Il club di roma ancora spot on

Il commentatore anonymous sul post peak caffè cita “Limits to Growth”, redatto dal Club di Roma nel 1972 senza averlo mai letto e avventurandosi addirittura nella teoria del caos citando poi anche Taleb senza averlo capito in fondo. Come se le ali della farfalla kazakha potessero cambiare il fatto che tutte le femmine che faranno figli nei prossimi vent’anni sono già nate.

Se l’avesse letto, cioè Limits to Growth, avrebbe visto come le previsioni fatte quaranta anni fa con i modelli computerizzati di allora sono quasi spot on. Precisione incredibile.

Si tratta di un lavoro pionieristico di modellazione computerizzata e hanno cercato appunto di prevedere i limiti della crescita, e con questo i limiti dell’umanità. Hanno modellato popolazione, produzione industriale, inquinamento, utilizzo delle risorse, ed altro.

Tre anni fa il professore Charles Hall ha pubblicato su American Scientist una revisione della relazione, che per fortuna a sua volta è stato revisionato su TheOilDrum. Per chi non vuole comprarsi il libro e quelli seguenti o pagare l’articolo su AS.

Per esempio la popolazione per il 2008 era stimata a 6,9 miliardi. Popolazione reale 6,7 miliardi. Produzione industriale 1,9 contro 1,8 previsti. Risorse naturali 0,53 contro 0,5 previsti.

Semplificando: Produzione vera è stata un pochino più alto del previsto e con questo l’utilizzo delle risorse.

Se la relazione del club di roma continua ad avere ragione vediamo in questi anni anche peak alimentazione e peak produzione industriale pro capite. Servizi pro capite ha ancora qualche anno di crescita mentre la gente svuota i conti bancari per mantenere lo stile di vita in attesa che finisca la recessione.

Da TOD:

 Il numero di morti continua a descendere per qualche anno ancora, per poi esplodere esponenzialemnte. Poco dopo la popolazione comincia a scendere velocemente.

Cerca di trovare un economista, uno solo, che sia riuscito a fare una previsione che valga 40 anni. I migliori cervelli economici non ci riescono neanche per i prossimi 12 mesi.

Il problema semmai, è che il mondo corre più veloce del modello. I vari crolli potrebbero avvenire prima, come abbiamo già visto accadere con i cambiamenti climatici. Al poli 20 anni fa parlavano di quelle tempeste statunitensi e scioglimento dei ghiacci in termini di 2100. E siamo solo nel 2012.

7 responses to “Il club di roma ancora spot on”

  1. Federico says :

    questa dichiarazione mi sembra molto strana da parte dell'opec…

    http://www.live5news.com/story/20040683/opec-sees-coal-use-increasing-in-coming-decades

    VIENNA (AP) – OPEC says that fossil fuels will remain the main energy source in the coming decades with coal's share growing and oil's falling.

    In its annual World Oil Outlook, the Organization of the Petroleum Exporting Countries also projects that a barrel of benchmark crude will cost $155 by 2035, compared with under $100 now.

    The report, published Thursday, says the use of fossil fuels as a percentage of world energy use will decrease only marginally from 87 percent now to 82 percent by 2035.

    It says that by then, “coal use reaches similar levels as that of oil, with oil's share having fallen from 35 percent in 2010 to 27 percent by 2035.”

    The report notes there are more coal reserves – mostly in the U.S. – than oil and gas.

    INVECE AD ABU DHABI VOGLIONO ARRIVARE AD ESTRARRE IL 70% DAI POZZI
    http://www.thenational.ae/thenationalconversation/industry-insights/energy/abu-dhabi-targets-big-increase-in-oil-recovery

    Mi piace

  2. Anonimo says :

    A me sembra che nel club di quelli che citano “Limits to Growth” senza averlo letto per davvero ci sia anche tu. Ad esempio: produzione industriale 1.9 contro 1.8 previsti. 1.9 cosa? Dollari? Conchiglie? Once di grano? Raggi gamma? Stessa cosa per l'inquinamento e le risorse naturali. Oramai de Limits to Growth e' diventato come la Bibbia, o ci credi o non ci credi, con commenti sommari ai risultati senza nemmeno una parola sul modello di dinamica dei sistemi che ci sta alla base.

    Quanto all'assenza di commenti degli economisti, bastava leggere le premesse degli autori: “the economy represented in World3 is the physical economy, the real things to which the earth’s limits apply, not the monetary economy. Industrial capital refers here to actual hardware —the machines and factories that produce manufactures products”. In altri termini, di capitale, lavoro, teoria del valore, marginalismi, fisiocrazie e di economia in generale non v’e’ traccia. Poi, che le risorse siano finite, da Ricardo fino al gruppo’63 è un concetto noto e studiato perfino dagli economisti.

    Mi piace

  3. Anonimo says :

    “Poi, che le risorse siano finite, da Ricardo fino al gruppo’63 è un concetto noto e studiato perfino dagli economisti.”

    E qual è la soluzione, dato che studiano il problema da 200 anni?

    Mi piace

  4. Anna Ryden says :

    Si purtroppo il grafico non ha niente sull'ordinata visto che i morti pro 1000 abitanti ha un'altra scala rispetto alla crescita di per esempio la produzione industriale. Ma sono certa che sai interpretarlo lo stesso.

    Mi piace

  5. questionedienergia says :

    mi incurioscisce l'aumento esponenziale del “ricambio” (cioè anche le nascite si impennano): come si spiega? Il classico gozzoviglio da trionfo della morte (tipo le scene di Hyeronimus Bosch)? Cioè la gente si accorge che si muore come mosche e ciascuno tromba liberamente tanto domani mattina tocca pura a lui? è così o c'è anche qualche altro motivo meno psicosociale di fondo?

    Mi piace

  6. Giorgio Ansan says :

    Agli anonimi precedenti consiglio vivamente di leggersi gli scritti di Georgescu-Roegen (in italiano sono pubblicati dalla Boringhieri). Georgescu-Roegen fu uno dei pochissimi economisti (con una formazione peraltro fisica)a difendere “Limith to Growth” criticandolo principalmente per la sua teoria dello stato stazionario come salvezza dell'umanità.
    Ma Georgescu-Roegen, dimostra come, sul piano termodinamico, neanche lo stato stazionario potrà salvare l'umanità dal collasso ecologico.

    Mi piace

  7. Andrea Arcella says :

    Sono numeri adimensionali, sono rapporti tra il valore attuale e quello del 1972. Come ogni rapporto tra grandezze omogenee e' adimensionale. Minchia… e che ignoranza che si vede mischiata alla protervia.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: