TA sul Brent 5 maggio 2012

Nonostante i quasi 10% di perdita sul Brent dall’inizio di aprile, regge ancora la linea di supporto in vigore dal gennaio 2009.

11 mesi fa, quasi nello stesso periodo l’anno scorso, il prezzo per ca tre settimane di fila ha cercato di superare i 127 dollari al barile, per poi scendere 13% in pochi giorni. La discesa ha continuato a modo di bullflag, descritto nell’autunno 2011. Infatti, ottobre 2011 ha dato inizio a un nuovo periodo di aumenti dei prezzi.

Questa volta il prezzo ha cercato di superare quella barriera del 127 per sei settimane di fila, senza riuscire a stabilirsi sopra la linea (rossa) di resistenza.

Se guardo più da vicino, il prezzo ha decisamente rotto in giù la linea di supporto da fine dicembre 2012:

 

Da qua in poi sono aperte le scommesse.

Se si rompe la linea più lunga, quella del gennaio 2009, secondo me ci saranno le alternative o brutale discesa del prezzo, o andamento laterale per tante settimane.

Comincia a sentirsi la demand destruction dell’area OCSE. La questione Iran è meno acuta nella stampa. Anche le statistiche statunitensi non ha certo fatto saltare il WTI di gioia. Ma cosa c’è veramente dietro la discesa, non lo so. Certo, più ci avviciniamo alla linea di supporto, piú percettiva diventa chi con il trading si fa i soldi, aspettando e forse ingrandendo qualsiasi notizia che potrebbe far rimbalzare sulla linea, come tipicamente le “supply disruption”, oppure rompere in giù, se è più forte la “demand destruction”. Insomma, molto indeciso questo post, ma da qua veramente il libro è tutto da scrivere.

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One response to “TA sul Brent 5 maggio 2012”

  1. Pinnettu says :

    Brent a 112 $ e WTI a 96 $.

    Eppure non sembrano esserci segnali concreti di demand destruction.
    Al contrario, l’ultimo aggiornamento dell’Energy Information Administration stima la domanda per il 2012 a 88,8 milioni di b/g, che rapresenterebbe il nuovo record storico assoluto. Un livello oltretutto ben sopra il dato del 2011 (87,9) che a sua volta rapresentò un record storico.

    Tempo fa sostenevo che a guardare i fondamentali della domanda e dell’offerta, non esistevano giustificazioni per prezzi oltre i 100 $.

    Discorso diverso magari si potrà fare nel 2013. Se la crescita della domanda continua su questo passo (l’EIA parla di 89 milioni di b/g), allora potrebbero venir fuori realmente tutti i limiti dell’offerta e i prezzi si impennerebbero seriamente.

    Da segnalare intanto le scorte commerciali USA a 379 milioni di barili, record che non si vedeva dal 1990.

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