Tecnomassa

Dentro di noi non abbiamo dubbi che la società industriale basata sui combustibili fossili si avvicina alla sua fine. Le guerre nel medioriente e la crisi climatologica sono lati diversi della stessa moneta. I problemi con l’importazione di energia a basso costo per continuare l’esportazione di entropia, nella sua metafora attraente ordine – disordine, per esempio in forma di emissioni di anidride carbonica, sono sempre più insostenibili ed evidenti.

È facile dimenticare, e ancora più facile mai aver imparato, che la nostra esperienza occidentale di energia economica è localizzata sia nel tempo che nello spazio. Nel villaggio peruviano, pakistano o mozambicano il petrolio non è mai stato economico, neanche quando da noi ce lo buttavano dietro, fino a 10 anni fa. Italiani, e ancora più americani e svedesi, non possono assolutamente immaginarsi un mondo dove tutti usano cavallo e carro per il trasporto. Comunque questa è sempre rimasta la realtà per un grandissimo numero di persone.

Noi vediamo la realtà petrolifera come un “ora” e non come un “qui”. Basta guardare una foto del globo terrestre notturno per capire quanto ci sbagliamo.

I miliardi di abitanti in Africa che non fanno un decimo della luce del miliardo indiano. Che è sempre più buia dell’Europa con i suoi 740 milioni.

America Latina, 600 milioni di persone contro le 350 milioni di USA + Canada.

Generalizzando. Sono i produttori delle materie prime che sono rimasti senza luce.

4 responses to “Tecnomassa”

  1. Filippo Zuliani says :

    Per essere onesti, dovresti incrociare la tua “mappa delle luci” con la densita' di popolazione locale. Il Venezuela, ad esempio, e' molto meno luminoso dell'Italia ma non perche' il venezuelano medio non ha la corrente, quanto perche' la densita' di popolazione per chilometro quadrato del venezuela e' circa 1/10 di quella italiana.

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  2. oronero says :

    “Generalizzando”.

    La conoscenza tradizionale include la propensione umana per la conoscenza intuitiva, le relazioni intelligenti, la comprensione, e per trasmettere informazioni sul mondo intorno a noi – il mondo naturale, e dell'esperienza umana.

    Tradotto: sul mio blog posso ogni tanto filosofare su quello che ritengo vero, sulla base di ca 30 anni di lettura e osservazione del mondo, senza presentare dei numeri.

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  3. Filippo Zuliani says :

    Easy, Anna. Il mio era solo un appunto. Mi spiace averti dato l'impressione di voler mettere in discussione le conclusioni del post.

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  4. Luca says :

    un blogger americano qualche anno fa, parlando dell'Africa: “They already live in a fucking Mad Max World”

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