Paragono costi nucleare-eolico, vantaggio nucleare

Due anni fa ho brevemente descritto i lavori per il nascondiglio delle scorie a Olkiluoto in Finlandia, il magazzino sotteraneo Onkalo, che a partire dal 2020 dovrebbe essere attivo per 100 anni, e proteggere l’ambiente dalle scorie per altri 100mila.

Un investimento del genere (€818 milioni) non si fa se non si scommette seriamente sul nucleare. E infatti, la Finlandia sembra decisa, e l’utilità finlandese nucleare TVO ha appena messo fuori un bando per altri due reattori. Tradizionali però.

Perché a Olkiluoto ci sono già due reattori operativi, del tipo BWR (Boiling Water Reactors), e una è attualmente in costruzione.

Questa terza unità, chiamata OL3, dovrebbe essere il primo reattore di tipo EPR (European Pressurized Reactor) ma la sua costruzione si è dimostrata piuttosto complicata. Iniziata nel 2005 doveva essere pronta nel 2009, a un costo di 3 miliardi di euro. È un progetto di prestigio, e di grande importanza politica, perché i reattori di tipo 3+ dovrebbero essere molto più sicuri rispetto a quello in uso oggi.

Ormai però siamo già 3 anni oltre il deadline, e anche 3 miliardi oltre il budget. TVO si è stufata e ha deciso di portare il costruttore, la francese Areva, davanti alla corte criminale internazionale ICC, per costringerli a una multa di 1,8 miliardi.

Areva ha già amesso di aver commesso degli errori, ma dà anche la colpa alle authority finlandesi che stranamente richiedono documentazione e vigilanza. Nel frattempo, questo inverno, dovranno cambiare oltre 1000 pezzi di tubatura che si sono rotti, perché non adatti alla costruzione di un’impianto nucleare.

Non so, ma piuttosto che lasciar fuori cinesi e russi dal bando forse converrebbe lasciar fuori i francesi.

Secondo gli esperti francesi il reattore sarà finalmente pronto nel 2014. Gli esperti del TVO rispondono che prima del 2015 non ce la faranno. E poi abbiamo anche gli esperti indipendenti che rilanciano e alzano a 2017.

Diciamo che a questo punto il “oltre budget” non si fermerà a 3 miliardi. Possiamo tranquillamente aggiungerne altre due. 8 miliardi per 1.650 MW.

Per vedere il costo del capitale assumo interessi di 6%, ammortamento su 40 anni, un fattore di capacità di 95% che secondo i finlandesi è giusto. Produzione (365*24*0,95*1.650MW) = 13,7mln MWh annuali.

Con questi numeri mi viene un costo del capitale di ca 20€/MWh, oppure 6.800€/kW installato. Altissimo, se si considera che il costo più alto altrove sembra di essere per i nuovi reattori degli Emirati, prezzo $20mld per 4x1400MW, a un costo di $3643/KW. Però la mia cifra è con finanziamento, quella dei coreani negli Emirati è “overnight capital cost”, e cioè se potrebbe essere costruita durante la notte, pagando in contanti.

Comunque, per mettere questi numeri in un contesto rinnovabile prendo la più grande wind farm europea, la Thanet sulla costa del Kent. 300MW, investimento ca 1 miliardo di €. Ammortamento 20 anni, fattore di capacità un ottimista 40%. (365*24*0,4*300) = 1,05mln MWh annuali. Così mi viene un costo del capitale di 53€/MWh prodotta, anche se il costo per kW installato è del 30% più basso.

I costi non includono operazione e manutenzione. Se aggiungo per entrambi 18€/MWh arrivo a 38€/MWh per il nucleare d’avantguardia in Finlandia, e 70€/MWh per l’eolico d’avantguardia in Inghilterra.

20 responses to “Paragono costi nucleare-eolico, vantaggio nucleare”

  1. Anonimo says :

    Costi di manutenzione uguali? Ho dei dubbi!
    Anche un fattore di capacità di 95% è un po' tirato!
    Materie prime e costi di smaltimento dove li mettiamo? (il vento costa meno ;D)

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  2. Anonimo says :

    Inoltre devi anche considerare i rischi. Quanto costera' al giappone l'incidente di fukushima?

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  3. Anna Ryden says :

    Anche calcolando con un load factori di 90%, e 15€ per operazione e manutenzione nel caso dell'eolico, e poi aggiungendo costi per il “carburante” nucleare (ai prezzi del 2011 – i doppi di oggi) mi viene che il OL3 costa 20€ meno di Thanet per MWh.

    Chiaro che i costi per un disastro nucleare non sono coperti da quei 20€.

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  4. fardiconto says :

    Il costo di giornata in un contesto di grande impiantistica è sicuramente ancora a favore dell'atomo. Gode di migliore fattore di capacità, ed è una industria che funziona da decenni.

    Una questione che raramente viene discussa è la scalabilità / modularità dell'opera. E' una cosa poco quantificabile, ma ha il suo peso. Quando vivi in un momento di crisi, succede che i fatti accidentali che rallentano l'esecuzione dei progetti si moltiplicano. A quel punto, le opere che vedono la luce sono in genere quelle piccole; non perché siano più convenienti di quelle grandi, ma solo perché sono le uniche che ancora riesci a completare senza portare i libri contabili dal giudice.

    Il gigantismo probabilmente diverrà il tallone d'Achille dell'industria dell'atomo; e dire che era considerato il suo principale punto di forza.

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  5. andreaX says :

    In caso di incidente nucleare, come quelli di Fukushima o Chernobyl i costi di quanto aumenterebbero?. Le cifre economiche non dicono tutto, inoltre va anche considerato che se ci fosse nel mondo un uso massiccio dell'atomo inevitabilmente il costo dell'uranio salirebbe rendendo il nucleare ancora più costoso, l'eolico invece sta sempre li, cosotoso o meno ci puoi sempre contare.

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  6. medo says :

    Eccone un altro che considera le esternalità… (Faccio una battuta eh?) Se avessimo dovuto considerare le esternalità, non si sarebbe costruita nemmeno UNA centrale nucleare. La Francia, lo ricordo, su pressioni di EDF accetto' un piano per la costruzione di sole due centrali perchè “non c'erano i fondi nemmeno per finirle bene e prevederne uno smantellamento”. Venne lo choc del petrolio del '73 e, sempre senza averne i soldi ma con l'immensa paura di un paese di 50 milioni di abitanti vittima futura di black-out uno dietro l'altro, ne costruirono subito una dozzina. Il rapporto debito/PIL della Francia, in quegli anni di costruzione frenetica del nucleare, passo dal 5% al 20% del PIL. Dal 1980 in poi, quando gran parte delle centrali era già in fase operativa, tolto l'ammontare degli interessi il debito francese è CALATO (salvo attorno allo choc monetario tra '92 e '94). Al netto degli interessi, finita la costruzione del nucleare, l'indebitamento della Francia è finito e finita è anche l'industrializzazione del paese.

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  7. medo says :

    Il noto deposito di ONKALO sicuro per 100000 anni è cosi sicuro in un posto geniale che è costruito con un portone a ben 9 metri sul livello del mare. Vero è che, libera da tempo dagli antichi ghiacci, la terra sotto Olkiluoto si rialza di 7 mm l'anno, ma anche il mare si alza e molto piu in fretta. Gli ultimi studi di Sam Carana e Malcolm Light prevedono ALMENO 7 metri di livello SE OGGI facciamo qualcosa per fermare la “bomba del metano troposferico” innescata dalla liberazione dei clatrati. Gli oceani più alti di una decina di metri al 2060, con possibilità di deglaciazione totale, significano che se nel frattempo non si è costruita una diga tra Svezia e Danimarca (e andrebbe iniziata domattina), la porta di Onkalo sarà perennemente sott'acqua non tra 91279827 anni, ma tra neanche 70 ed il profilo delle falde freatiche locali anche sarà molto ma molto diverso. Puoi cementarmi una porta, ma il sale marino alla lunga…

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  8. fardiconto says :

    Ho dato un'occhiata. Onkalo è un deposito realizzato in “graniti”; ho messo le virgolette perché le notizie in giro per il web non riescono a discriminare tra metamorfismo di alto grado, batolite o intrusione ipoabissale. Figurarsi le litologie.

    Ammesso che si tratti di qualcosa di igneo, staremmo parlando di un materiale rigidissimo esposto al carico della calotta glaciale wurmiana. Ovviamente, dopo essere passato sotto a chilometri di ghiaccio, questa roba deve essere piena di fratture. E non solo in superficie. Andate a gironzolare per la capitale finlandese se non ci credete.

    La verità è che questo tipo di deposito geologico è del tipo “scegli la roccia più facile da sostenere durante lo scavo”. Non garantisce in sé la impermeabilità richiesta, e non è una pecca da poco. Consoliamo i finlandesi: in Italia abbiamo fatto anche di peggio.

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  9. medo says :

    Per essere stato di recente in Finlandia, tra l'aeroporto e la città è possibile vedere a più riprese dei roccioni (granito) spezzati in due da giganti o da forze soprannaturali, in mezzo ai quali crescono boschetti di betulle. In profondità la situazione non deve essere diversa… Niente a che vedere con il deposito di rifiuti nucleari di Saluggia in Piemonte, da quelle parti DA ANNI è filtrato fuori di tutto ed ora vari livelli della falda sono contaminati, “per fortuna” ci abitano ormai solo pochi sfortunati ma tra dieci anni vorrei vedere come l'Italia riuscirà ancora ad esportare quei rifiuti in Francia per trattarli (a caro prezzo) e farli tornare solidi dalle nostre parti…

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  10. Nuke The Whales says :

    Purtroppo la “vita” delle scorie è lunga migliaia di anni , e non è possibile stoccarle in sicurezza per un tempo così lungo.
    Mi ricordo un libro di tanti anni fa “la fisica del Karma” dove i sorveglianti dei depositi delle scorie erano costituiti da “monaci” che adoravano le scorie stesse, strategia decisa dal governo USa per garantire la sorveglianza nei secoli.
    Non sappiamo cosa succederà nel futuro , magari ci sarà n crollo della civiltà , i sopravvissuti dimenticheranno tutto e tireranno fuori le scorie per riscaldarsi d'inverno.
    L'aspetto geologico è forse quello meno importante, progettare qualcosa che deve durare millenni è difficile anche per i migliori ingegneri.

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  11. Damiano Mingardi says :

    bel confronto su nucleare ed eolico.
    sono nuovo da queste parti, Damiano, 24 anni!
    mi permetto di aggiungere il fatto che l'eolico è in realtà più caro di quanto stimato perchè essendo una risorsa non programmabile (come il solare) necessita di strutture di accumulo dell'energia, come impianti di pompaggio, e modifiche della struttura della rete.
    in realtà credo che non ci sia soluzione al problema dell'energia gratis come è stata fino ad ora, e un prezzo dobbiamo pagarlo, che sia in termini di scorie come regalo per i nostri figlioli (che se va bene resteranno in qualche buco più o meno “sicuro” grazie ai monaci) o di impianti eolici di qualche tipo.

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  12. Anna Ryden says :

    Benvenuto Damiano!
    Per me il futuro è soprattutto biogas e solare.

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  13. Damiano Mingardi says :

    grazie! 😀
    per me il futuro è semplicemente il passato!

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  14. Damiano Mingardi says :

    comunque è un pò che bazzico sui blog che parlano di argomenti sull'assurdità della nostra società, e visto che condivido gli argomenti ho deciso di partecipare ai dibattiti, intanto commentando i post! qui magari ho a che fare con persone che non ti prendono per matto se dici che i principi su cui si basano le fondamenta delle nostre società sono assurdi! è davvero assurdo che neanche in ambito accademico (dovrei laurearmi a breve in ing. elettrica) si riesca a parlare di energia da un punto di vista diverso dall' “as usual”.

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  15. fardiconto says :

    Dubito che siano mai esistite società basate su principi non assurdi; posso fare eccezione per le colonie di pinguini e poco d'altro.

    Piuttosto: avete sentito che casino con i consumi elettrici? Ci stiamo inabissando più o meno come durante il crack 2008 / 2009. A breve probabilmente torneremo a parlare di cassa integrazione.

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  16. Nuke The Whales says :

    @fardiconto
    Parlare di cassa? , guarda che le ore di cassa , se sono diminuite , è perché le aziende hanno chiuso e hanno messo in mobilità i dipendenti….
    La diminuzione di energia dovrebbe essere strutturale , non episodica, ovvero non conviene produrre in Italia e non ci sono soldi per comprare prodotti provenienti dall'estero , ecco la spirale in cui ci stiamo avvitando
    la diminuzione del consumo di energia dovrebbe essere dovuta alla cessazione delle attività produttive, non al fatto che gli italiani spengono le luci prima.
    Inoltre non si parla di un fatto , le centrale nucleari non possono essere spende o accese, generano una quantità di energia costante , e per regolarla, se va bene , occorrono dei giorni.
    quindi , da una parte abbiamo l rinnovabili che sono irregolari nell'erogazione , e il nucleare che non è regolabile, quindi in ogni caso occorrono entrambe, oltre ad altre fonti che , forse, non ci saranno.
    Faccio un altro esempio , se una piccola azienda ha i pannelli nel tetto e un generare eolica, in caso di guerre, insurrezioni , ecc, potrà fare qualcosa durante il giorno o quando c'è vento , magari trasformarsi da autofficina a centro riparazione biciclette,.
    Se invece il casino succede e l'energia viene generata da centrali nucleari…..

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  17. Damiano Mingardi says :

    si c'è un calo, ed è sicuramente dovuto alla crisi. incredibile che ci voglia una crisi per farci consumare di meno no? capacità previsionale pari a zero. e allora ben venga la crisi, qualcosa deve iniziare a cambiare.
    anche se mi chiedo ogni giorno come sia possibile che tutto funzioni ancora così bene. saranno 30 o 40 anni che si scrivono libri e teorie sulla sostenibilità, sulla fine del petrolio ecc ecc. ora perfino il clima è cambiato, eppure è (quasi) tutto ancora as usual, non sta cambiando nulla.

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  18. Dani says :

    Mi dispiace deludervi ma in profondità le cose sono ben diverse. Inoltre, le iniezioni che vengono fatte nelle poche fratture che ci sono garantiscono la diminuzione delle poche gocce che ci sono naturalmente. In ogni caso le gallerie saranno riempite di bentonite prima di essere sigillate.

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  19. Anna Ryden says :

    Dani, non deludi nessuno arrivando con informazioni nuove. Semmai era bello se approfondavi il discorso!

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  20. Dani says :

    Beh, altra cosa che posso dire da conoscitore della Finlandia è che l'innalzamento del terreno è superiore all'innalzamento dei mari, quindi un altro problema che non si pone (nella zona del Golfo di Botnia, ovvero dove sorge l'isola di Olkiluoto, il terreno si innalza fino a 1 cm/anno, i mari nelle peggiori stime circa 0.7 cm/anno). Forse meglio informarsi!! Anna, se vuoi sapere qualcosa, chiedi pure!

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