"There’s no Tomorrow", breve documentario peak oil

Vi segnalo questo chiarissimo documentario animato stile propaganda anni 50, ovviamente sul picco energetico. Prodotto da Incubate Pictures.

Nessuna novità per i lettori, ma tutto spiegato eccezionalmente bene.

Un dato divertente e spaventoso: Le gomme della tua macchina sono l’equivalente di 28 gallon, o 0,66 barili di petrolio. Io personalmente posseggo sia estivi che invernali, ma presumo che a livello mondiale questo sia un’eccezione. Comunque, 28 gallon x 1 miliardi di macchine al mondo fanno 28 miliardi di gallon, o 670 milioni di barili. Più o meno come quel nuovo elefante della Statoil dello scorso estate.

10 responses to “"There’s no Tomorrow", breve documentario peak oil”

  1. andreaX says :

    Oggi la quotazione del petrolio è arrivata a oltre 130 dollari al barile.
    La benzina sta sopra gli 1,8 euro al litro, quindi qua in italia si mette veramente male.

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  2. andreaX says :

    volevo dire 103 dollari al barile

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  3. sesto rasi says :

    divertente e corretto. Peccato però che nessuno affronti mai quello che secondo me è IL PUNTO: l'uomo dovrebbe collegare meno la percezione del proprio tenore di vita alla componente materiale dello stesso (almeno chi materialmente ha già abbastanza). Si tratta di una rivoluzione psicologica più drammatica di quella copernicana. Senza di essa potremo limitare i consumi tramite i comportamenti, ma percepiremo la cosa come una rinuncia, cioè una sconfitta, perchè così è fatto l'uomo.
    Mi piace che il film tocchi anche Jevons, e puntualizzo: Jevons notò che il processo di produzione dell'acciaio aveva aumentato così tanto l'efficienza da abbisognare di un terzo del carbone per unità di prodotto, rispetto a trent'anni prima: eppure il consumo di carbone era centuplicato, perchè produrre l'acciaio era diventato così economico da sfondare tutti i mercati dei materiali da costruzione, con suo accresciuto consumo. E le stesse costruzioni (case, navi, tutto quanto, che poi sono motivi di consumo di carbone) aumentarono, poichè più agevoli da realizzare. Bene, Jevons non visse duecento anni, altrimenti avrebbe trovato una conferma alla sua ipotesi osservando che 40anni di progressi nell'efficienza dei motori, nell'aerodinamica e nella leggerezza dei materiali sono serviti a mandare in giro la gente con dei SUV da 3km/litro!
    Tornando a bomba: se rinunci al SUV perchè ti sei convinto che è una cosa stupida; se in casa capisci che con due maglioni si sta altrettanto bene che con 3°C in più, sei sulla buona strada; Se invece queste due cose le fai ma le senti come una rinuncia che ti fa sentire sminuito …beh stai ripiegando: alla prima occasione lotterai con altri per poter prendere una parte dei “loro” consumi: così è l'uomo, finchè non farà una rivoluzione di sè stesso!

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  4. Carlo says :

    gran bel documentario.
    Mi ha emozionato quando ha citato i disagi che proveranno i sobborghi delle grandi città perchè mi ha fatto venire in mente quando ho contribuito alla traduzione in italiano (io dovevo solo trascrivere i sottotitoli) di un documentario intitolato appunto “the end of suburbia”. (http://www.youtube.com/watch?v=qHr8OzaloLM).
    Il filmato che hai postato tu, però, è più completo e conciso allo stesso tempo (lo ho subito linkato su facebook).

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  5. andreaX says :

    Non per dire sempre le stesse cose ma oggi il barile sta a 105

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  6. medo says :

    Qua dove abito, in Francia, il gasolio è ancora a 1,35 Euro al litro ed aumenta molto progressivamente… Neanche una piccola protesta di camionisti. Tutte rane in fase di pre-bollitura.

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  7. medo says :

    Comunque non concordo sul taglio dato a questi video… Nel senso che non c'è domani per il mondo “di oggi”. Ed in questo senso, visti i cambiamenti tecnologici, il mondo di ieri non ha mai avuto un futuro. Non so se mi spiego? Cioè: detta in un altro modo, oggi 23 febbraio produciamo oltre 70 milioni di barili di petrolio, chi ci garantisce al 100% che so io che dopodomani non saranno solo 5 milioni? Domani è sempre “finita”.

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  8. Pinnettu says :

    Per il momento, più che rane in pre-bollitura, direi incentivi fiscali sui che mitigano notevolmente il prezzo per tutti quei settori che hanno la possibilità di recuperare dalle tasse una discreta parte delle spese per il carburante.

    Perlomeno, in Italia è così….suppongo che pure in Francia certi settori abbiano acesso a incentivi fiscali di una certa importanza.

    Aproposito sarebbe interessante capire, qua in Italia, quanto in termini reali riesce a recuperare un autotrasportatore o un rappresentante o similari sul costo del carburante.

    Cioè, al netto di deduzioni, detrazioni, recuperi dell'IVA, quanto gli viene a costare un litro di gasolio?

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  9. Pinnettu says :

    Riguardo al mio precedente interrogativo, sul blog di Fausto leggevo una sua analisi che lo porta a quantificare il prezzo “VERO” del carburante per un autostraportaore attorno a 1 euro o poco meno.

    E' chiaro che la differenza rispetto a 1,7 euro del prezzo “normale” garantisce ancora un certo margine di tranquiliità per il settore.

    Forse lo stesso “sconto” non è garantito per tutte le partite IVA ma, in generale, per tutti coloro che che riescono a portare in deduzione i costi del carburante la soglia di soportabilità e sensibilmente più alta dei valori attuali.

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  10. andreaX says :

    E' giusto che sia così?, qua in italia tutti i trasporti sono su gomma, se gli autotrasportatori non si muovessero più per il nostro paese sarebbe la catastrofe, molto più che negli altri paesi.
    Quindi mi sento di dire che se è così è giusto che lo sia.

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