Capolinea per il debito pubblico italiano

A guardare il grafico del debito pubblico italiano sembra quasi un’altra bolla.

 Una massiccia quantità di titoli di stato, che se da un giorno all’altro non più ritenute sicure vengono piazzate tutti insieme sul mercato senza trovare compratori, come è successo in Russia nel 1998, quando il rendimento delle obbligazioni è schizzato sopra i 200%.

A parte i 200.000 mln (dati in euro al 2011) toccati durante la grande depressione e poi durante la guerra, il debito è rimasto sotto quella soglia fino al 1969.

Già qualche anno prima, tra il ’65 e il ’66 il debito ha sostituito la crescita lenta con una più sostenuta. La crescita esponenziale del debito ha continuato fino al 1994, quando ha rallentato per rimanere su un plateau per quasi un decennio. Tra il ’03 e il ’04 però ha ripreso la rapida salita e ora siamo praticamente a 2.000 miliardi di debito.

Questo debito nel 2012 dovrebbe costare 86 miliardi di euro in interessi, di cui ca il 44% va all’estero. Il resto è detenuto da banche italiane e da residenti nel paese.

E lo sappiamo tutti che il debito pubblico ha superato i 120% toccherà i 130% sul PIL. Per il PIL 2012 conto sui -2,4% indovinati dall’Istat:

Patate piccole però in confronto con il debito giapponese, sui 200% sul PIL.

Meno chiaro è se tutto questo debito effettivamente serve a far andare il paese. In altre parole, se aumentiamo il debito, poi davvero aumenta anche il PIL e quanto aumenta?

Ho preso quindi la serie storica per il debito pubblico di Bankitalia e la serie storica del PIL e ho calcolato quanto cresce il PIL per ogni euro in piu di debito.

Risultato:

In tre anni siamo andati da un rendimento marginale debolmente crescente, a uno piuttosto decrescente. Come si dice, attraversare il Rubicon.

Ultima parola: sembra che la svolta decisiva sia arrivata con l’euro nel 2000.

4 responses to “Capolinea per il debito pubblico italiano”

  1. fardiconto says :

    L'affaire euro, una riedizione ingigantita dello SME che ci fece scoppiare negli anni '90. Ricordate la truffa dei mutui in Ecu? Mi è rimasta legata al dito, per la spudoratezza con cui furono colpite le famiglie.

    Altra faccenda: a quanto pare per ora la magistratura ha dato ragione all'Argentina, niente blitz per prelevare dollari dalle casse dei ribelli sudamericani. Il match forse è solo rimandato?

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  2. roberto says :

    la svolta decisiva e' arrivata con l'euro? a guardare il primo grafico non sembra proprio. la svolta decisiva e' arrivata con silvio e con tremonti grazie alla loro finanza creativa. e' ora di smetterla di dare le colpe dei governi italiani all'euro. e' ora di smetterla di pensare che senza euro si starebbe meglio. questa idea di parlare male dell'euro e' pericolosa , perche' alla fine la massa popolare crescente di disperati ci crede perche' a qualcosa si deve attaccare per giustificare il proprio stato. il risultato potrebbe essere una vera uscita dall'euro col popolo convinto che la lira e' meglio e cio' vorrebbe dire la fame piu' nera per l'italia che con una lira di carta straccia non riuscira' piu' a pagare le importazioni. il governo tremonti ha incoraggiato il credito al consumo in modo sfacciato facendo indebitare gli italiani per comprare televisori automobili vacanze e persino viaggi aerei. invece di predicare parsimonia e risparmio per investimento ha predicato compra a rate suicidati indebitandoti . il debito privato fa paura piu' del debito pubblico col risultato che la massa debitoria totale e' mostruosa. questo in stati parsimoniosi come germania e compani non e' avvenuto ed ora i tedeschi pensano che stanno lavorando gratis per noi per pagare i nostri debiti. l'euro e' la piu' bella la piu' grande invenzione che l'europa ha dato ai suoi stati, finora ci ha permesso di non fare la fine degli stati africani del nord o dell'argentina. teniamolo stretto perche' il giorno che non ci sara' piu' non saremo neanche piu' in grado di pagare un biglietto aereo.

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