Strategia Energetica Nazionale #2


Primo post sul SEN qua
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Vediamo la domanda di energia. Secondo il SEN per il 2035 è previsto un aumento del 50%. Tanto per confonderci, perché usano il 2020, il 2030, il 2035 e il 2050 in contemporanea senza una logica dietro. È tutto basato su stime fatte da enti e aziende internazionali diversi. Nel SEN lo chiamano “fare leva”. Io lo chiamo copia/incolla.
Quindi al numero 50% non sono arrivati loro, ma invece si citano fonti autorevoli come BP, IEA e EIA. Le stesse che uso io per questo blog. Il problema di queste fonti, e di qualsiasi previsione, è che si tratta o di puro indovinare, o di backcasting. Nel primo caso le più brillanti menti sbagliano, come quando regolarmente i geni matematici delle varie banche centrali ogni singola volta sbagliano previsione del PIL, nel secondo caso si sceglie un numero per l’anno finale della proprio previsione, che sembra probabile dal punto di vista attuale, e si torna indietro al giorno d’oggi dicendo che questa o quella è la crescita che possiamo/dobbiamo avere. La IEA è una grande fan del backcasting. Questa metodologia loro la chiamano “Golden Rule Scenario”.
Io quando mi occupo di fantasticare sul futuro scelgo di indovinare, basandomi su serie storiche. Per indovinare il futuro consumo di energia però non basta la serie storica per il consumo di energia primaria della BP. La devo mettere in correlazione con qualcosa.
Sappiamo già che popolazione e consumo di energia hanno una correlazione altissima, quindi possiamo per esempio appoggiarci a questi dati. Ho calcolato la correlazione per i dati dal 1965 al 2010. È di 0,99.
I dati per il consumo energetico sono in milioni di tonnellate di petrolio equivalente.
Con questo non sto dicendo che esiste una causalità. È la crescita della popolazione a trainare il consumo di energia, o l’accesso a energia facile che permette di fare più figli? Malthus direbbe che “The power of population is so superior to the power of the earth to produce subsistence for man…”      Introducendo causalità in una discussione equivale a introdurre ideologia. Limitiamoci a usare i dati.
Secondo le più autorevoli stime, come per esempio quella delle nazioni unite, saremo incirca 9 miliardi di persone nel 2050. Guardando i dati vedo che dal 1965 al 2010 la crescita media per la popolazione mondiale è di 1,63% all’anno. Continuando questo trend nel 2050 saremmo sopra i 13 miliardi e non miseri 9. 
Per arrivare a solo 9 miliardi devo aggiustare la crescita media da oggi in poi a 0,65% annuali. E graficamente le due curve si presentano così:
Così in media dal 1965 al 2050 la crescita annuale diventa 1,50%. Molto semplificato.
Per l’energia invece vale che dal 1965 al 2010 la crescita media è di 2,63% all’anno. La relazione tra l’aumento di consumo energetico e l’aumento della popolazione oscilla intorno a 1,61.
E ora mi prendo la libertà di usare questa relazione di 1,61 e applicarla alla crescita media del consumo energetico, partendo dalla crescita della popolazione aggiustata di 0,65% annuali, appoggiandomi senza alcun imbarazzo alla correlazione storica di 0,99.
Moltiplico quindi 0,65 * 1,61 e viene una crescita media per l’energia da oggi al 2050 di 1,05% all’anno. Così mantenendo la correlazione storica di 0,99 e rispettando anche le previsioni per una maggiore efficienza energetica:
 Secondo questo grafico, che rispetta le stime più autorevoli per la crescita della popolazione da oggi al 2050, l’aumento di energia consumata a livello mondiale è di 28% al 2035 e di 50% al 2050. Il che avrebbero scoperto anche i redattori del SEN se avessero aperto un foglio excel.
Già un punto di partenza migliore.
Nota bene: Io mi sbaglio sicuramente. Ma anche loro si sbagliano sicuramente.

8 responses to “Strategia Energetica Nazionale #2”

  1. N.O.I. - Nuova Officina Italiana says :

    Nel 2050 la popolazione italiani sarà fra i 45 e 50 milioni. Il PIL sarà 1,2 volte quello attuale. Nel 2100 la popolazione italiana sarà di 40 milioni. Il PIL 1,5 volte quello attuale.
    La Germania e la Francia nel 2100 avranno la stessa popolazione attuale, ma 2,5 volte il PIL attuale.
    Fonte IIASA
    (i consumi energetici non li ricordo)

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  2. Anonimo says :

    Se vuoi limitarti a dire che la SEN dice cazzate, dillo e basta. Questi panegirici di numeri con stime dalla volatilita' oltre il 100% (come l'1.61 da te usato) non so davvero a cosa servano.

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  3. Anna Ryden says :

    L'hai per caso scritto tu il SEN, anon? Perché te le prendi? Io reinterpreto a modo mio, faccio le mie stime, che chissà, alla fine saranno anche più corrette. Credi davvero arriveremo a usare il 50% più energia di oggi? Se l'hai scritto tu, illuminaci.

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  4. Anonimo says :

    Grazie Anna per il tuo sempre ottimo contributo.
    Ovviamente sono benvenuti, per me, anche altri; ad esempio il buon anonimo delle ore 18.19, se ha qualcosa di concreto.
    Giorgio A.

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  5. Anonimo says :

    Ma dove troveremo il 28% di energia in più nel 2025 se la produzione del crude non cresce già più? Dai laghi di metano di titano?
    Aspetto con trepidazione…..

    Complimenti per il blog Anna, aspetto sempre con ansia ogni nuovo post, il mio caffè.
    Saluti.

    Giorgio Berton

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  6. Anna Ryden says :

    Non abbiamo ancora raggiunto il tetto di carrying capacity che avremo dall'aggiunta del gas naturale.

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  7. sestorasiagain says :

    che strana questa aggressività fine a sè stessa, senza dar niente, a chi in fin dei conti scrive su un suo blogo ed ha anche un seguito. E anche l'anonimato, poi. Quantomeno è sciatteria (anch'io uso un nickname, che però è sempre lo stesso: sesto rasi è un personaggio ed è sempre lui. No?)

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  8. Stefano says :

    Un'altra stima della popolazione, autorevole ed estremamente affidabile, è quella dello scenario standar dei Limiti dello Sviluppo
    –> http://it.wikipedia.org/wiki/Rapporto_sui_limiti_dello_sviluppo#Scenario_1:_Crisi_delle_risorse_non_rinnovabili

    Analizzando l'andamento
    –> http://4.bp.blogspot.com/-rXmp0ny0PHM/UCEYDPOV1YI/AAAAAAAACUA/QCFiGzqvBaU/s1600/rapporto+sui+limiti+dello+sviluppo.jpg
    la popolazione mondiale inizia a decrescere intorno al 2025 a causa del collasso del sistema (appena iniziato in questi anni) causato principalmente per la carenza di risorse, in primis petrolio.

    Ciao,
    Stefano

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