Rendimenti sempre più insostenibili per Spagna e Grecia

L’ultima volta che ho postato un grafico dell’andamento degli yield delle varie obbligazioni di stato era in ottobre. Durante l’autunno il mercato obbligazionario era molto volatile, e per esempio il decennale italiano è andato sopra i 7% varie volte tra ottobre e novembre.

Dopodiché il primo LTRO  è riuscito a calmare per un mese la situazione, soltanto che ci è voluta la notizia anche di un secondo LTRO. L’effetto stava sbiadendo in fretta e ogni tanto ci vuole un miliardino per tenere i mercati sotto le braccia.

Ora però tutte le misure sembrano esauste e le obbligazioni sono di nuovo in subbuglio. Per incominciare con la Grecia, li troviamo tutti i rendimenti più alti rispetto a ottobre, tranne quello a 1 anno. Si vede che ancora i mercati si fidano delle promesse di Draghi. La corsa al rallentatore del treno greco continua verso il dirupo. Sembrerebbe che non riceveranno il terzo pacchetto bailout.

Il punto dolente invece è la Spagna “too big to fail too big to bail”. Questa settimana i rendimenti per quasi tutte le lunghezze si sono trovate sopra i 7%, anche se ora si sono un po’ calmati. La colpa erano delle voci che oltre ai 100 miliardi già ricevuti, la Spagna avrebbe bisogno di altri 300 miliardi per salvare le banche. Come se bastassero. Ovviamente gli spagnoli danno la colpa alla ECB che inspiegabilmente, anche se si potrebbe trattare di un veto tedesco, ha smesso di comprare obbligazioni dei paesi in crisi qualche mese fa. Quindi questi 300 miliardi, richiesti sotto la minaccia di applicare haircuts al debito, coprirebbero i bisogni spagnoli per ca un anno. Già in ottobre il roll-over del debito vale 28 miliardi.

Si vede che ancora in autunno la Spagna non era particolarmente sul radar, mentre ora la vicinanza a livelli di rendimento che taglierebbero fuori la Spagna dai mercati fa ballare tutti con piccoli passi vicino all’uscita di sicurezza. La curva non è ancora invertita, solo abbastanza piatta.

I rendimenti italiani sono ancora a livelli sotto quelli dell’autunno 2011, tranno per il decennale.

A breve termine abbiamo la sicurezza di vivere in un paese senza bolla immobiliare, con privati tra i meno indebitati al mondo, e una distribuzione della ricchezza tra le migliori del mondo. A pesare sulle obbligazioni è il debito nazionale, ormai sui 123% del PIL, ma sono vecchi peccati. Che potranno solo peggiorare con le attuali politiche.

La Germania invece ha continuato il suo incredibile viaggio all’incontrario.

Ormai dobbiamo pagare per prestare soldi ai tedeschi, lo yield per il 2 anni è negativo, e anche gli altri hanno rendimenti così bassi che dopo tasse e inflazione ci hai pagato per aver parcheggiato i tuoi soldi nel D-Mark.

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