendendo sulla capitale più bella del mondo.

L’istituto meteorologico SMHI ha fatto un upgrade della tempesta, a “livello 2”, ovvero casini seri con pericolo per il pubblico, disturbi del traffico sia aereo che su binari. Ovviamente le strade sono bloccate.  Se invece di nevicate arrivasse la stessa quantità di pioggia allora il tutto si trasforma in tempesta di ghiaccio, il fenomeno naturale più serio che possa succedere in Svezia. Venti di 25m/s pieno di ghiaccio che sigilla praticamente ogni singola superficie, anche quella dei cavi telefonici ed elettrici.

Arlanda sotto tempesta di neve

Il sito dell’aeroporto Arlanda è inaccessibile. Siamo in troppi a cercare informazioni che potrebbero salvarci la vacanza.

È dal 1996 che volo spessissimo su Arlanda, forse più spesso d’inverno che d’estate, e questa non mi era mai successo.

E Stoccolma non è adeguatamente preparata, per quanto possa sembrare strano. Ma più di un decennio di attacco dei neoliberali, in combinazione con un cambiamento climatico che ha tolto la neve dalle strade, ha ridotto la consapevolezza del rischio natura nella mentalità della gente.

Sono bastate tre ore senza corrente lunedì 3 dicembre (81.000 persone colpite, 1% della popolazione svedese) perché la pressione nei tubi per la fornitura d’acqua comunale si abbassasse così tanto da interrompere la fornitura. Evidentemente l’ente non possiede i generatori d’emergenza necessari a tenere in piedi il sistema anche per poche ore.

Più grave ancora è che il sistema per il teleriscaldamento non ha funzionato. Due ore senza e in casa c’erano temperature da brivido.

Anche le reti mobili erano morti. Sweden 3G subito, GSM pare abbia funzionato, ma GPRS poco e male. Quindi anche le basi per la comunicazione mobile sono quasi 100% dipendenti dal normale funzionamento delle reti. Batterie?

2 responses to “Stoccolma isolata e poco preparata”

  1. andreaX says :

    Se gli svedesi stanno messi così figuriamoci noi alla prima emergenza!.

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  2. questionedienergia says :

    In Italia in città ci blocchiamo per 15cm di neve, ma in fondo è giusto: evitare due-tre giorni di disagio all'anno non giustifica chissà che attrezzatura sempre pronta.
    Ma a kiev il marciapiede non fa in tempo a sporcarsi perchè lo puliscono mentre nevica, ciascuno il suo. Tutti hanno le gomme da neve e sanno guidare sulla neve.
    A Cherepovets, 600km a nord di Mosca, ricordo un atterraggio su un catorcio da 40 posti alle 10 di sera in dicembre, con tormenta di neve e due dita di ghiaccio per terra (appena sceso dalla scaletta ruzzolai per terra mentre una signora in tacchi a spillo mi ticchettava davanti come nulla fosse).
    E in Siberia? Nevicava a fine aprile, eppure in un giorno facemmo 700km in mezzo alla taiga,con due SUV, più ovviamente visita al sito e riunione con gli addetti: la strada era costruita su un terrapieno rialzato, costruito buttando giù milioni di alberi, ma era perfetta.
    O in kazakhstan: ho fatto più volte 500km di steppa, anche in inverno, ma non è mai stato niente di anomalo: chi è abituato al freddo di solito non solo non si stupisce emotivamente,ma è organizzato ed attrezzato. Preoccupante quel che racconti.
    sestorasi

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