NASA conferma ricerche su LENR

Qualche giorno fa la NASA ha pubblicato un video dove viene confermato che il Langley Research Center sta studiando la tecnologia LENR – Low Energy Nuclear Reactions,  un nome più generale per la fusione fredda.

Ecco il video da youtube:

L’originale si trova sul sito della NASA.

Nel video il ricercatore Joseph Zawodny dice che il nuovo tipo di reazione riesce a produrre calore in eccesso e questo senza inquinamento o radiazioni ionizzanti. Gli elementi necessari sarebbero nickel e idrogeno, gli stessi che Andrea Rossi dice di usare, e in più anche carbonio.

Quest’estate Rossi ha visitato la NASA offrendogli, se ho capito bene, di testare la sua tecnologia. Se la NASA avesse pensato a una collaborazione non si sa, in ogni caso non è successo.

La cosa importante da capire qua è che esiste già un brevetto per la tecnologia, che si basa su una teoria dei due ricercatori Allan Widom e Lewis Larsen del 2006. Widom-Larsen hanno ricevuto il brevetto in febbraio 2011, e in marzo 2011 Zawodny ha depositato una richiesta per brevetto che si basa sulle ricerche precedenti.

Alla communicazione della NASA Andrea Rossi ha risposto ieri che la NASA si, è un competitore, ma che stanno solo copiando il suo lavoro. Questo nonostante i brevetti NASA siano di più vecchia data, rispetto alle sue prime affermazioni di aver trovato una tecnologia rivoluzionaria.

Dal sito di Newenergytimes è scaricabile un documento di Zawodny del 2009 che parla del LENR e il suo potenziale utilizzo, titolo “An Energetics Revolution for ALL of NASA’s Missions”.

Visto la situazione della NASA, impossibilitata a mandare nuovi equipaggi oltre i 600 km dalla faccia della terra (moltiplicato con ca 600 hai la distanza alla luna – ormai irragiungibile), sarebbe fantastico trovare una fonte energetica, non forse per la propulsione di una navicella, ma per il mantenimento di una stazione nello spazio.

Possiamo solo indovinare che cosa la NASA abbia fatto dalla scoperta di Larson nel 2006 o dalle ricerche di Zawodny iniziate sicuramente prima del 2009. Ma sembra chiaro che nel campo sia entrato un player fortissimo, con tutti i requisiti per vincere la sfida.

Essendo un ente governativa non potrà commercializzare il prodotto, se non creando partnership con aziende private.

Nel frattempo né Andrea Rossi, né la Defkalion, hanno prodotto prove indipendenti sulla loro tecnologia per dimostrare una volta per tutte che non si tratta di una truffa. Secondo Rossi alla fine di dicembre 2011 c’erano più di 10.000 interessenti per l’E-cat. Lui lo venderebbe a un prezzo tale da uccidere tutta la concorrenza, ovvero 50 dollari per kW, cioè 500 dollari per un’unità residenziale di 10 kW.

Copio dal Journal of Nuclear Physics:

  • Andrea Rossi

    Dear Albert Ellul:
    Thank you.
    The big science, after trying to ridiculize us, now has understood that the E-Cat works, so now they are trying to copy and make patents to overcome us, discourage us and trying with this sophysticated way to stop us under a disguise of an indirect vindication. Is a smart move, but they are underevaluating us. I will never stop, within one year we will start the delivery of million pieces at 50 $/kW, with a totally new concept, at that point the game will be over. This technology must be popular, must cost a very low price, must be a real revoluton, not a bunch of theoretical (wrong) chatters.
    Warm Regards,
    A.R.

A quel prezzo tantissime persone saranno disposte a pre-pagarlo, magari per la promessa di essere tra i primi mille a riceverlo. Anche se non c’è brevetto, anche se non Rossi ha mai fatto vedere come funziona. Cosa mai sono 50$?

Solo che 50$ * 1.000.000 = 50 milioni di dollari. Campi per il resto della tua vita. Soprattutto da qualche isola ideale per il pensionamento. Questo ovviamente è una provocazione da parte mia. Non posso assolutamente sapere cosa ha in mente Rossi, perché nessuno ha potuto vedere cosa c’è dentro la scatola, perché pensa di poter produrre 1 milione di pezzi dal nulla.

La verità ovviamente è che anche se dovesse funzionare per davvero, non è assolutamente possibile vendere al pubblico un macchinario che usa un tecnologia nucleare, non provata, sulla quale esistono un paio di brevetti ma neanche un’applicazione pilota in uso.

Prima del brevetto non si fa niente. Senza brevetto, la prima persona che apre la sua scatola a 50$ la copia e la vende senza rischiare nulla. Gli americani ne hanno uno. Hanno fatto richiesta per un’altro in marzo 2011 e Rossi ha fatto richiesta anche lui in primavera 2011. Ci vorranno 5 anni, prima dell’approvazione. Siamo nel 2016 quindi.

Poi bisogna finalmente costruire questi impianti pilota, di tutte le taglie necessarie. Quindi le varie DIA o Autorizzazioni Uniche. Un’altro anno, siamo nel 2017. Un’anno per la costruzione, ottimisticamente. 2018. Un’anno per i test, e un’anno per test più valutazioni – 2020. 2021,  Funziona! 2025. I primi grandi impianti sono pronti, e gli italiani avranno finalmente energia gratuita.

Useremo l’energia per creare impianti giganti di desalinizzazione e produzione di fertilizzanti dall’aria? Sahara verde.

O sarà che i flussi di capitali, anche se indeboliti, sono ancora abbastanza autorinforzanti per continuare la concentrazione delle materie prime da noi nell’occidente. Sahara rimane deserto, e noi avremo TV sempre più piatti.

5 responses to “NASA conferma ricerche su LENR”

  1. sinbad says :

    Per me la vera notizia è: ” i fenomeni lenr sono reali e non fantasia né truffa”.
    Considerato quanta denigrazione è stata fatta dagli scettici ultra-fondamentalisti é già qualcosa.
    adesso mi domando: “sono fenomeni controllabili?”
    Aspetto risposta.

    Sul rossi-gate credo che ci siano in gioco interessi “nazionali”. Ma dal momento che i lenr esistono ha poca iimportanza per me.
    ciao

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  2. fausto says :

    Bisognerebbe anche che questi signori dicessero come funzionano i loro prototipi. Di fenomeni che non comprendiamo non possiamo farcene nulla. E vorrei anche che ci spiegassero come pensano di schermare le radiazioni ionizzanti quando installeranno un reattore in cantina. Lo schermo sarà più grande della cantina?
    Pensa te, la “fusione fredda” era la notizia del momento quando io iniziavo le scuole medie. E' ancora la notizia del momento, dopo più di venti anni?

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  3. andreaX says :

    Possibile che ancora non si possa stabilire in maniera definitiva se la cosa funziona o meno?.
    Poi una volta verificato questo si penserà a produrla su larga scala. In passato annunci sensazionalistici ce ne sono stati parecchi, che poi si sono rivelati falsi, però mi sembra strano che al punto in cui si sono spinti rossi e focardi ancora non si riesce a capire se la loro invenzione è una bufala oppure è vera.
    Da quello che io ho letto la macchina di rossi e focardi inietta dell'idrogeno a pressione. Grazie poi ad un misterioso “catalizzatore”, si realizza la trasmutazione del nichel in rame, con conseguente rilascio di energia.
    Non si tratterebbe quindi di una fusione fredda ma se vogliamo della sua controparte (assorbimento di un neutrone preso dall'idrogeno nel nucleo dell'atomo di nichel, risultato::atomo di rame più energia).

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  4. fausto says :

    Fin quando non raccontano per filo e per segno cosa fanno, come lo fanno e quali sostanze usano non c'è modo di formarsi un giudizio al riguardo. I segreti di solito nascondono cose imbarazzanti!

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  5. zapper says :

    che le LERN funzionino è un dato di fatto, che la loro implementazione sia un fatto meramente tecnologico-burocratico assolutamente no.

    la diffusione di una tecnologia di questa portata equivale agli effetti di una vera e propria rivoluzione industriale (cfr. cicli di kondratiev) con ovvi annessi politico economico militari che si basano ancora su un sistema petrolio dipendente anche se in rapido declino.
    proprio perchè un sistema tende all'autoconservazione questo stato di cose verrà tenuto in piedi il più possibile ricorrendo ormai plausibilmente all'opzione militare, ultima ratio dopo quella politico economica ormai decotta.
    nei periodi di indebitamento generalizzato e non più controllabile le guerre hanno sempre riportato a zero i libri contabili.

    le date che hai snocciolato curiosamente coincidono con quelle di uno studio dell'accademia delle scienze di mosca che negli anni '20 preconizza un nuovo ciclo basato su una nuova base tecnologica (presumibilmente LERN?) ma solo dopo una crisi verso la fine di questo decennio. la questione è approfondita qui:
    http://www.geopolitica-rivista.org/15436/perche-agli-usa-serve-una-grande-guerra/

    per quanto mi riguarda spero solo che con le armi attuali si abbia un barlume di saggezza e ci si fermi prima dell'irreparabile altrimenti, LERN o non LERN, l'alba di un nuovo ciclo non la vedremo di certo.

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