Possibile apertura mercato del gas russo

Curiosa la storia che gira da ca 4 giorni sui giornali online, da Ria Novosti a Reuters, che la Novatek, il più grande produttore indipendente di gas russo, sta cercando di liberarsi dal divieto di esportare gas.

Dalla Russia solo Gazprom può esportare gas. Per assicurarsi che nessun’altra impresa tenti di esportare calorie, la Gazprom usa i suoi migliori doti manageriali, cioè l’esercito privato che lei e la gemella Transneft che controlla le pipeline, hanno il permesso di tenere.

Ma ora la Novatek pare abbia firmato un accordo con la EnBW, una delle utility più importanti in Germania con 20.000 dipendenti, di fornire quasi 2 miliardi di metri cubi di gas fossile all’anno, equivalenti a 21 miliardi di Kwh all’anno. Un deal di 6 miliardi di euro. La EnBW ancora non vuole svelare il partner russo.

Esattamente come faranno a portare il gas dalla Russia alla Germania non si sa ancora. Secondo Reuters, una opzione potrebbe essere tramite il veicolo di trading della Novatek, basata in Svizzera. In questo modo Novatek non avrà bisogno di esportare loro fisicamente il gas, invece farà trading con gas Gazprom.

Evidentemente il mercato russo sta stretto a questa azienda che negli ultimi anni si è allargata molto, comprando altre aziende, e aumentando nel 2011 la produzione di gas del  27% per arrivare a 47 miliardi di metri cubi. Se loro ci riescono, seguiranno altri. Non è mai possiblie concedere un privilegio a un solo giocatore.

Per quanto riguarda la Germania, dopo aver rinunciato al nucleare l’anno scorso, era evidente come sarebbe diventata sempre più dipendente dalla Russia.

2 responses to “Possibile apertura mercato del gas russo”

  1. andreaX says :

    In bocca al lupo per il nuovo blog.

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  2. Medo says :

    Mah… Certamente c'è una grande ansia di vendere in Europa, a caro prezzo. La quota non-Gazprom prodotta in Russia è circa un terzo del totale. Gazprom ha avuto il picco di produzione nel 2005: da quell'anno grandi gas fields hanno declinato visibilmente, da Urengoy a Yamburg. Ergo: la Germania potrà importare, sempre da Gazprom, a patto che altri importatori da Russia vadano a gambe all'aria con la crisi. Ai tedeschi “non conviene ma conviene” che i suoi partner industriali vadano all'inferno. Mi vien da pensare all'Italia.

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