Kit sopravvivenza per viaggi in treno (post del venerdi)

Se l’aeroporto di Venezia è riuscito a crescere di 150mila anime nel mese di agosto, penalizzando il traffico su binari, non è solo per il miracolo dei prezzi stracciati.

Molte persone amano andare in treno. Io per esempio. Come si dice, quando il viaggio fa parte del viaggio.

Ma non è più possibile godersi il viaggio in treno in Italia. Hai paura della sporcizia, temi i bagni, non c’è niente di decente e sano da comprare da mangiare, e poi misteriosamente si ferma per 3 ore in mezzo al nulla e non ti dicono niente. E l’acqua in bottiglia è finita.

Quindi, che fare se vuoi assolutamente andare in treno? Portarsi un kit 24-ore. Ecco i miei suggerimenti per il contenuto:

  • Un libro. Per esempio “The myth of the machine” di Alf Hornborg, se ti interessano le relazioni tra tecnologia e economia, oppure “The Windup Girl” di Paolo Bacigalupi, se hai voglia di puro divertimento nell’ambito della fantascienza, sottogenere nuovi sistemi sociali post-scarsità.
  • Se viaggi d’inverno, una copertina di pile. Se il treno si ferma è probabile che dopo poco tempo fallisce pure il sistema di riscaldamento.
  • In estate ti servirebbe invece un ventaglio.
  • Una bottiglia di acqua in più di quella che comunque ti portavi.
  • E perché no, anche una di vodka. Potrebbe migliorare l’atmosfera tra i coviaggianti.
  • Cibo: Cioccolato. Un panino imbottito in più di quello che comunque ti portavi.
  • Un cuscino gonfiabile a forma di banana, stile viaggio in aereo.
  • Un caricatore a batteria per il cellulare. Carico ovviamente. Io ne ho due a pannelli solari. Però a caricarli col sole stai li ad aspettare delle ore. Meglio caricarli attaccandoli alla presa mentre sei ancora a casa.
  • Se viaggi con bimbi, un DVD-player carico. Salviettine. Carte da gioco. Nintendo.
  • Se sei donna, una pipinette.

Buon viaggio!

3 responses to “Kit sopravvivenza per viaggi in treno (post del venerdi)”

  1. Nuke The Whales says :

    Non sapevo che cosa diavolo fosse una pipinette, ogni giorno si impara sempre qualche cosa.
    Tra qualche anno al kit bisognerà aggiungere un taglierino e una bomboletta di spray al peperoncino , temo.

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  2. fardiconto says :

    Quante storie! Col treno italiano ti devi abituare. Dalle mie parti un viaggio in regionale di 7 minuti può durare una mattina; il meglio in inverno, ho ancora in tasca una estensione di abbonamento dovuta alle multe comminate dalla Regione a Trenitalia.

    Il momento migliore un paio di anni fa: regionale scassato “restyling 86” in viaggio a 120 – 130 orari nella bufera di neve con le porte aperte. Mi spiace non avere portato la macchina fotografica.

    Eppure amo il treno, non so perché….

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  3. Anna Ryden says :

    Si anch'io lo amo, ma senza coltellino svizzero al completo non ci vado più.

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