Un primo sguardo sul povero FTSE MIB

È una buona idea rimanere fuori dalle borse finché non arrivino notizie veritiere su un QE3 americano e un QE1 europeo, se non si vuole prendere posizioni short. Se non si stampano soldi bisogna aspettare ancora alcuni mesi che indici, petrolio e altre cose raggiungono i fondi che devono raggiungere.

Anche se dovessero stampare avremmo pochi mesi di ripresa a mio avviso. È da aprile quest’anno che gli italiani perdono massicciamente in borsa. Immagino che tanti che avevano venduto, sono rientrati durante il bull trap finito a fine ottobre. Si chiama bull trap proprio perché è una trappola. Il privato vede che la borsa sale di nuovo, rientra sul tardi, e qualche giorno dopo comincia a perdere, e si ostina a non vendere per non realizzare la perdita.

Basta ricordarsi che non ci sono minimamente le fondamentali per una qualsiasi ripresa borsistica. Da qua in poi si va giù. A meno che 1) i debiti sovrani non spariscano come per magia, e 2) troviamo da qualche parte infinite quantità di minerali, petrolio e terreno agricolo. La discesa sarà ogni tanto interrotta da periodi più o meno lunghi di apparente ripresa economica. Piccole riprese ci saranno sempre, perché i prezzi delle risorse crollano durante le crisi, rendendoli almeno per brevi periodi più accessibili.

Ma mentre aspettiamo che il tutto si stabilizzi a dei livelli incredibilmente più bassi fra 100-150 anni, possiamo sempre continuare a divertirci in borsa. Un modello di analisi tecnica molto semplice per capire quando potrebbe essere il momento di rientrare in borsa, è quello delle medie mobili a lungo termine. È abbastanza grezzo, ma funziona sia su singole azioni che su indici. Si compra l’indice quando la media mobile a 50 giorni incrocia la media mobile a 200 giorni da sotto, e si vende l’indice quando avviene il contrario, cioè quando la MM50 si tuffa sotto la MM200. Il resto del tempo si sta liquidi.

Un tempo, quando succedeva che le borse crollavano, si compravano obbligazioni. A un crollo della borsa, le obbligazini venivano considerati porto sicuro, e aumentavano rapidamente di valore mentre il yield si abbassava. Così nel 2008 anche i Btp erano porto sicuro durante il crollo. Questa volta no, sono poche le obbligazioni considerate alternative, visto che siamo in mezzo a una bufera di debito sovrano. Infatti solo oggi il Bund duennale ha perso più di 12%:

Per illustrare il concetto delle medie mobili ho scaricato da Yahoo Finance la serie storica del FTSEMIB, e l’ho tracciata insieme alle sue medie mobili.

Diciamo che investo €100mila  sul FTSE MIB il 22 ottobre 2004, il primo giorno in cui succede che la MM50 incrocia da sotto la MM200, à 28.520. Appena torna sotto, vendo l’indice, e così via. L’ultima volta che vendo è il 23 giugno 2011, à 19.468.

Ho messo frecce blu dove il metodo dice di comprare, e frecce rosse dove dice di vendere:

Così alla fine i miei 100mila sono diventati €130.900, un guadagno di 30,8%. Questo ovviamente senza contare l’imposta sul capital gain, il 12,5%. Togliendo a ogni vendita il 12,5% dalla differenza, alla fine arriviamo ad avere 120.800€, un guadagno di 20,8%. Un misero rendimento, annualizzato su 7 anni mi viene un 2,73% all’anno. Con una inflazione media di 2% sul periodo, i miei 121mila in realtà valgono meno di 105mila. Molto poco impressionante. Più che un’investimento è una specie di parcheggio protetto contro l’inflazione.

Ma se guardo il FTSEMIB sotto l’ottica del privato a cui viene sempre e comunque consigliato di rimanere fermo nella barca e non vendere perché alla lunga la borsa è il miglior rendimento, allora investo sempre 100mila il 22 ottobre il 2004, e li tengo fino ad oggi. E vedo che i miei 100.000 sono diventati 50.876 euro, una perdita del 49%. Non ho neanche voglia di calcolare quanto valgono veramente.

Bisognerebbe rifare la stessa analisi su tutti i principali indici per capire se il FTSE MIB è davvero da scartare. Certamente il sospetto viene.

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7 responses to “Un primo sguardo sul povero FTSE MIB”

  1. Pinnettu says :

    Con un pò di coraggio in più, sul devil cross, invece di mettersi liquidi si potrebbe andare short e guadagnare di più. Con gli ETF è oltretutto abbastanza facile farlo.

    L’ideale sarebbe impiegare medie mobili più corte, altrimenti si perdono in maniera sensibile i massmi e i minimi.

    Per dire, il golden cross di Luglio 2009, scatta in area 19.000 punti ma il minimo precedente a Marzo 2009 era circa 14.000 punti. Cioè un buon 30% di mancato guadagno per non aver potuto comprare sui minimi.

    Del resto medie troppo corte fanno scattare una marea di “falsi” incroci, e se ne va tutto in comissioni. Se poi i mercati lateralizzano è la fine.

    L’unica maniera sarebbe (anche usando medie mobili lunghe) fare così: usare ETF per non dannarsi la vita e poi, sul golden cross comprare a leva, e sul devil cross shortare a leva.

    Facile a dirsi, ma poi il coraggio manca sempre.

    E comunque, mai sul povero FTSE MIB, è un disatro.
    O sul DAX o sullo STOXX 50. Qualcosa in più la si fa.

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  2. Luca says :

    io sono un povero neofita ma il metodo mi ha incuriosito. oggi ho provato con un po’ di titoli italiani (ENI e ENEL a partire dal 2003) e mi vengono risultati simili a quelli tuoi sul MIB: parti nel 2003-07 con dei bei guadagni, poi negli ultimi 2-3 anni ti mangi quasi tutto, ti rimane un 20-40%. Ne deduco che quando c’è tempesta è meglio rimanere in porto…

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    • oronero says :

      Invece funziona benissimo proprio quando c’è tempesta. Movimento forti su e giù come quello sull OMXS30 http://finance.yahoo.com/echarts?s=^OMX+Interactive#symbol=^OMX;range=my (scusa, devi incollarlo invece di cliccarci sopra) fanno rendere il metodo. È che il FTSEMIB si è mosso in orizzontale per tantissimo tempo, perché non si è ripreso quando gli altri indici sono saliti. I movimenti laterali della borsa italiana ammazzano un metodo così grezzo.

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  3. medo says :

    La quasi totalità del “parco buoi” che investe in borsa, di cui molto sono più o meno senza nessuna coscienza e cognizione e vi vengono trascinati dai cordiali operatori della loro cordiale banca, è ormai stato taglieggiato e lavorato fino all’ultimo. Restano davvero pochi valori da sottrarre ancora alla massa del popolo bue che riesce a metter via ancora qualche soldino…

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  4. fausto / fardiconto says :

    “…Ma mentre aspettiamo che il tutto si stabilizzi a dei livelli incredibilmente più bassi fra 100-150 anni, possiamo sempre continuare a divertirci in borsa…”

    Questa non è una battuta: è un manifesto culturale!

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  1. Conviene investire nelle borse europee? « Energia & Motori - 23 novembre 2011

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