Strategia Energetica Nazionale #3


Abbiamo visto nel primo post sul SEN che le premesse sono false, ma anche che con la prima tendenza citata, il futuro consumo mondiale di energia, i numeri che rispettano la crescita della popolazione mondiale, il quadro non è per niente così buio come viene depinto nel SEN (secondo post). E questo andrebbe a sposarsi con la seconda tendenza descritta dal SEN, la diminuzione dell’intensità energetica attesa intorno a 2% annuali invece dell’attuale 1% annuale.
Che cos’è quindi l’intensità energetica del PIL?
Conservazione dell’energia significa diminuire la quantità di energia utilizzata per la stessa quantità di output da lavoro. In altre parole, vogliamo che la nostra tecnomassa lavori di più senza spendere più energia, o ancora meglio, addirittura spenderne meno. Come misura della conservazione di energia viene spesso usata l’intensità energetica.
Quando si tratta di misurarlo per una nazione intera, o per il globo intero, si butta dentro comportamenti della popolazione, e cambiamenti tecnologici e strutturali.
Il PIL non è ideale per misurare l’IE, perché contiene già in se tutti i soldi e energia usato del paese. Forse è quello uno dei motivi per l’altissima correlazione tra consumo di energia e PIL:
Ma è molto comodo usarlo perché esiste per quasi tutti i paesi in modo paragonabile, e riflette la situazione economica del paese.
Dal 1969 al 2012 (i dati BP aggiustati da me per il 2012) il PIL è cresciuto del 260% con una crescita annuale media del 3%, mentre il consumo di energia è cresciuto del 167%, con una crescita annuale media del 2,3%. Fantastica quindi questa crescita del PIL molto più forte del nostro consumo energetico.
Ma c’è un ma.
Come si vede dal grafico degli cambiamenti annuali, intorno al 2000 qualcosa è cambiato:
La crescita del PIL è rallentato e il consumo energetico è aumentato.
In forma di tabella:
media PIL 1969 – 1999
3,18%
media consumo energetico 1969 – 1999
2,30%
media PIL 2000 – 2012
2,68%
media consumo energetico 2000 – 2012
2,41%
Fino al 1999 il PIL cresceva molto più veloce del consumo energetico, ma da 13 anni ormai il PIL è rallentato parecchio mentre invece il consumo energetico cresce in maniera più sostenuta. 
Facendo il calcolo per l’intensità energetica come il consumo di energia mondiale diviso per il PIL mondiale vediamo che dal 1969 fino ad oggi c’è stato un notevole miglioramento:
Ma vediamo anche che dal 2000 siamo se non fermi, ma quasi. La media annuale ’69-’99 è di -0,86% quindi comunque lontani da quei meno 1%-1,5% annuali citati dal SEN, ma la media degli ultimi 13 anni è di soli -0,26%.  
La tendenza mondiale per l’intensità energetica sta andando nella direzione opposta rispetto a quello che dice la Strategia Energetica Nazionale. Negli ultimi 13 anni il miglioramento annuale corrisponde a 1/4 (-0,26%) della cifra usata nel SEN (-1%).
Dire che in futuro miglioreremo la situazione ancora, con un’attesa diminuzione di 2% all’anno, non corrisponde in nessun modo ai dati storici. 
Aspetta, forse intendono intensità energetica calcolata come consumo energetico sul PIL per capita? In fondo, se vogliamo capire se il mondo oggi è più bello di quello ieri, è il PIL pro capite che bisogna guardare, non il PIL totale.
Anche il PIL mondiale pro capite dimostra una tranqullizzante crescita lineare fino ad oggi con solo il piccolo singhiozzo del 2009.
Ma la popolazione mondiale è cresciuta molto più in fretta rispetto al PIL e così il PIL pro capite dal 1969 ad oggi è aumentato solo il 84%.
La grande sorpresa arriva però calcolandoci l’intensità energetica:
Stiamo decisamente peggiorando. E non solo, stiamo accelerando il peggioramento. Se fino 1969 l’aumento di intensità energetica media annuale era di 0,85%, dal 2000 ad oggi è di 0,92%.
Bilancio fin d’ora. Quattro premesse false e due tendenze interpretate molto liberamente. È una forte indicazione che non potrà mai uscire niente di utile dai club per l’ammirazione reciproca dalle tavole rotonde organizzate a rotazione per discutere di questo importante documento.

6 responses to “Strategia Energetica Nazionale #3”

  1. N.O.I. - Nuova Officina Italiana says :

    Il tasso di intensità energetica è aumentato perchè è raddoppiato il consumo energetico delle famiglie. Mentre il consumo delle industrie è attestato a poco più del 30% del fabbisogno energetico (in parte dovuto agli effetti della deindustrializzazione, in maggior parte per il rinnovo degli impianti tecnologici di produzione), quello delle famiglie è poco più della metà del consumo totale. In effetti, fra robot da cucina, 3 TV per casa, stanb by di sterei, climatizzatori e quant'altro, le famiglie sono quelle che meno sono efficienti sull'utilizzo dell'energia, e più ne sprecano.
    Le fonti statistiche sono quelle dell'OCSE

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  2. N.O.I. - Nuova Officina Italiana says :

    Si è dimenticato di aggiungere, nel commento precedente, che il consumo energetico industriale (non ostante il più massiccio impiego di macchine e meno di forza lavoro umana) è rimasto costante negli ultimi 20 anni, anzi è diminuito di pochissimi punti percentuali (per effetto della deindustrializzazione). Nello stesso periodo, il consumo delle famiglie è raddoppiato.
    Siamo più felicemente dei piccoli borghesi… spreconi.

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  3. questionedienergia says :

    Anna,
    l'intensità energetica dei paesi sviluppati in genere diminuisce (tep/M€) 1995-2011: Italia da circa 150 a circa 140; Eu15: da 180 a 145; EU27: da 210 a 170.(E.Tassi, tecnologie e soluzioni, luglio 2011, a sua volta elaborazione da dati eurostat).
    Quelle dei paesi che passano da sussistenza agricola ad industriale in genere non è detto (anche perchè il consumo di legna è i larga parte non noto)
    Tornando ai paesi sviluppati: spesso si ha invece un aumento dell'intensità elettrica.E comunque la spiegazione del calo di intensità non sta solo nell'efficienza, ma spesso anche in un cambiamento del core business del Paese, che lascia le industrie pesanti e si terziarizza.
    La correlazione tra delta PIl e delta consumo energia andrebbe fatta a pari di sviluppo e di tecnologie disponibili per un paese, cosa ovviamente impossibile. Io mi ricordo chedieci anni fa, analizzando i dati dell'Italia, trovammo una buona correlazione lineare ma con intercetta positiva. Prima spiegazione: il nero consuma anche se il sup PIL non viene registrato.

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  4. Anonimo says :

    Azzardo una banale considerazione: sono stato in indonesia e lì la benzina si pagava, compatibilmente con una moneta assai ballerina, meno di 30 centesimi di € al litro, ovvero se io consumo un litro in meno, come sto facendo da un po', ma nella stessa unità di tempo un indonesiano ne consuma due in più il pil del mondo cala di 1,80-0,30×2 ovvero 1,2 €.
    Moltiplica per tutti i miliardi di litri che quest'anno noi italiani abbiamo consumato in meno ed invece i paesi in via di sviluppo in più ed il calo di PIL mondiale a parità o addirittura con aumento di consumi c'è tutto.

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  5. Anonimo says :

    PIL e Energia usata sono il prodotto di PIL e Energia usata pro-capite per il numero di persone sul pianeta. L'intensita' energetica e' il rapporto tra le due ed e' la stessa sia considerando PIL e Energia totale che pro-capite. Io mica ho capito che conti che hai fatto per ottenere quei grafici.

    Se invece nell'ultimo grafico hai diviso l'energia totale per il PIL pro-capite, esce che il mondo ha aumentato i consumi energetici perche'… siamo di più. Il segreto di pulcinella, ma non di intensita' energetica si tratta.

    Oltretutto la SEN, come dice il nome stesso, e' la strategia nazionale italiana. Confrontare l'intensita' energetica mondiale con le strategia italiane, manco l'Italia fosse il mondo e la concorrenza non esistesse, non si capisce a cosa serva.

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  6. Anna Ryden says :

    GRazie! è già molto più costruttivo così.
    Ho cominciato a vedere quei numeri perché pare siano alla base del SEN. Tempo permettendo vado avanti anche con gli scenari italiani.

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