Brent in oro, un grafico per riflettere

Alcuni giorni fa Zerohedge ha tirato fuori la vena complo-goldbugista pubblicando un post dal nome Are energy prices pegged to hard money, “I prezzi dell’energia peggati alla moneta sonante?”. Intendendo dire che il prezzo petrolio sarebbe ancorato all’oro da qualche mano segreta.

Visto che usano il WTI in barili al dollaro e l’oro in troy ounces al dollaro mi sono incuriosita se con Brent, euro e kg sarebbe venuto fuori lo stesso risultato. Ho usato dati bullionvault per l’oro, eia.gov, e poi forex dalla ECB per i cambi.

Eccolo:

 La linea rossa sottile è la media dal marzo 2009, le due linee rosse più grosse rappresentano le 1,5 deviazioni standard che vengono usate anche nel post ZH.
Media dal marzo 2009 = 479 barili di petrolio Brent per un kg di oro.

Diciamo che in tre anni e mezzo il prezzo del petrolio non si è molto allontanato dalla media, se espressa in oro, e che in questo momento ci troviamo più o meno sulla media stessa.

Non ho dati per l’oro prima del 2007, ma se qualcuno me li potesse fornire potrei fare un tentativo di andare indietro nel tempo col grafico. Chissà se la media regge indietro nel tempo – non contando il grande outlier 2007/2008 – o se forse c’era una media più alta in passato, 600 barili o 800 barili al kg.

Ma comunque la mia risposta a ZH è quindi No. Il petrolio non è assolutamente peggato all’oro da qualche complotto oscuro. Due valute diverse, due petroli prezzati non proprio uguali. Il risultato non dovrebbe essere uguale.

Si tratta semplicemente del fatto che l’oro non perde mai il suo valore.

Ma il dollaro e l’euro si purtroppo. Guardiamo il Brent in Euro:

 Ci vogliono sempre più euri per comprarsi il barile. Ed è li che troviamo il grande complotto neanche tanto oscuro. Già nel 2006 il nuovo capo della Federal Reserve Ben Bernanke ci ha fatto capire che esisteva una tecnologia chiamata stampante per farci avere tutti i dollari che volevamo. Qualcuno all’interno della Fed ha proposto che in caso di necessità si potrebbe anche buttare giù soldi dagli elicotteri. E così Bernanke è stato soprannominato Helicopter-Ben.

E ora Mario Draghi ci ha fatto sapere che anche la BCE possiede la stessa tecnologia. Ovviamente solo se ogni paese rispetta una serie di regole che non verranno mai rispettate e comunque sotto la condizione che la liquidità immessa verrà sterilizzata. Cioè le banche coinvolte parcheggeranno i soldi ricevuti dalla BCE per le obbligazioni comprate proprio alla BCE, in cambio di un piccolo compenso, così da non lasciarli in giro sul mercato il che potrebbe avere un effetto inflazionistico.

In ogni caso ci stanno abbassando il valore del dollaro e del euro ogni singolo giorno che passa. E quando diventa troppo evidente, o troppo veloce, la gente si ricorda che oro è moneta, e carta no.

3 responses to “Brent in oro, un grafico per riflettere”

  1. Anonimo says :

    Non capisco se l abbassamento dells nostra valuta sia voluto o meno ,perche in teoria una moneta forte ti permette di acquistare a poco le materie prime di paesi poveri da trasformare e vendere ad altri paesi ricchi come te…ma se questi finiscono i soldi per problemi interni e naturali ( il paese o va in crisi o rallenta l acquisto per esaurita domanda o impara a farseli da se)e contemporaneamente il prezzo delle materie prime ( compresa l energia) cresce troppo velocemente per sovravenuto esaurimenti e aumento di eroei sei costretto a stampare moneta per coprire gli aumenti e le ridotte vendite finendo per ridurre ulteriormente il valore della tua moneta e a quel punto sei fottuto,,,,A meno che non riesci a stampare moneta ( ti inventi che serve per acquistare obbligazioni bce con soldi della bce)ma senza creare inflazione ( in Germania sono terrorizzati,giustamente) e stringi il credito per costringere la gente a inventarsi qualcosa per uscire dai guai ( alla faccia delle elites che potranno continuare a godersi i frutti). Peccato che a parole possiamo immaginare un certo mondo ma le leggi della fisica sono immutabili e non e detto che esista una soluzione e anche esistesse se faremo in tempo a trovarla prima che le rivolte siano all ordine del giorno.
    Con sincerità devo dire che sei fossi il capo della bce e fed avrei preso la stessa decisione,,,certo potrebbero dirci la verità augurandosi la collaborazione di tutti ma sarebbe l inizio della messa in discussione di certi poteri intoccabili e non e detto che la gente capisca e agisca nel modo giusto. Cosi facendo male che vada hanno guadagnato altri 2/3 anni ma se non salta fuori qualcosa di nuovo siamo fottuti nel senso che la guerra sara inevitabile e cmq ci faranno credere che lo sia.
    Sic sic

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  2. Cataldo says :

    Non dovrebbe sorprendere che i valori relativi di Oro e Petrolio siano in una fascia ristretta, più volte sul blog petrolio.blogosfere.it sono intervenuto sulla questione della ragione di scambio, di cui oil/gold è una possibile prima approssimazione, come criterio da utilizzare rispetto la quotazione in dollari, per comprendere le dinamiche di mercato, visto che il dollaro da molti anni oscilla in modo estremo e su basi del tutto svincolate dai parametri di interpretazione standard, cosi come gli abbiamo studiati all'università 😉
    Il problema è che sono tutti valori alterati dal tentativo di mascherare al massimo l'inflazione intrinseca delle monete, che è basato sopratutto sulla manipolazione delle quotazioni dell'oro, che, come dice anche il grafico, ha mostrato i suoi limiti nel 2008 con l'impennata del prezzo dell'oncia.

    Spero di poter articolare meglio il discorso più avanti.
    Per darti una traccia ulteriore su questo punto prova a ripercorrere il ragionamento su un paniere di altri beni, rsipetto il petrolio, si coglierebbero altri aspetti del mutare nel tempo della ragione di scambio molto interessanti ed istruttivi.

    Per Anonimo
    L'inflazione va inquadrata sempre come un fattore di redistribuzione, è una tassa occulta su tutti i consumi ipso facto espande le differenze nei redditi ottenibili, creando un vantaggio duplice alle elite
    1) Nasconde una parte dell'esproprio di produttività dal lavoro
    2) Crea fenomeni di anticipazione nella gestione temporale dei flussi percepiti, che vede lo sconto a chi sta alla cima della catena del denaro, rispetto gli utilizzatori finali.
    Questo spiega perchè l'inflazione interna delle monete di cui sopra non è comunque un problema, per chi governa.

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  3. Cataldo says :

    Giusto per allargare il discorso, in modo OT 🙂 ti mando questo link ad un grafico di lungo periodo,
    http://www.insidersstrategygroup.com/images/web/smart-investing-daily/20110224-Gold-Oil.jpg

    QUi riporto un vecchio commento su petrolio.blogosfere.it con un calcolo originale, di altissimo profilo econometrico 🙂

    andando a verificare due periodi distanti nel tempo ma non troppo, nei quali il rapporto barili/oncia era fissato al numero magico di 15, come più o meno è anche oggi. La fortunata coincidenza ci offre il raffronto tra una generazione e l'altra, 25 anni
    1985 – 2010
    (media spannometrica quotazioni annuali, non ci interessano i decimalini)

    1985 oro 350 barile 23
    2010 oro 1300 barile 86,50

    Per sondare il costo vero del petrolio ho verificato cosa si poteva comprare con questi valori, corrispondenti a 15 barili di petrolio, in una città USA nel 1985, ovviamente sono beni standard, ci serve una base.

    700 hamburger
    175 pacchi di biscotti oreus
    160 Kellog's corn flakes standard

    Inoltre una casa standard*** costava circa 230 oncie o 3430 barili.

    Vediamo nel 2010

    1300 hamburger
    260 pacchi di biscotti oreus
    216 Kellog's corn flakes standard

    casa standard circa 124 oncie o 1850 barili.

    Come vedete più o meno la ragione di scambio del petrolio è “solo” raddoppiata nello stesso periodo, mentre il monetario è addirittura quadruplicato.

    A mio avviso questi dati ci dicono che c'è tanto spazio per l'ulteriore apprezzamento in termini reali del valore del petrolio sui mercati, indipendemente da monete, speculazioni, ed altri fattori non geologici.

    La ragione di scambio, pur depurata dalle sovrastrutture monetarie, è comunque in un trend di continuo rafforzamento nel tempo, ci sono ulteriori implicazioni da considerare ma non c'è lo spazio.
    Indirettamente questa considerazione spazza via le argomentazioni di chi vorrebbe il ritorno a valori nominali tipo 30 dollari o altre amenità del genere.

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