Raffinerie etanolo, cominciano a chuidere?

Come scritto nel post sulla siccità il prezzo dell’etanolo è altissimo sotto la minaccia che il 60% della raccolta è andata male. Soltanto pochi mesi fa si credeva fermamente in una raccolta record e la newsletter finanziaria di una grande banca svedese, nella buona tradizione di indovinare il futuro senza capirci niente, prevedeva prezzi più che mogi.

Gli agricoltori americani avevano seminato il 5% più di granoturco quest’anno rispetto al 2011. 96,4 milioni di acres, o 39 milioni di ettari, più del doppio dell’intera superficie agricola italiana.

Poi la siccità, e entro la fine di giugno il crollo delle raccolte. La stima è di un 12% in meno di raccolta rispetto a un anno normale, dove solo il 40% è di  qualità buona. Tutto sommato sarà il terzo anno di fila con scarsa offerta di granoturco sul mercato.

Nel 2005 il carburante fossile MTBE è stato vietato in 25 stati degli Stati Uniti.  Il composto organico veniva usato per aumentare il numero di ottano della benzina. Ma è estremamente inquinante, e quando i politici hanno visto un’occasione per vietarlo guadagnando pure il voto agricoltura il gioco era fatto. Il MTBE poteva essere sostituito dall’etanolo. Lo stesso anno ha cominciato la corsa al prezzo del mais.

In asia invece c’è un uso sempre maggiore di MTBE, visto la mancanza di sussidi per l’etanolo.

C’erano parecchi voci dissenti che avvisavano che i prezzi alimentari sarebbero saliti troppo. Subito tacciuti dai neoliberali convinti che il mercato regola tutto, anche la quantità di sole, acqua e terreno fertile.

E infatti acqua e terreno fertile non risciuvano a tenere il passo con l’aumento di domanda. La raccolta è determinata dal più limitativo dei tre fattori. Quest’anno è la mancanza di acqua. L’anno prossimo forse manca il sole. E fra non poco mancherà terreno fertile, e quello per sempre.

Mentre negli Stati Uniti nessuno si preoccupa se il granoturco per uso alimentare aumenti di prezzo, questo non è il caso per le raffinerie. Secondo il Ethanol Industry Overview ci sono 209 raffinerie che trasformano amido di mais in bioetanolo.

Ora, la domanda per benzina scende ogni anno. E il prezzo del granoturco è in un trend di salita, ormai con correlazione al greggio altissima.

Può succedere così se leghi un alimento direttamente al petrolio.
Secondo la EIA, la produzione di etanolo è il più basso da due anni. E nel processo stanno creando numeri rossi alle raffinerie, quando i costi di produzione sono più alti del prezzo dell’etanolo sul mercato.

Quanti di quei 209 raffinerie verranno chiuse? L’etanolo è ormai una parte integrale nella produzione di petrolio nel paese, e ha pure vinto un nome più chic: Altri liquidi. Valero ha già fermato due, in attesa che il mercato migliori.

5 responses to “Raffinerie etanolo, cominciano a chuidere?”

  1. Federico says :

    volevo solo consigliarti di usare caratteri più piccoli, per una lettura migliore 🙂

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  2. Anonimo says :

    Ti faccio i miei piu vivissimi complimenti per il blog.Stai facendo un lavoro eccezionale.

    Stefano

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  3. Anna Ryden says :

    fatto. e ora vado a comprarmi occhiali da lettura…

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  4. Giorgio Ansan says :

    Il tuo blog è uno dei migliori punti di informazione sull'irreversibile declino, sul piano termodinamico, della civiltà industriale.
    Complimenti e grazie.

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