TA sul Brent 21/03/12

Dieci mesi fa ho scritto che il Brent dal gennaio 1999 era cresciuto al ritmo di 22% all’anno.  Mancano ancora due mesi ma facendo la solita operazione A = P(1 + (r/n))nt  e risolvendo per r con A=124$, P=10$ e il numero di anni 13 anche se ci siamo solo quasi, mi viene un r = 21,3% di crescita annualizzata. Dal 1999. Abbiamo ancora due mesi di suspence per arrivare ai 22%.

Ai tempi un commentatore ha corretto il mio valore iniziale mettendolo a ca 17,5$ invece che 10$, il che avrebbe  dato r=16,9%. I suoi motivi sono validi, ma lo sono anche i miei. Analisi tecnica non è esattamente una scienza. Una parte importante è riconoscere a occhio pattern e trend. E il mio trend di 22 si sposa perfettamente con i bassi del prezzo fino al crollo del 2008.

Il grafico in scala semilog. I 1175% di crescita in 13 anni corrispondono incirca a quei 22% che continuano a valere.

Ma il commento diceva anche “Quando usiamo una retta per rappresentare una tendenza, bisogna che l’area dello scarto negativo uguagli quella dello scarto positivo.” Se guardiamo sopra, vediamo che il prezzo è rimbalzato sulla linea del trend per tre volte, prima di tendere l’elastico talmente tanto che la correzione ha portato il prezzo a scendere sotto quello che era stata per anni una linea di supporto. Se il commentatore ha ragione sullo scarto negativo uguale a quello positivo, il prezzo potrebbe continuare il trend del 22%, rimanendo per molti anni sotto quello che ora è una linea di resistenza.

Poi in ottobre 2011 ho scritto che  forse si stava formando un bull flag. In quel caso avevo ragione, e di seguito ha rotto sia la resistenza di 115$, che la seguente di 120$. Per due volte il prezzo ha cercato di stabilirsi sopra il picco precedente del aprile 2011 di 126$, ma ora è di nuovo sui 124$.

Il trend principale è in ascesa, dopo il golden cross che si è formato il 23 febbraio quando la media mobile 200 è stata superata dalla media mobile 50, entrambi in salita. Quando è successo l’ultima volta il 15 settembre 2010 il prezzo è stato il salita per 7 mesi di fila.

Dal grafico sotto con le candlesticks si vede bene che ci troviamo in un bel canale rialzista, che dovrebbe continuare ancora per qualche mesetto.

In questo momento non ci sono motivi per pensare che il prezza debba correggere più di tanto, ma non dimentichiamo che c’è anche la resistenza in forma del picco dell’anno scorso. Dopodiché ci attende il All Time High di 147$.

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6 responses to “TA sul Brent 21/03/12”

  1. andreaX says :

    Il barile è a circa 107 dollari ma il prezzo alla pompa è comunque più alto del 2008.
    Se il barile arriverà a 150 dollari non sarà quindi come la volta precedente ma infinitamente peggio, in realtà peggio loè già adesso.
    Secondo te quando arriverà a 150 dollari al barile?, io dico verso la fine di questo anno.

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  2. fausto says :

    Intanto da un mese circa le quotazioni del greggio sono stabili; nel senso che oscillano attorno ad una linea circa orizzontale, e non più inclinata. I contratti a lungo termine sembrano scommettere sui 90 – 100 dollari; chi commercia petrolio probabilmente ritiene poco sostenibili queste quotazioni.

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  3. Pinnettu says :

    Il Brent sembra davvero fare storia a se.

    Dovendo invece considerare gli altri greggi (dal WTI al paniere OPEC) l’impresione è che per il momento non ci siano giustificazioni per ulteriori rialzi.

    Analizzando i fondamentali scopriamo che negli ultimi mesi, la produzione del solo crude si è portata a 75 milioni di b/g (1 milione circa in più della media del 2011) e la produzione totale ormai viaggia verso gli 89 milioni di b/g (1,3 milioni di b/g in più).

    Insomma per ora sembra che la produzione riesca ancora a stare dietro alla domanda. A fine anno potrà essere un’altra storia (stante le previsioni sulla domanda per il 2013), per ora però nulla giustifica prezzi superiori agli attuali….anzi direi pure che ci stà una piccola correzione.

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  4. andreaX says :

    Lo sciopero delle bisarche è emblematico, siamo talmente schiavi del trasporto su gomma che se quest’ultimo si ferma si innesca un effetto domino per cui si bloccano le aziende, ecc. ecc.

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  5. medo says :

    dice nel commento Pinnettu: “analizzando i fondamentali scopriamo che negli ultimi mesi, la produzione del solo crude si è portata a 75 milioni di b/g (1 milione circa in più della media del 2011) e la produzione totale ormai viaggia verso gli 89 milioni di b/g (1,3 milioni di b/g in più).”

    Il fatto che la seconda produzione (“other liquids”) si fa grazie alla prima, essendo questa aumentata più della prima (“conventional”), è un elemento già utile per spiegare come mai il WTI resti stranamente alto. In sintesi, disperatamente e senza logica, stiamo usando energia di ottima qualità e densa per produrre stupidp denaro, non durerà a lungo questo mondo che ti impone una vita di “kilometri all’ora” invece di capire quali strade sono davvero importanti.

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    • Pinnettu says :

      L’incognita infatti sembra essere: “per quanto ancora il “conventional” riesce a tenere duro”?

      E’ pur vero che il “non conventional” presenta ancora sensibili margini di crescita (a costi comunque sempre più alti) ma non sembra avere tassi di crecita che possano essere in grado di attenuare la depletion del “conventional” (2% ?) quando questa arriverà.

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