Cash for trash, aka LTRO

Giusto in tempo per il rallentamento della fase toro delle borse arriva il secondo intervento LTRO, cioè il metodo inventato della BCE per tenere in piedi l’inflazione e salvare banche e benestanti. Per inflazione intendo quella vera, causata da un’espansione monetaria che riduce il valore della moneta, e non quella dei prezzi al consumatore.

Ancora una volta a 1% di interesse verranno prestati miliardi di freschi euri alle banche europee.

Abbiamo visto l’effetto del primo round di LTRO, annunciato in ottobre. Quasi cinque mesi di bull rally, assicurati da 4centoerotti miliardi di dollari. Questa volta si parla di 1000 miliardi di dollari. Che neanche questa volta troveranno la strada giusta per l’economia reale, e invece rimaranno nei mercati finanziari, gonfiandoli ulteriormente.

C’è chi crede che questa volta le borse non vedranno tanto il beneficio, e che sarà il momento delle commodities. Ma è probabile che si possa investire in qualsiasi cosa, oro, azioni, petrolio, obbligazioni, basta che si investi, perché tutto salirà. I grandi vincitori saranno comunque le banche che prendono in prestito a 1% (+qualche haircut) e riprestano a 6% ai governi. Gli stessi governi che di conseguenza ti aumentano le tasse mentre la preside della scuola elementare dei tuoi figli è costretta a chiedere soldi dai genitori per mandare avanti la baracca.

Deflazione nell’economia reale, inflazione dei costi degli asset finanziari. Quindi: investi, basta che balli con passi piccoli vicino all’uscita di sicurezza. I problemi reali dell’economia possono essere nascosti da accrocchi finanziari solo finché si continui con gli accrocchi. L’economia italiana non cresce da un decennio, in Spagna il 25% dei giovani sono senza lavoro, in Grecia abbiamo il 50% di disoccupazione giovanile. Questi euri nuovi non compreranno prodotti e servizi, solo asset finanziari, in un esemplare liquidity trap. E non abbiamo nessun modo di sapere cosa succederà alla fine del corridoio, non esiste l’empirica per capire gli effetti della politica monetaria sperimentale di questi anni.

Se ora tocca alle commodities trarre beneficio del LTRO vedremo anche effetti sul CPI, l’indice dei prezzi al consumatore. Cotone, grano e benzina sempre più care, in un’economia con stipendi fermi e sempre più gente disoccupata. Stagflazione. La combinazione degli effetti peggiori dei periodi forti e dei periodi stagnanti.

Ovviamente la soluzione più vicina è aumentare drasticamente la produzione di cotone, grano e benzina.

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8 responses to “Cash for trash, aka LTRO”

  1. Luca says :

    Il tuo accenno alla stagflazione mi ha fatto pensare a una scala empirica per misurare gli effetti della crisi basata sul decennio a cui torneremo.
    Ritorno agli anni ’70: stagflazione, situazione sociale arroventata
    Ritorno agli anni ’50: povertà generalizzata, ritorno in famiglia, ridimensionamento del ruolo della donna
    Ritorno agli anni ’40: tessere annonarie, coprifuoco, pattuglie di soldati per le strade
    A pensarci bene penso che vedremo un misto dei primi due scenari: forte impoverimento ma rilassamento dei costumi (gestito come misura di controllo sociale, ha già funzionato in passato). A meno che dal mazzo non esca la guerra all’Iran, perchè allora “popolo italiano, corri alle armi!”.
    Tu cosa dici? se tu fossi uno dei padroni del mondo preferiresti dare ai ragazzi un joint o un fucile mitragliatore?

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    • fausto says :

      Anni ’40 (si, ma il 1840): disfacimento, sovrappopolazione, soldati infilzati e bande di briganti ad ogni angolo. A quell’epoca nella mia Modena metà degli abitanti viveva di elemosine. La cosa buffa di tutto questo casino è che non c’è praticamente niente del male che ci attende che non possiamo evitare. Quanto siamo stupidi.

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  2. sesto rasi says :

    condivido pienamente l’analisi e sottolineo la profonda ingiustizia dell’ennesimo regalo.

    Che poi non giova nemmeno alla residua middle class con qualche gruzzolo da investire (e ammesso che sia bello vedere la classe dei “lavoratori competenti”, semplifichiamola così, diventare dei ciechi speculatori): stare vicino all’uscita di sicurezza sembra facile, in realtà nel fuggire alle avvisaglie di “fine toro” sarai sempre preceduto da chi ha ricevuto info “dall’ambiente”, non c’è una luce rossa che lampeggia per tutti…

    Sugli ennesimi impieghi finanziari e non di sviluppo economico dei nuovi prestiti stracciati BCE: ebbè se tu fossi una banca, chi te lo fa fare di prestare all’ 8-10% ad un industriale dal futuro incerto quando al 6% “prendi” uno stato che, alla fine, viene sempre in qualche modo “salvato” (leggi: messo nella condizione di ripagare i bankers)? All’industriale presterai a non meno del 12%, ma a quel punto sarà lui che ti dice: “lascia perdere, chiudo tutto e mi compro uno chalet a Zermatt e una barca per fare il giro del mondo in vela”.

    Poca prospettiva, direi , no?

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  3. Libero says :

    Speriamo che la crisi energetica severa arrivi il più presto possibile, così almeno la finiamo per sempre con i giochini della finanza.

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  4. Alessandro says :

    Ciao,

    volevo complimentarmi col tuo blog, molto ben dettagliato e fruibile anche per le persone come me che davanti a certe terminologie “tecniche” hanno qualche affanno… eheheh XD

    Nel mio piccolo volevo segnalare la mia esperienza personale tuttora in corso.
    Visti i rincari della benzina che non diminuiranno di certo (viste anche le tensioni geo-politiche nel Golfo), da aprile dell’anno scorso ho cominciato ad andare al lavoro in bicicletta, considerandolo un’abitudine fissa, categorica, irrinunciabile.

    Andavo in bicicletta al lavoro anche 1 mese fà, in pieno inverno quando c’erano – 10° gradi alla mattina… 🙂

    Percorro 20 Km di andata (altrettanti al ritorno), tutto è nato da quando ho chiesto il finanziamento sulla casa (rate da 518 euro mensili), facendo 2 conti ho capito subito che si rendeva necessario da parte mia intervenire e fare tagli ove possibile sennò col mio modesto stipendio di operaio (1.200 euro netti) diventa veramente difficile riuscire a sopravvivere al giorno d’oggi con tutte le spese che ci sono.

    Consideriamo che vivo da solo, quindi nel mio caso si è costretti a fare sacrifici e limitare il più possibile le spese.

    Ho stimato che nella mia percorrenza quotidiana casa-lavoro durante i primi mesi del 2011, con una macchina non certo economica nei consumi come la mia vecchia Meriva del 2003, avevo una spesa mensile di circa 160/180 euro.

    Attualmente, coi vari rialzi della benzina che ci sono stati, se dovessi utilizzare ancora la macchina come mezzo di spostamento abituale (parliamo sempre del tragitto casa-lavoro di 20 Km andata + 20 Km ritorno), molto probabilmente spenderei oltre 200 euro mensili.

    Proseguo ininterrottamente con la bici … 🙂
    Almeno ho tagliato una spesa e riesco a barcamenarmi più facilmente.

    Da questa “necessità” si è aggiunto anche l’aspetto morale!!!

    Da quando ho capito gli inganni che stanno dietro al petrolio, i massacri e le numerose guerre ammantate di “democrazia” per accapparrarsi tale risorsa, da quando ho potuto verificare che il capitalismo moderno è una grande truffa realizzata da poche elite a discapito di molti, ora in sella alla mia bicicletta mi sento più libero e moralmente più forte.

    Per me andare in bicicletta al lavoro, non è rimasta solo una necessità per risparmiare, ma si è trasformata in una piccola “crociata” personale (chiamiamola così), un modo per “combattere” e cercare di comunicare agli altri (amici e colleghi) che è possibile ridimensionare tutto, è possibile fare la nostra lotta contro le elite finanziarie, è possibile raggiungere un mondo più equo e giusto se noi per primi siamo in grado di rinunciare a qualcosa … 🙂

    Tutto nasce da un coraggioso gesto di consapevolezza da parte nostra, riscoprire una nuova mentalità. Siamo solo noi stessi che possiamo indurre un cambiamento, non ci saranno nè angeli, nè salvatori rivoluzionari, tutto parte da noi stessi.
    Se siamo disposti a fare dei piccoli passi indietro, se siamo disposti a perdere qualcuno dei nostri confort, a fare piccole rinuncie, di conseguenza rendiamo più debole e più vulnerabile l’intero sistema economico/finanziario che regge il mondo intero.

    Siamo noi stessi a dare “loro” importanza attraverso la nostra dipendenza.

    Alcuni colleghi commentano il fatto che io riesca ad arrivare al lavoro quasi sempre prima di loro, spesso noto quei toni a metà tra il sarcasmo e l’ammirazione, vengo definito un matto scellerato o anche un super-eroe… ehehe
    Sono una persona normalissima, non ho nessuna dote atletica superiore alla media, solo è questione di mentalità e di abitudine.

    E se ci riesco io che ho 35 anni e non ho un fisico da macho, molte altre persone ci possono riuscire.

    L’obiettivo finale, attraverso piccoli gesti condivisi, è molto più grande di quanto si possa immaginare: rompere le catene che portano alla dipendenza di noi consumatori verso qualcosa che appartiene ad un’elite famelica che ha tutto l’interesse per mantenere lo status-quo.

    Il petrolio è una di queste catene che ci tiene soggiogati a “loro”, perchè finora siamo incapaci di concepire uno stile di vita senza macchina (o con l’uso dell’automobile ridotta ai minimi termini), e siamo tutti portati inconsciamente o meno a essere individualisti anzichè pensare che uno stile di vita condiviso da molti può generare grandissimi effetti e benefici a livello nazionale e globale.

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    • andreaX says :

      20 km al giorno?, complimenti!, io la bicicletta la uso solo nelle belle stagioni per arrivare alla stazione.
      Da li in poi treno e metropolitana, spendo 51 euro al mese di abbonamento per i mezzi pubblici quindi per recarmi al lavoro non uso mezzi privati, tranne la suddetta bicicletta.
      Anche il mio posto di lavoro è a circa 20 Km da casa mia, ma arrivarci in bicicletta per me è inconcepibile, anzitutto arriverei tutto sudato, al ritorno col buio sarebbe anche pericoloso, se poi piove come la mettiamo?.
      Forse potrei considerare una bicicletta elettrica a pedalata assistita, però siamo sempre li, quello che non spendo di benzina lo spenderei di energia elettrica, sebbene di meno anche paragonato al consumo di uno scooter.
      Nel futuro immediato sto considerando l’idea di sostituire la mia macchina diesel con una a gpl di serie, ma non per andare al lavoro, per tutte le altre cose dove sei costretto ad usare l’auto, sebbene limitatamente.

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    • fausto says :

      Si, 20 km a giornata per me sono parecchi; anche se amo la bicicletta. Io al massimo sto dentro alla decina, poi treno. Quello che non amo della bici è la pioggia! Delle due, accetto più volentieri un paio di km a piedi in più, sono gestibili anche in mezzo a montagne di neve.

      Questa faccenda del trasporto pubblico + bici + piedi mi sembra uno dei grandi nodi irrisolti dalle mie parti. E’ vitale trovare risposte.

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  5. Alessandro says :

    @ FAUSTO e ANDREA

    il problema per me è inverso al vostro, io abito in campagna nella prov. di Milano e per raggiungere il posto di lavoro (Arese, zona nord ovest di Milano), mi devo immettere in una strada provinciale che per 10 Km è lineare e scorrevolissima, ottimo asfalto, pedalata facile e costante. Non ci sono semafori ma solo 3-4 rotonde. Se esco di casa prima delle 07 trovo un traffico modesto e tutto fila liscio.
    I più impegnativi sono i restanti 10 Km perchè devo attraversare 2 paesi molto grandi e trafficati ed è qui che perdo tempo perchè sono continui “stop & go”, devo far ballare gli occhi a 360° onde evitare manovre maldestre o disattenzioni degli automobilisti e soprattutto respiro di tutto …. :((

    Purtroppo non ho assolutamente modo di recarmi al lavoro con i mezzi, non esiste una linea diretta per me, dovrei trovare un sincronismo di vari autobus più treno più ancora un paio di Km a piedi, dovrei fare un percorso lunghissimo e mi impegna come minimo 2 ore.

    Invece con la bicicletta ci metto 1ora esatta con pedalata tranquilla, senza esagerare.

    Si è vero… arrivi sudato alle volte, ma ti posso assicurare che durante la giornata di lavoro ti senti tonico e arzillo, il fisico non è debilitato ma risponde bene, anche mentalmente sei più reattivo. La cosa principale è seguire un’alimentazione corretta a partire dalla colazione (e se possibile uno spuntino intorno alle 10-11)…. altrimenti quei 20 Km diventano davvero pesanti col tempo e ti debilitano anzichè rinforzarti.

    Il discorso della pioggia invece … dipende dal tipo di pioggia… 🙂
    la pioggia “morbida”, poco battente non è un problema se sei ben coperto con tuta impermeabile da ciclista, non te ne accorgi neanche, hai giusto la punta del naso bagnata… eheheh
    Il vero dramma è essere sorpresi da una tempesta con pioggia forte ma soprattutto vento forte, in quel caso diventa un vero massacro fisico…. ed è meglio lasciar perdere.

    Quando mi è capitato di essere sorpreso dalle condizioni meteo così avverse ho dovuto alzare bandiera bianca, ho preso rifugio sotto un porticato o in un bar e chiamavo casa per farmi venire a prendere… 🙂 (però mi è successo giusto 2 volte in 7-8 mesi)

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