Efficienza energetica da investimenti privati?


La buzz word del momento è senza dubbio “efficienza energetica”. Infatti secondo il SEN si tratta della prima priorità della nuova strategia energetica (punto 4.1 della versione di ottobre).

E saranno necessi 180 miliardi di euro per raggiungere questi obettivi:

Ridurre il consumo di energia di 20Mtep. Tagliare 55 milioni di tonnellate di emissione CO2. Diminuire le importazioni di roba fossile, di almeno 8 miliardi di euro rispetto al 2010.
Per i realisti tra di noi si tratta di cose che più i meno avverranno automaticamente, per la perdita di competitività di un paese senza materie prime e dove i tre veri punti di forza, agricoltura di primissima qualità, artigianato di lusso e turismo di unica cultura, non vengono valorizzati.

E invece i miglioramenti dovrebbero arrivare tramite pesanti investimenti, nell’ordine di appunto 180 miliardi di euro. Le somme che sgancia lo stato sono più contenute. Ca 6000 volte più contenute.

30 milioni regalati ai 52 progetti selezionati dal ministero dell’Ambiente, e gli altri 30 milioni le aziende se li devono pagare da soli.  E comunque si tratta della solita solfa della necessaria ma poco incidente efficienza energetica cittadina e immobiliare. Non è industria pesante quella.

Per fortuna il SEN prevede che questi 180 mld arrivino da investimenti privati:

180 miliardi di euro di investimenti da qui al 2020, sia nella green e white economy (rinnovabili e efficienza energetica), sia nei settori tradizionali (reti elettriche e gas, rigassificatori, stoccaggi, sviluppo idrocarburi) sic!. Si tratta di investimenti privati, in parte supportati da incentivi, e previsti con ritorno economico positivo per il Paese.

E c’è da chiedersi se con la minaccia di un’industria crollata possiamo aspettarci che le aziende si accollano il rischio di un prestito di 4-5 milioni di euro per un vero intervento di efficienza energetica.

La risposta è no, una cosa che Passera però aveva già previsto, inserendo la frase sugli incentivi. Ovvero, usiamo “other people’s money“. Il metodo più facile ed elegante è la bolletta. Oggi ilSole ha un’articolo sui 1,8 miliardi di incentivi per il conto termico. Il giornalista con una insolita ironia ci spiega che i soldi “saranno reperiti dalla bolletta del gas, non vi sarà pertanto alcun intervento sulla bolletta elettrica.”  Che sollievo.

Siamo (quasi) tutti consapevoli della necessità di ridurre drasticamente i consumi, e farlo tramite la bolletta divide equamente i costi su tutta la popolazione.

L’argomento più forte in favore è che prima o poi le bollette saranno più leggere, proprio perché abbiamo fatto lo sforzo in comune. Nessuno può accusargli di mentire perché non ci è permesso di conoscere il futuro.

L’argomento più forte in sfavore è ovviamente che i benefici diretti non vanno a chi ne avrebbe più bisogno, perché non potranno mai permettersi di coprire l’altra parte dell’investimento, i 60% non coperti dagli incentivi.

Se devo fare due conti consideriamo questi 40% arrivanti dagli incentivi. 180 miliardi x 40% sono  72 miliardi di euro. Da spalmare sugli otto anni rimasti fino al 2020. Sono ogni anno 9 miliardi di euro che devono arrivare da qualche tipo di tassazione.

9 mld diviso 61 mln sono 150 euro in più di imposte pro capite all’anno. 600 euro per una famiglia di due adulti e due bambini. Pagherebbero un corso di calcio bisettimanale a Milano per un ragazzino più certificato medico più scarpe e tute e qualche torneo.

Mentre ci possiamo aspettare che questi soldi ci verranno prelevati in qualche modo, non possiamo però in nessun modo aspettarci che i miglioramenti di efficienza energetica arrivino per davvero, perché non possiamo certo costringere industria e famiglie a prendersi il rischio di un prestito.

One response to “Efficienza energetica da investimenti privati?”

  1. questionedienergia says :

    il punto è che l'efficienza energetica è sempre stata considerata come qualcosa che doveva reggersi da sola. Peccato, perchè costringe chi la fa ad interrogarsi sulle priorità (ad esempio prima metto a posto un carico da 8760 ore, per ultimi quelli da 1000ore/anno), e ad operare bene. No, le lobbies hanno estorto miliardi di euro per delle rinnovabili che producono in modo completamente sconnesso alla domanda (e che costano una barca di soldi, mentre a volte mettere un inverter si ripaga in 3 mesi. Altre volte in un anno: costringe a ragionare, come dicevo). E dà competitività a quel che stai producendo, dato che i risparmi sui consumi vanno sotto la bottom line, cioè interamente sul margine. Certo, a volte l'efficienza energetica serve ad accedere a nuovi regimi di vita sempre più elevati, cioè a consumare più di prima: l'energia fisica sostituisce lo sforzo del cervello, dell'anima, delle gambe…

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