Crollo della sanità in Grecia

Le notizie dalla Grecia sono sempre più preoccupanti. Ho ricevuto notizie anedottali che sulle isole vacanziere si continua la vita di sempre, caffè al bar, tranquillità, e fior di case in costruzione, certamente con i contributi dell’UE. Ma nelle grandi città, e specificamente negli ospedali, la situazione pare disperata.

In Europa secondo la WHO ogni anno muoiono (pdf) 25.000 persone di batteri resistenti agli antibiotici. Una situazione con crescita fra poco esponenziale.

Da WHO:

more than 25 000 people in the European Union die from infections caused by antibiotic-resistant bacteria each year. … Since this resistance has no ecological, sectoral or geographical borders, its appearance in one sector or country affects resistance in other sectors and countries.

La Grecia ha in passato avuto il più grande uso, o abuso, di antibiotici di Europa, e soffrono di una cronica mancanza di infermiere. Secondo l’articolo bloomberg di febbraio la Grecia stava ormai da anni lottando contro un superbug che nei peggiori dei casi uccide il 50% degli affetti, se già deboli di altre malattie:

The hospital-acquired germ killed as many as half of people with blood cancers infected at Laiko General Hospital, a 500-bed facility in central Athens.

Un medico difende la Grecia dicendo che il paese non pone una minaccia per Europa, ma è certamente ingenuo pensare che non lo sarà fra poco. Come dice la WHO, i germi non conoscono confini.

Studies of cross-border transmission show patients arriving in a European country with a carbapenem-resistant infection are almost four times more likely to have just been in Greece than any anywhere else.

I medici lottano perché le pochissime infermiere si prendano il tempo per lavarsi le mani. Lotte di un secolo fa. Come anche quella di dividere persone che hanno preso i germi resistenti dagli altri pazienti.

Già prima della crisi i pazienti erano costretti ad allungare una bustarella, chiamata “fakelaki”, per assicurarsi un buon trattamento. Ma ora gli ospedali lottano per avere le medicine, il governo non riesce a pagare il debito di quasi 800 milioni. E allora la bustina non serve proprio più.

Ospedali non danno più antidolorifici, e eseguono operazioni solo urgenti. Il materiale scarseggia e sono costretti a riutilizzare per esempio lenzuola per più pazienti. E se ti capita l’ospedale dell’isola di Leros, non avrai neanche da mangiare.

Che ci porta al problema turismo. Come già detto, le strutture turistiche e no sulle isole sembrano di reggere. Ma se ci vai, ricordati un bel cofanetto di medicine.

2 responses to “Crollo della sanità in Grecia”

  1. markthesoothsayer says :

    Ritardi nei pagamenti. Ormai la norma da queste latitudini…

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  2. medori@gmail.cm says :

    Io vivo in Francia. In una medio-grande città. All'università locale da gennaio c'è una vera epidemia di scabbia ed i pidocchi sono impossibili da eradicare in tutte le scuole. Il tasso di morte per malattie parassitarie, qui, è lo stesso che in Madagascar. Tanto per fare un esempio… Figuratevi quando la Francia dovrà tagliare i servizi della metà (tra tre-cinque anni). AHAAHAHhaha

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