Green refinery al verde

Per tornare un attiamo al discorso delle Green Refinery, vi segnalo la notizia arrivata tramite il Financial Times, sulla nuova green refinery della BP in Florida.

E cioè che non verrà neanche costruita. Già in aprile la Shell ha dato buca su un’impianto del genere in Canada.

Si tratta di una second-generation biofuel plant, quindi un impianto che non usa colture utilizzabili come cibo. Visto le forti critiche contro le piantaggioni di mais destinati ai carburanti che ci toglie il cibo dalla bocca. In teoria questi impianti da seconda generazione non useranno mai colture direttamente prodotte per loro, ma solo gli scarti di agricoltura, o piante da terreni inadatti all’agricoltura.

Se gli scarti nazionali non bastano possiamo sempre costruire monocolture in Indonesia.

Gli italiani sono all’avanguardua nel settore, e apriranno il primo stabilimento con produzione a livello commerciale a Crescentino. Si tratta di una JV tra Gruppo Mossi & Ghisolfi e un private equity texano che ci ha messo 250 milioni di dollari nella Beta Renewables, che tra l’altro aprirà anche uno stabilimento in Brasile nel 2013, che produrrà, come quella italiana, 60.000 tonnellate all’anno.

Ovviamente essendo italiani, non sono quotati in borsa. Per investirci,  bisogna scrivere una mail alla casa madre, cioè il gruppo M&G, soltanto per poter sapere le modalità d’investimento. Ma siamo matti.

O forse sono dei geni. Perché la BP non costruisce perché per l’ennesima volta ha scoperto che le rinnovabili non rendono. Ovvero:

“Given the large and growing portfolio of investment opportunities available to BP globally, we believe it is in the best interest of our shareholders to redeploy the considerable capital required to build this facility into other more attractive projects,”

E questo da una delle 100 aziende di ingegneria energetica al mondo con la capacità di sviluppare un tecnologia e poi implementarla su scala globale.

Ma non è economico, e quindi la BP, nelle rinnovabili, rimane con gli impianti eolici negli Stati Uniti, e qualche impianto di etanolo da canne da zucchero in Brasile.

L’articolo FT non cita i motivi per la mancata costruzione. Ma può darsi che la BP non sia stata in grado di costruire in parallelo la catena di fornitura necessaria all’impianto. Gli scarti da agricoltura non sono certo una commodity globale, e quindi ogni impianto deve assicurarsi un’approvviggionamento sicuro da solo.

O anche, come scrive WSJ:

 “Another factor for canceling the project is the possibility of the U.S. Environmental Protection Agency changing how much cellulosic ethanol it will require to be blended into gasoline, Mr. Cohan added.”

Ovvero, la BP vorrebbe più controllo centrale e sussidi. 

3 responses to “Green refinery al verde”

  1. ultimomiglio says :

    io credo che la motivazione più stringente sia quella riportata da WSJ, dato che per ora non ho ancora visto una tecnologia rinnovabile (a parte l'hydro classico, cioè non quello del recupero saltini dalle roggette e dai canalicoli)il cui business non sia dato dal quadro incentivante, spesso ottenuto dalle spinte di qualche lobbista. La vicenda del fotovoltaico in Italia, che ci costa quasi 7 mld€/anno, ne è l'esempio più lampante.

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  2. Anonimo says :

    IL modo giusto di vedere il fotovoltaico è di pensarlo come energia messa da parte ora e erogata per i prossimi 30-40 anni (se l'EROEI fosse 1, in relatà è ben più alto).
    Nel mondo “Mad Max-like” in cui vivremo tra 10-15 anni i pannelli messi giù oggi saranno utilissimi

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  3. sestorasiagain says :

    il tuo nickname non mi piace per niente (se proprio manchi di fantasia potresti chiamarti anonimoxy, così ti metti una targa, almeno).

    ora, xy, il fotovoltaico installato finora con costi esorbitanti (e non sostenuti da chi ci guadagna) quanto in percentuale contribuisce a soddisfare alla domanda? E pensi lo faccia inseguendo il profilo della domanda stessa? E sai quanta potenza PV installi in un campo da calcio? E quanti kWh all'anno fa 1 kW di fotovoltaico, per giunta in modo non programmabile? Sapresti confrontare questi stessi valori con quelli di altre tecnologie? Forse prima di asserire in anonimo di modi giusti dovresti portare dei numeri (molti di noi ci provano).

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