Etanolo in Inghilterra

Oggi si legge su Financial Times che anche investitori inglesi, cioè la BP, vogliono approfittare degli obiettivi europei di sostituire il 10% di carburanti fossili con biocarburanti entro il 2010, aprendo una grandissima raffineria nel nord dell’Inghilterra, a Hull.

Gigi

Una questione molto controversa in Inghilterra, dove la gente teme prezzi del bacon in salita, quando grano e mais destinati al mangime invece vengono dirottati sui carburanti. Una rappresentante del Thinktank Oxfam si dichiara amareggiata, perché come fanno le aziende private a permettersi di aprire raffinerie nello scenario del rincaro del bacon?

Ovviamente nel frattempo l’UE ha capito che 1. gli obiettivi non sono raggiungibili, a meno che 10% del consumo non significhi che comunque non stiamo più andando in macchina, e 2. anche in Europa non possiamo permetterci prezzi alimentari inflazionati. Si attendono revisioni dell’obiettivo. 5% come prima tappa?

BP e associati assicurano che il grano usato dalla raffineria Vivergo sarebbe altrimenti stato esportato, e che non si tratta in nessun modo di grano che sarebbe finito nel pane quotidiano degli inglesi, e neanche nei maiali inglesi.

Resta a vedere se 820 milioni di litri di etanolo prodotti compensino il mancato percentuale sulla bilancia commerciale quando i 2,2 milioni di tonnellate di grano (ci vogliono 2,69kg di grano per produrre 1 l di etanolo) rimangono nazionali.

Un po’ di numeri:

Oggi in Granbretagna si producono 1.300 barili equivalenti di etanolo al giorno (BP statistical review), usando sempre le tabelline BP per la conversione ne escono 75,4 milioni di litri all’anno.

Oggi in Granbretagna si consumano 1.607 mila barili di petrolio al giorno (BP statistical review). Equivalgono a 93 miliardi di litri all’anno.

75 mln di litri su 93 mld + 75 mln sono il 0,08% di carburanti rinnovabili sul consumo totale.

Se prendo dati DECC per guardare solo il consumo dei trasporti si vede che è di 48,7mln di tonnellate di carburante fossile (DECC, tabella 3.2). Convertiti in litri sono 48,7 mln x 1.165 =  57 mld di litri. Sommo ai 57 i nostri 75 mln di etanolo, calcolo il percentuale, e viene 0,13%. Un niente.

Vediamo allora che effetto faranno i 820 mln di litri in più:
Assumo che vadano a sostituire 820 mln di litri di petrolio, così non li sommo ai 57 mld di sopra. Anzi, li sommo ai 75 mln di etanolo già in produzione. Tanto a questo punto stiamo parlando di grandezze e non di numeri esatti. 895 mln su 57 mld sono il 1,58%.

Quindi per arrivare a quel 5% comunque totalmente irrealistico di consumo di etanolo sul totale bisogna costruire altre 3 megaraffinerie.

Irrealistico, perché non servono solo 2,2 milioni di tonnellate di grano di scarto, ma 9 milioni di tonnellate di grano. Il 60% della produzione nazionale.

4 responses to “Etanolo in Inghilterra”

  1. N.O.I. - Nuova Officina Italiana says :

    Lo stesso discorso è da farsi sulla produzione di energia da biomassa: quella tutt'ora prodotta è ricavata da scarti del legnatico, letame (costa stoccarlo e trarci metano) e scarti agricoli. Per giunta, la tecnologia da utilizzare per bruciare le diverse fonti non è uguale… Primo guaio. Secondo guaio, la diffusione delle tecnologie a biomasse può procurare soprattutto l'utilizzo massiccio (con possibile deforestazione) del legnatico. Ovvero, di tutto l'est europeo (l'area che adesso fa PIL con il proprio legnamen per i nostri mobili). Immaginiamo l'effetto sulle essenze e sul legname, oppure sulla esclusiva coltivazione di colture a abbondante produzione di scarto agricolo (mais?)… Solo risparmio energetico e ricerca sullo stoccaggio di idrogeno (trasformato poi in metano per il più facile e sicuro stoccaggio) e aria compressa (pur se inefficiente in termini energetici, più dell'idrogeno trasformato in metano) possono non essere esposti (parzialmente) all'aleatorietà produttiva e dei prezzi di mercato della materia prima. Dietro certa spinta lobbistica a certa tecnologia ci sono solo precisi interessi economici affatto interesaati a risolvere il problema energetico in europa

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  2. N.O.I. - Nuova Officina Italiana says :

    dimenticavo… lo stoccaggio di cui sopra deve sfruttare l'eccesso e la grande diffusione di fonti da energia rinnovabile (vento sole maree). Oggi si disperdono Terawatt di energia da fonti rinnovabili a iosa… utilizzati solo per diminuire nel mercato energetico i picchi di costo…

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  3. Medo says :

    La sola provincia di Mantova è diventata importatrice di scarti per approvvigionare gli impianti di cippato e non so cos'altro… AHaha, ma non trovate istericamente ridicolo tutto questo tentativo degli umani di andare avanti col modello del bruciolitico? Passiamo gran parte della nostra vita a bruciare roba fossile per far muovere le cose e quando queste sono ferme vogliamo girarci attorno. Viviamo su una grande inutile giostra.

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  4. Nuke The Whales says :

    Dieci pr cento del consumo serve giusto giusto per fare andare avanti l'esercito e alcune risorse essenziali (ambulanze e tir di beni essenziali?) e basta.

    Gli altri a piedi.

    Sembra che anche gli Usa si stiano attrezzando con raffinerie per il bioetanolo e biocarburanti , ma sono proprio di proprietà dell'esercii e della marina USA.

    per fortuna che la storia del picco è falsa

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