La matematica du jour

Purtroppo ci siamo di nuovo, cioè sopra i sfamosi 7% di yield sul decennale, il livello da molti giudicati insostenibile per l’economia nazionale, visto che si tratta del livello dove il Portogallo, L’Irlanda e la Grecia hanno dovuto cercare aiuto.

Il taglio di capelli haircut sembra inevitabile. Se cominciassimo con un 5%?

Il debito dello stato italiano ora è di 2,3 bilioni o 2.300.000.000.000 €, o 6,5 volte più grande del debito nazionale greco di 350 miliardi di €.

Non so quanto di questo debito sia della BCE, ma se diciamo che la metà dell’aumento dal 2010 sia stata comprata da loro, si tratta di 200 miliardi. (1.900 mld nel 2010 + 400 miliardi = 2.300 mld).

Quindi siamo a 2.100 mld di euro di debiti, considerando che la parte posseduta della BCE è intoccabile.

5% di 2.100 mld sono 105 miliardi, 105.000.000.000 €.

Ma poi si può continuare la speculazione. Di quei 2.100 mld il 15% è in tasca delle banche italiane, cioè 315 miliardi.Il 5% su 315 sono quasi 16 miliardi di euro, che andrebbero in fumo.

Prendiamo la Unicredit, che già ha visto sparire 10 miliardi di euro da un giorno all’altro, perché tutto il loro goodwill si è trasformato in badwill. Una delle banche più grandi del mondo. Secondo la FT posseggono 40 miliardi del debito italiano. Un haircut di 5% su 40 mld sono 2 miliardi di euro.

Bisogna vedere a gennaio se riescono a trovare altri 7,4 miliardi in capitale, necessari per arrivare a un livello decente di capitale Tier 1, nel loro caso il 9,3%, tramite il rights issue. Se oggi l’azione Unicredit oscilla intorno ai 0,75 centesimi, e il rights issue verrà emesso a un 40% di haircut come dall’articolo, sono altre 7,4mld diviso 0,45 cent = 16,4 miliardi di nuovi azioni. Oggi sono 19,27 di azioni, quindi un’aumento delle shares del 85%.

Azioni bancari, qualcuno?

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13 responses to “La matematica du jour”

  1. poldo alias marco says :

    Che senso ha ripudiare il debito solo al 5%? Tanto vale pagarlo tutto…
    Leggo in giro che l’Italia farà un default pilotato ripudiando almeno il 30% del suo debito di 1900 miliardi, anche se secondo me è più facile un haircut dal 50% in su.
    Le banche soffrono? Le nazionalizzassero e chi ha comprati i bot peggio per lui.
    A chi tocca n’sen’gruggna!!

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  2. Pinnettu says :

    A cosa si riferiscono i 400 miliardi di debito che portano il totale attuale a 2300 miliardi?

    Il debito pubblico stava a circa 1850 miliardi nel 2010, arrivando poi nel 2011 a 1900 miliardi.

    PS

    OT . Continua il progressivo calo dello spread fra brent e WTI. Lo scostamento è ormai sceso attorno ai 13 $.
    Superato il collo di bottiglia di Cushing?

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    • oronero says :

      Non trovo più il link! L’articolo parlava di come quest’autunno il debito fosse aumentato da 1,9 a 2,3…Ma se non lo riporta nessun’altro? Solo un rumour quindi e siamo sempre a soli 1,9 zillioni di soldi. Per cushing speravo che me lo dicessi tu che succede.

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  3. Pinnettu says :

    DEBITO

    L’utimo aggiornamento della Banca d’Italia dava un debito a 1883 miliardi nel mese di Settembre.

    CUSHING

    Bohh, io ero fermo all’oleodotto Keystone fermo a Cushing e con una data non certa sul suo completamento fino al Golfo del Messico.
    Che abbiano deciso di portarlo via da Cushing mettendolo in bottiglie? 🙂

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  4. Fabrizio73 says :

    @ Pinnettu
    guarda la storia del “collo di bottiglia” in uscita non mi è mai andata giù, e secondo me è solo un modo come un altro per far alzare il prezzo del WTI.
    In ogni caso ti invito a leggere questo bel post di rischio calcolato che spiega bene la balla del Cushing.
    http://www.rischiocalcolato.it/2011/03/la-balla-di-cushing-come-lamerica-manipola-il-prezzo-del-petrolio-oltre-a-quello-del-gas.html

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    • oronero says :

      @Pinnettu, l’articolo RC cita comunque un articolo interessante della Dian Chu…Giappone potrebbe essere la chiave della forza del WTI ultimamente. È noto che hanno ripreso a consumare da agosto ca, e con un paio di mesi di delay e in più la fine delle SPR si spiega il maggiore utilizzo del WTI nelle raffinerie. Che dici?

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  5. andreaX says :

    Nominate sempre cushing senza spiegare cosa sia:

    “Cushing è una ridente cittadina dell’Oklahaoma dove è stoccato tutto il petrolio WTI che fa riferimento ai contratti futures omonimi.!”

    Mica tutti sono informati, io conoscevo la sindrome di cushing, che è una disfunzione ormonale.

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  6. medo says :

    Con la nomina di Monti, la Presidenza della Repubblica ha dichiarato una guerra civile di banche estere (e poi italiane), corporazioni protette (notai, avvocati) ed industria contro i cittadini. Siamo in una fase di soppressione della Costituzione Italiana e dell’ordine repubblicano, ci sarebbero gli estremi per un putsch militare dei Carabinieri per arrestare Monti, il quale nemmeno si è dimesso dalla carica in Goldman Sachs e apertamente sta lavorando per loro… Inaudito.

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  7. Pinnettu says :

    @ Fabrizio

    Resta il fatto che il WTI era comunque un’anomalia. Brent e paniere OPEC, cosi come il Louisiana S.C. stavano tutti su prezzi più alti.

    Quandanche gli USA si fossero inventati la storia di Cushing per abassare artificiosamente le quotazioni del WTI, prima o poi il suo prezzo avrebbe dovuto necessariamente limare lo spread con gli altri greggi.

    Questo perchè rimango convinto che alla lunga a fare il prezzo sono i fondamentali.

    E dal 2004 che i prezzi MEDI salgono continuamente ed ancora si parla di prezzi che sono alti per la speculazione.

    La speculazione fa gli spike (verso l’alto e verso il basso), condiziona il prezzo sul breve e medio periodo, ma poi sono i fondamentali che tracciano il prezzo sul lungo termine.

    Aldilà quindi delle “manfrine” di tizio e caio, che evidentemente esistono, il prezzo del greggio (WTI incluso) continua a salire perchè il mercato delpetrolio a difficolta strutturali a cui non si può porre rimedio.

    E non è poi nemmeno vero che la domanda è in discesa. Chi lo ha detto?
    Non so quante volte lo scritto. Nel 2011 la domanda si stà assestando su un nuovo record storico.

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