TA gas naturale 10 ottobre 2012

Il 25 settembre il gas naturale ha fatto un breakaway gap dall’area di parcheggio intorno ai 2,85 dollari dove si trovava più o meno dalla fine di giugno.

Si era formato un triangolo (linee verdi) nel uptrend, e il gap l’ha rotto con decisione, continuando l’ascesa per altri cinque giorni.

Ora però il gas si è allontanato troppo dalle sue medie mobili. Mi piace pensare alla distanza tra prezzo e MM come un elastico che viene teso. Ora è troppo teso e dovremmo vedere un rintracciamento verso la MM50 (linea blu). Che per fortuna, grazie proprio al gap, è in accellerata ascesa. MM50 e prezzo potrebbero rincontrarsi nella zona dai 3,10 ai 3.20. Il pavimento del canale (linea rosa) dovrebbe poi porre resistenza.

2 responses to “TA gas naturale 10 ottobre 2012”

  1. Pinnettu says :

    Dopo il crollo del 2008 (da 13$ per MBTU a 2$), questo è il secondo tentativo del gas nord americano di invertire il trend. In pieno boom da shale gas, il primo tentativo (fine 2009) infrantosi sulla resistenza dei 6$ poteva essere ricondoto ad un acenno di ripresa dei consumi in USA ma quello di quest'anno, che spiegazioni può avere?

    Che la bolla shale gas stia cominciando a sgonfiarsi?

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  2. Medo says :

    Anna, tu che sei esperta del nord Europa… Che accade? DANIMARCA: TASSI NEGATIVI SU DEPOSITI BANCARI… “R.Fi. per il “Sole 24 Ore” – Mentre il Wall Street Journal sottolinea che le «banche europee sono ancora in battaglia per la liquidità», con un mercato interbancario fermo e impasse nell'emissione di bond, in Danimarca – fuori dall'area euro – le principali banche del Paese possono permettersi il lusso di cacciare i correntisti e i loro depositi. In disprezzo a qualsiasi logica industriale gli istituti di Copenaghen stanno infatti pensando di applicare alla clientela dei tassi negativi sui depositi.

    Chi apre un conto corrente invece di ricevere gli interessi dalla banca li deve pagare. Questo perché nel mese di luglio, il governatore dell'istituto centrale danese, Nils Bernstein, per difendere il rapporto di concambio corona-euro, ha portato in negativo il tasso sui depositi presso la Banca centrale danese, meno 0,2%. Il risultato è che le banche, invece di cercare impieghi più produttivi, si preparano a trasferire il problema sulla clientela. È il costo del denaro alla danese: chi ce l'ha deve pagare.”

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