Disoccupazione in Italia ancora troppo bassa

Questa mattina su ZH si legge un commento a uno studio condotto da UBS, su come i paesi con la moneta unica euro non hanno la possibilità di tornare a un equilibrio dell’economia nazionale svalutando la propria moneta.

L’articolo esclude qualsiasi exit dall’euro da parte della Grecia e della Spagna, perché i mercati devono a tutti i costi evitare le corse alle banche.

Il modo per attraversare questo oceano di guai sarebbe invece un periodo prolungato di quello che loro chiamano “below-average inflation”, una inflazione estremamente bassa, o perché no, una deflazione.

E allora la questione è come ci si arriva a questa specie di svalutazione dell’euro a livello locale. Per la Grecia hanno calcolato una svalutazione di 20%, e per la Spagna di 15%. Ma l’Italia non manca nei calcoli, e gli italiani si devono aspettare un -4,5% secondo il grafico “Currency misalignment Euro area”:

La risposta secondo UBS è “…,but in a single currency area the only route available is an adjustment in relative wages.”

Stipendi gradualmente più bassi, finché non arriviamo a un livello che equivarrebbe al virtuale tasso di cambio di equilibrio.

Non è possibile sapere con esattezza dove sta questo tasso, ma la banca lo calcola come il mantenimento dell’equilibrio tra bilancio interno ed esterno, dove quello interno equivale alla piena occupazione e quello esterno alla bilancia commerciale.

Il secondo grafico che rubo dimostra questi due fattori:

Come si vede in Italia la bilancia commerciale è in negativo rispetto al PIL, di ca 3,5%.

Ma il fattore “unemployment gap”, calcolato come la disoccupazione meno il NAIRU è di solo 1%.

NAIRU sta per non acceleration inflation rate of unemployment, e cioè il tasso di disoccupazione nazionale che non accelerà l’inflazione. Per l’Italia nel 2011 evidentemente era di 7%, visto che nel 2011 la disoccupazione era di 8% e il grafico sopra ci da un gap di 1 punto percentuale. Questo doc dell’OCSE sembra di sostenere la cifra 7%.

In altre parole si tratta della minima disoccupazione accettabile dal punto di vista del governo, e che viene mantenuta tramite politiche monetarie di una banca nazionale italiana non proprio politicamente indipendente, e tramite politiche fiscali e legislatura sull’imprenditorialietà, tutto mirato a controllare l’inflazione intesa come indice dei prezzi al consumo.

Quando un politico parla di misure contro la disoccupazione si tratta solo di retorica, perché il paese non se lo può permettere di abbassare la disoccupazione. È estremamente distruttivo per un qualsiasi governo portare il paese verso una spirale CPI. Occupazione piena significa sempre una minima disoccupazione, uguale al NAIRU. Che sarebbe 7% nel 2011.

Se ha ragione l’OCSE, che la disoccupazione italiana di equilibrio è di 7% siamo a quasi 4 punti sopra, con i 10,6% annunciati in questi giorni. 

Tornando allo studio UBS, hanno usato la cifra per il gap Nairu/disoccupazione reale e la bilancia commerciale come variabili indipendenti per eseguire un’analisi di regressione per il tasso di cambio. Questo punto di partenza ha servito per arrivare a quei 4,5% di svalutazione necessaria in Italia nello scenario di una bilancia commerciale a 0, e cioè non negativa di almeno 3%.

Siccome la vedo molto dura migliorare la bilancia commerciale, l’unico fattore facilmente manipolabile è la disoccupazione.

Ma avevamo già visto che siamo molto sopra il Nairu, e che in realtà a questo punto potremmo anche credere a qualsiasi politico quando dice che bisogna abbassare la disoccupazione. Un po’ in contrasto con le politiche di aumentare l’età pensionabile, e di ridurre gli statali di 130mila persone l’anno prossimo. Misure stranamente mirate ad aumentare la disoccupazione.

Interessantemente ho trovato in rete un paper di un professore italiano emigrato in Inghilterra e poi tornato a Messina, Matteo Lanzafame, che per il 2003 dava il Nairu a 10,3 per l’Italia, con variazioni regionali però molto importanti. I valori spaziavano da 23,55 per la Calabria, ai 3,43 per il Trentino, Lombardia 4,42.

E oggi sul Sole24 dicono che la disoccupazione ormai è a 10,6%, e nel 2011 sarà di 11,4%. Dati neri, come dice ilSole, ma assolutamente necessari, se l’Italia vuole riuscire a svalutare l’euro localmente. E in linea con il dato di Lanzafame del 2003.

Da quel dato sono però passati otto anni. Possibile che il Nairu vero sia lievitato, visto che l’Italia è riuscita a contenere l’inflazione in questi anni.

Quindi l’agenda del governo sembra di prevedere un peggioramento della bilancia commerciale, visto che hanno un’obiettivo per la disoccupazione molto più alto del NAIRU ufficiale. Un NAIRU sicuramente chathamisticamente aggiustato a cosa, 15%? Staremo a vedere.

2 responses to “Disoccupazione in Italia ancora troppo bassa”

  1. Medo says :

    I contratti di lavoro non sono gli stessi tra Italia, Portogallo e Spagna. Il nostro 10% di disoccupazione ha una qualità peggiore di un 15% portoghese e perfino di un 20% spagnolo… Se si guarda alla generazione dei nati dopo il '75, quantomeno, i dati di cui sopra – aggiustati al livello di precarietà – mi pare che vedano i P.I.I.G.S. piuttosto allineati come stile di vita medio. Ci metto pure la Francia, almeno da quel che vedo, gli unici che consumano come prima sono i funzionari pubblici territoriali di medio-alto grado, con gli stipendi tuttavia al palo dal 2004, e sempre meno in percentuale, e con la spada di Damocle di nuovi tagli ogni due mesi quando le casse di questo o quell'istituto si rivelano vuote. Ma in Italia lo sapete che il maggiore ente pubblico francese (CIS) di mutui sociali per l'abitazione è fallito? Ora nessun povero potrà più comprare nessun immobile, mai più in Francia o certo a meno che i prezzi non scendano di almeno il 50% ma quello stesso povero in caso di tali deflazioni immobiliari sarà sicuramente ancora più povero e vivrà per strada.

    Mi piace

  2. Anonimo says :

    Tutto giusto, ma quanto incide la forza lavoro fluttuante?

    Ovvero, ho una amica rumena, ufficialmente è residente qui continuativamente da dieci anni ma in realtà quando non ha lavoro che gli convenga fare torna a casa sua (se ne è già comprate due) dalle parti degli antichi feudi di Dracul Vlad Tepes, come pure mentre percepisce la nostra indennità di disoccupazione, che lì ha ben altro potere d'acquisto.

    Come la inquadriamo nelle nostre belle statistiche? Non sarà certamente l'unica, e credo che sia un fenomeno più italiano che spagnolo visto che lì la forza lavoro immigrata è quasi tutta sudamericana e Madrid Bogotà costa 900€ contro i 49€ di un Wizzair per Timisoara.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: