La Russia minaccia un attacco contro Polonia

Forse me la sono persa, eppure anche cercandola non sono riuscita a trovare la notizia della minaccia di un attacco preventivo contro l’Europa centrale da parte della Russia, se il piano statunitense, sotto forma di NATO, di creare uno scudo antimissile si dovesse avverare.

Leggete per esempio CNN. Oppure NY Times.

La NATO cerca di vendere lo scudo come difesa contro il medioriente, dal quale anche la Russia ha bisogno di difendersi. Ma il generale Marakov pensa che il sistema potrebbe facilmente centrare anche i missili russi.

I paesi che hanno accettato di implementare il piano americano sono Polonia, Romania, Spagna e Turchia. Ovviamente secondo la NATO il sistema sotto sviluppo non dovrebbe rappresentare una minaccia:

We think the system we are developing poses no threat to Russia, so the whole notion of retaliation or countermeasures has no foundation.”

Ma simulazioni russi hanno dimostrato che un loro missile, lanciato contro uno in arrivo dall’emisfero sud, verrebbe intercettato da un missile europeo. E quindi la minaccia, che per me è una novità, uno di quei spostamenti linguistici/geopolitici che bisogna ricordarsi.

Per chi volesso leggere qualcosa in piú sulla difesa russa, consiglio questa collezione di articoli, scarcabili da google docs, completamente basata su informazioni pubbliche e google maps.

Interessante per esempio la quantità di sistemi SAM ed EW (sistemi di allarme precoce) intorno a Mosca:

Ovviamente la difesa russa vede molto male i nuovi sistemi anti-missili europei, che verrebbero creati contro la sempre fantomatica minaccia iraniana, e invece significa che tutti quei SAM intorno a città strategiche, come Mosca, Kaliningrad, Rostov-sul-Don (Mar Nero) etc, se lanciati contro un razzo americano a lunghissimo raggio, verrebbero intercettati da missili europei.

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6 responses to “La Russia minaccia un attacco contro Polonia”

  1. Luca Vecchiato says :

    In ultima analisi quello che tiene su il dollaro americano e quindi il loro tenore di vita (Limes ha avuto un titolo geniale un paio di anni fa: “L’impero a credito”) è solo la potenza militare. Che è enorme e senza pari nella storia (una macchina bellica schierata su tre oceani, non c’è mai stato niente di lontanamente paragonabile) ma orientata a guerre di attacco e di proiezione, quindi sbilanciata e stoppabile con misure di difesa infinitamente meno costose. La Russia lo sa bene e con progetti come l’evoluzione dei sistemi Sunburn (i missili nati per affondare le portaerei americane) ha ottenuto ottimi risultati. Oppure gli ottimi anticarro che nel 2006 hanno permesso ad Hezbollah di sconfiggere i carriarmati di Tsahal. Golia è forte ma certe volte basta una fionda per tirarlo giù…

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    • Paolo B. says :

      Una macchina bellica che ingoia quantità immani di carburante ottenuto da petrolio per la maggior parte importato. E’ una potenza militare a tempo quella yankee, tempo che sta scadendo…

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  2. Pinnettu says :

    La notizia è apparsa anche in italiano nei giorni scorsi. A parlare di “attacco preventivo” è stato il ministro della difesa di Mosca.

    A parte la boutade, ciò che evidentemente i russi temono è che l’eventuale (il progetto risulta cancellato nel 2009) dispiegamento delle batterie missilistiche in Europa orientale, rientri in un piano a lungo termine americano volto a garantirsi la possibilità del “first strike” nucleare.

    Il primo passo è stato denunciare il trattato ABM (anti balistic missile) durante l’amministrazione Bush.

    E’ evidente che l’espandersi di una rete di difesa ABM sconvolgerebbe gli equilibri “nucleari”, garantendo agli americani oltre alla superiorità convenzionale, anche la totale superiorità nucleare.

    Poi rimane da capire cosa gli USA volevano/vogliono insatallare in Polonia. Ametto di non averlo mai compreso.
    Si è sempre parlato di difesa da missili balisti a raggio intermedio, ma contemporaneamente si parlava di schierare in Polonia un sistema difensivo come quelli presenti a Fort Greely in Alaska e sulla base aera di Vandemberg in California, che sono però dei sistemi progettati per intercettare anche gli ICBM e non solo gli IRBM.

    Non credo però che i russi temano che tali missili siano una limitazione per il loro sistema difensivo. I sistemi ABM hanno lo scopo di intercettare i missili balistici in avvicinamento che evidentemente hanno un profilo di volo completamente diversi dai SAM.

    Comunque con tutta probabilità non se ne farà niente.

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    • fausto says :

      Non sottovaluterei un’altra possibilità: la truffa. I primi test eseguiti molti anni fa dimostrarono che l’aggeggio dedicato all’intercettazione del missile aggressore aveva una inaccettabile probabilità di fallire il compito. Esiste ancora la possibilità che alcune aziende Usa si stiano limitando a dragare i soldi dei contribuenti tramite un progetto che non è poi così efficace.

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    • Pinnettu says :

      Beh, intercettare un ICBM è una cosa complicatissima, tanto e vero che il sistema “Gazelle” che fornisce la protezione di Mosca (i trattati SALT I concedevano a USA e Russia la protezione di un singolo sito, i russi scelsero Mosca e gli americani una base di ICBM), impiega missili intercettori con una testata nucleare di alcuni Kt, per avere qualche possibilità di intercettare i veicoli di rientro degli ICBM che venissero lanciati su Mosca.

      I veicoli di rientro si avvicinano all’obbiettivo a velocità superiori ai 20.000 Km/h…abbatterli è davvero una scomessa.
      Ciononostante però gli americani hanno ottenuto significativi successi. A parte il sistema laser aeroportato, cancellato per i costi altissimi e che avrebbe avuto qualche possibilità di intercetazione solo durante la fase iniziale del lancio degli ICBM (ergo doveva svolazzare vicinissimo ai siti di lancio), gli americani hanno comunque messo appunto sia il sitema GMD (quello della base di Vandemberg che qualche risultato sembra lo stia ottenendo) sia i sitemi AEGIS e THAAD (questi due hanno solo capacità contro gli IRBM e non contro gli ICBM).

      Poi certo, a conti fatti, a fronte delle vagonate di soldi spesi i risultati sono ancora modesti, soprattutto se teniamo conto che i russi hanno messo in servizio i Topol-M i cui veicoli di rientro sono addirittura manovrabili.

      Non credo però che il programma ABM degli USA sia solo una tramoggia attraverso la quale le industrie si ingozzano di soldi. La possibilità di ottenere la capacità del “first strike” garantirebbe agli USA la superiorità assoluta e sicuramente su questa strada sono avanti a tutte le altre potenze nucleari.

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  3. medo says :

    Quelli della Russia sono PAROLONI per contribuire un pochino al marasma mondiale e sperare in un barile a 180 $. Senza un barile a 180 $, la Russia non ha margini di manovra come paese già dall’anno prossimo e non potrà più esportare greggio già tra 3-6 anni. Ma non capiscono che il rischio recessione e di nuovo un barile in deflazione fino ad un bottom di 50-60 $ è possibile… Assieme ad un PIL mondiale negativo su un paio di anni. In caso di cataclisma monetario seguito da scoppio di bolle (immobiliare Cina, mercto obbligazionario,…).

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