Domanda, conta ancora solo l’OCSE

Parlando del Brent il 3 febbraio ho scritto “Se ha la forza per stabilirsi sopra i 114$ continuerà nel canale rialzista.” Bene, ora è a 118$. Ha rotto la resistenza con forza il 3 febbraio, e il prossimo passo è rompere la resistenza a 120 dollari.


Ma pare che tanta gente si gratti la testa sul perché il prezzo sia così forte.

“On paper, their supply and demand balances indicate that the market is at a surplus;”

Ma.

“The view among physical traders is that the supply and demand balance numbers are incorrect.”

Il problema sembra di essere che i dati domanda/offerta si concentrino sempre sui paesi sviluppati,

…most of the data coming out of the US, where consumption continues to fall on a year-on-year basis.

invece che sui paesi in via di sviluppo, dove la domanda in effetti è crescente. A me non sembra tanto una novità, ma forse gli analisti devono seguire dei protocolli per cui non possono guardare oltre i confini del vecchio mondo industrializzato.

Guardando solo gli Stati Uniti la situazione è terribile per il settore. La domanda per i prodotti petroliferi è di parecchio più bassa degli ultimi tre anni.

La domanda per benzina è scesa drammaticamente. Dati EIA:

L’ultimo data point è di novembre, di ca 30 milioni di gallons al giorno. Addirittura sotto il livello degli anni ’80. Potete leggere un commento interessante da ZH.

Certo è che gente senza lavoro non guida al lavoro, ma non porta neanche la figlia a danza, e il figlio a hockey.

Anche OPEC ha abbassato il numerino domanda dal 88,88 milioni al giorno a 88,76 per il 2012 basandosi sul fatto che l’OCSE non consumerà. Staremo a vedere.

7 responses to “Domanda, conta ancora solo l’OCSE”

  1. sesto rasi says :

    Anna, sto seguendoti e “ripensando BDY” mi aveva colpito: una compagnia di navi da cargo che contribuisce alle spese carburante del noleggiatore purchè questo gli porti la nave in europa, dove magari becca qualche cargo in più…
    qui se non ho capito male dici che la domanda è sotto l'offerta solo apparentemente, perchè non si considera quella dei paesi in via di sviluppo ma si pesa soprattutto quella OCSE.

    Se tra i paesi in via di sviluppo ci mettiamo Cina ed est asiatico, non mi torna con il post precedente: mi sfugge qualche passaggio?
    ciao

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  2. Pinnettu says :

    In più o meno tutti i siti finanziari è prassi parlare di prezzi ingiustificatamente alti perchè, dicono, la domanda langue. E invece i numeri indicano l'esatto contrario.
    E pur vero che i paesi OCSE hanno una domanda stagnante e talvolta persino in calo, ma quella complessiva continua a salire.

    Forse è il caso di iniziare a comprendere che il mondo non siamo solo noi dei paesi OCSE. Ci sono più o meno altri 4-5 miliardi di individui che cercano in tutti i modi di consumare come noi.

    Questi sono i dati EIA sulla domanda degli ultimi anni:

    2005 – 84,0 milioni di b/g
    2006 – 85,1
    2007 – 85,8
    2008 – 85,3
    2009 – 84,3
    2010 – 87,0
    2011 – 88,1

    2012 – 89,3

    Ora, quella del 2012 è probabilmente una previsione ecessivamente alta, ma il trend è comunque a salire.
    Direi in più che se la previsone del 2012 fosse vera anche solo a metà, verrà a formarsi un quasi sicuro gap fra domanda e offerta. Un gap magari ridotto ma abbastanza ampio da giustificare altri rialzi dei prezzi.

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  3. oronero says :

    Direi che se una nave in Asia non trova un cargo di per esempio acciaio da portare in Europa, è perché in Europa la domanda da parte dell'industria è sempre più floscia. Di acciaio si può abbassare il consumo, ma di grano no. Non possiamo non mangiare, quindi un cargo di grano dalla Francia in per esempio Egitto ci sta bene con la storia dietro il post. Poi non ho visione su come funziona lo “smistamento” delle navi, quindi perché la nave non ha potuto andare in Australia a prendersi un cargo di grano per il Giappone, questo non lo so.

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  4. oronero says :

    Infatti. Chindia si sta finalmente riprendendo cioè che è loro sin dall'inizio, l'energia.

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  5. Libero says :

    Chissà se si arriverà mai a 90 milioni di b/g.

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  6. Paolo B. says :

    Già. Il bello è che loro si sono seduti al gran tavolo dei commensali con diversi decenni di ritardo. Le risorse non bastano più per mantenere in piedi il paradigma consumista e per Cindia arrivare a portare a consumare qualche altro centinaio di milioni di homo sapiens quanto i loro simili occidentali (che non consumano più come i bei tempi andati) è e resterà un miraggio. Sarà uno dei più brevi boom economici della storia, aprezzo di incalcolabili dissesti ambientali, quello dei paesi emergenti…

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  7. oronero says :

    Lo scambio inequo che arricchisce un centro culturale/religioso/commerciale a scapito di una periferia più debole etc è in piedi da millenni. Per facilitare le cose possiamo dire che Cindia avrebbe dovuto sedersi al tavolo con l'Inghilterra 200 anni fa.

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