Si, era una bolla

I dati IEA – da non confondere la EIA – confermano la bolla del 2008.

Con un po’ di pazienza e copia/incolla dai vecchi pdf, sono riuscita a creare il grafico dei dati IEA.

Ovviamente i dati per la domanda che si estendono nel 2012 sono previsioni, quindi puro indovinare.

Dai dati IEA emerge un quadro più grave rispetto ai dati JODI. Fino all’inizio 2007 l’offerta ha tenuto il passo alla domanda. Poi ha cominciato a staccarsi. Le prime volte di poco, talmente poco che appunto, penso che il comportamento del prezzo da bolla nel 2008 fosse confermato. Anche perché questo giro è dal primo trimestre del 2010 che viene richiesto molto più petrolio di quanto viene prodotto. E non siamo in bolla.

Sembra che ogni volta che la domanda schizzi sopra l’offerta, la domanda venga costretta a tornare giù dopo qualche periodo. La prima volta la domanda si è trovata sopra l’offerta per 2 punti sul grafico, quindi 2 trimestri, con fine nel Q2 2007. La seconda volta è durata per 3 trimestri, e nel Q2 2008 la domanda è tornata sotto l’offerta.

Questo round siamo a 8 trimestri, cioè 2 anni, di tensioni lato offerta, senza che si raggiungano i livelli di prezzo del 2008.

Viene quasi da pensare a qualche agenda politica di opprimere i prezzi. Come lo facciano non ne ho idea.

Visto che le due curve per forza delle cose si devono rincontrare prima o poi, è più probabile un fortissimo aumento della produzione, o un fortissimo crollo della domanda?

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7 responses to “Si, era una bolla”

  1. Toufic says :

    Con la crisi dell’Euro (inteso come attacco da parte del pound inglese e del dollaro americano ossia attacco operato da tutti coloro e tutto ciò che rappresenta queste due economie anglofone) la capacità di spesa è fortemente compromessa. Dunque opto per la soluzione Crollo della domanda anche perché se stiamo parlando di petrolio la produzione non può aumentare in maniera signifcativa (embargo al petrolio iraniano, atteggiamento conservativo e prudente dell’Arabia Saudita ecc… ecc….).

    Toufic

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  2. andreaX says :

    Ovvio: il crollo della domanda.
    L’offerta non potendola soddisfare alza il prezzo, quando il prezzo di alza troppo la domanda di conseguenza scende.

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  3. Davide says :

    Ennesimo Crollo per il Baltic Dry Index

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    • oronero says :

      IL BDI e i suoi fratelli non sono molto affidabili nella lettura dell’andamento dell’economia globale visto che nel 2011 sono continuate le forniture di navi ordinate fino al 2007. Nel 2011 sono arrivate credo sui 1600 navi nuove, con 600 rottamate e ci sono sui 3600 navi ancora in costruzione.

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      • marco says :

        questo vuol dire che se non ci sara’ una forte ripresa entro uno, massimo due anni prima le compagnie di trasporto internazionale poi anche i cantieri navali (per lo piu’ sudcoreani) andranno per aria uno dietro l’altro, insieme a chi ha finanziato il tutto…

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  4. Pinnettu says :

    OT

    continua la saga del “Keystone”.

    Obama blocca i 2700 km della pipeline che dovrebbe bypassare Cushing.
    In realtà il blocco non è una decisione assoluta ma sembra che comunque sposti in avanti la faccenda in maniera sensibile. Insomma, non se ne farà nulla per molto tempo.

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