La solita solfa.

Continuo con il nuovo pallino dell’efficienza energetica. E porterei l’argomento oltre a quello che commenta questionedieenergia (sesto), e cioè che “il punto è che l’efficienza energetica è sempre stata considerata come qualcosa che doveva reggersi da sola.”

Secondo me, si regge da sola perfettamente, in un altro contesto economico. E scusatemi, in Italia è come se avessero messo un = tra rinnovabile e efficienza energetica.

Va bene per gli investimenti massicci nelle rinnovabili. Ne sono convinta sostenitrice, perché non vi è dubbio che andremo incontro a un futuro con minore accesso agli idrocarburi. 

Ma devo proprio dirlo a voce alta? Siamo strastufi di essere tassati perché i soldi ci sarebbero ma da sempre spariscono nelle tasche sbagliate. Che cliché e che imbarazzo lamentarsene.

Quindi per ora è Edison & Co. che ci guadagnano, addirittura così tanto tra sussidi e migliorerie tecnologici da sostituire parchi eoloci vecchi soltanto 10 anni, invece dei 30 che di solito ci vengono presentati nei conti per amortizzarli. E buon per loro, non dico altro, sono comunque anche loro responsabili del futuro approvvigionamento energetico. Lasciamo che ci guadagnino. Anche se siamo sempre più lontani dalla grid parity visto che la domanda per energia in italia non certo sta crescendo.

Ma senza quei 13 miliardi di tasse in più, messi sulla bolletta ovviamente, revisionato su dal post “efficienza energetica da investimenti privati“, perché oggi sul Sole24 l’industria se ne lamenta, forse ci sarebbe spazio per qualche azienda energivora di mettere in piedi progetti di vera efficienza energetica.

Cose che rendono in 3 mesi come dice sesto, installando un semplice inverter nuovo, oppure anche in 4 anni, per progetti di ingegneria pesante.

Ma se seguo il link “Efficienza energetica” sul sito italiano di ABB c’è una videointervista (che non ho guardato) e poi un link per scaricare la solita solfa il Report Smart Cities. I progetti delle aziende, quelle che creano la ricchezza italiana, dove sono?

3 responses to “La solita solfa.”

  1. questionedienergia says :

    Anna, un po' disordinatamente ho commentato prima il post che hai scritto dopo, dove mi sono espresso sull'effcienza energetica. Che in Italia storicamente non era messa malissimo, nell'industria, proprio per stimolo derivante dalla mancanza di energia primaria autoctona (siamo all'85% importato). Ma ora c'è grande incertezza (e mancanza di soldi). Lo stato preferisce sovvenzionare le FER, in questo grazie all'enorme spinta delle lobbies: quel che fa più rabbia è che un incentivo abbondante e sconnesso dal profilo di domanda non raggiunge lo scopo di migliorare la tecnologia ed il know how, non richiedendo impianti competitivi. Forse ora col meccanismo delle aste portrebbe andar meglio. Invece: sono d'accordo con te che l'EE nel civile è meno remunerativa (interventi più frammentati, con minori fattori di utilizzo ed investimenti specifici più elevati). Però, dato che è un settore sempre trascurato, cela più margine di riduzione consumi assoluti che l'industria. Ecco, io incentiverei affinchè una rampa di installazioni rendesse più competitive cose come l'automazione ed il monitoraggio delle utenze degli edifci.

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  2. Anna Ryden says :

    Ciao sesto, ammetto che mi sono persa questa notizia delle aste. Prossimamente dovrei trovare il tempo per andare a qualche tavola rotonda dove si parla di EE, vedremo cosa riesco a capire. Poi, certamente va incentivata l'edilizia a bassissimo consumo e le smart cities, ma ho la sensazione che vengono incentivati a discapito di chi potrebbe fare grandi risultati.

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  3. questionedienergia says :

    sì, certo, è così a breve termine. Però in misura accettabile il chiedere di più a chi ha tecnologie e profili di carico più idonei ci sta: se EE nel civile viene incentivata può diventare molto meno costosa ed efficace nel giro di pochi anni (e di potenziale ne ha tanto, nel terziario oltre che nel residenziale). Io come sempre temo il lobbismo mascherato da pressapochismo che, con la finta di avere questa visione strategica, caccia in tasca a pochi un sacco di quattrini senza ritorno per la comunità.
    Il meccanismo delle aste è previsto dal decreto per le FER elettriche, sopra una certa taglia differenziata per tecnologia.

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