Cargo in leggera (per ora) flessione

A differenza del traffico aereo passeggeri, cominciamo a intravedere la crisi dal traffico cargo.

Il cargo non si è mai ripreso dalla crisi e la punta massima del dopo crisi in ottobre 2010 corrisponde al livello del marzo 2008.


La media mobile a 12 mesi è di nuovo in discesa e non ha più superato il livello di gennaio 2009, un chiaro segno di debolezza.

Rispetto a maggio-giugno 2011, quest’anno il bimestre ha trasportate il 7%  di merce in meno, e il semestre gennaio-giugno il 5% in meno. Rispetto al bimestre migliore del 2007 sono 12% in meno. 

Dal grafico annuale diviso per mesi si vede che la forte ripresa iniziata nel 2009 ha cominciato a rallentare già tra il 2010 e il 2011.

Con una disoccupazione di 10,8%, fra poco a 11% e poi anche a 12% sarà difficile che vediamo superare il livello del 2010, quando le fabbriche italiane rallentanto l’economia just-in-time. La finta globalizzazione, dove un paese come l’Italia, fortemente sindacalizzata e politicizzata e con ormai una legislazione ambientale che almeno cerca di rispettare il territorio, rende impossibile all’occidente competere con paesi con regole completamente diverse, se non addirittura prive di regole.

4 responses to “Cargo in leggera (per ora) flessione”

  1. LucaTroiano says :

    Ciao, ti seguo da tanto.
    Solo fare una precisazione: “unionizzata” in italiano non esiste, si dice “sindacalizzata”. Non lo dico per fare il professorino del cavolo, ci mancherebbe.. è perché in Italia non tutti (anzi, pochi) conoscono l'inglese, dunque non sanno che “union” nella lingua di Shakespeare significa “sindacato”.
    🙂

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  2. Pinnettu says :

    Probabilmente la tenuta del traffico passegeri, rispetto ai cargo, è da attribuire al “miracolo” low cost. Fino a quando reggerà “l'assurdità energetica” per cui con 100 euro, in una o due ore, vai e torni da qualunque paese europeo gli aeroporti saranno sempre pieni.

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  3. Anna Ryden says :

    Ci saranno ancora tante bancarotte di compagnie aeree in Europa prima che quelli rimasti possano applicare prezzi che rispecchino i loro costi. È in effetti meno costoso andare in aereo all'estero, che prendere la macchina per andare in Puglia.

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