È la Francia il nuovo nero

Appena smaltito il fatto che la Germania ha trovato 55 miliardi di euro nel materasso, arriva la notizia che questo pomeriggio, verso le ore 15, S&P ha erroneamente mandato una mail a dei clienti spiegando che il rating della Francia sarebbe stato tagliato.

Era ora che mandassero un altro paese nel mirino. La Grecia ci ha più che stufati, e anche l’Italia non riusciva più a suscitare interesse.

Ovviamente poco tempo dopo è arrivata la smentita (Bloomberg, BBC), la Francia sarebbe tutta intatta.

“There were heavy rumors related to a French downgrade, but now they’ve been denied,

e

“As a result of a technical error, a message was automatically disseminated toda…

C’è da chiedersi se ormai sono robot che scrivono i mail agli investitori di S&P.

O vogliono forse fare un downgrade ma non osano, e questo era un piccolo tentativo per vedere esattamente cosa sarebbe successo. Quello che è successo è che il decennale francese è salito 27 bps a 3,47 senza poi tornare giù, neanche dopo la smentita.

C’è anche da chiedersi esattamente chi guadagnava se privati e istituti finanziari vendevano en masse i bond francesi. Ma questa è pura speculazione.

La Francia si dichiara furiosa e ha aperto un inchiesta.

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3 responses to “È la Francia il nuovo nero”

  1. poldo alias marco says :

    So che in Francia molte persone fanno i figli per il sussidio che lo stato dà alle giovani coppie disagiate ed alle ragazze madri.
    Incentivare in questo modo la progenie della parte peggiore della popolazione, quella che procrea per usufruire dell’elemosina pubblica, è la via più sicura per avere sia la spesa pubblica che le periferie fuori controllo.
    Bene farà la speculazione a punire un simile paese che invece del rigore e dell’austerità coltiva simili irresponsabili politiche demografiche.

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  2. Paolo B. says :

    Da un po’ gli ‘avvoltoi’ stanno girando intorno alla ‘carcassa’ della Francia. Non hanno ancora il coraggio di fare un affondo diretto, ma il puzzo di carogna di quel paese è sempre più irresistibile, per cui aspettiamoci qualcosa di interessante a breve.
    Alla fine ne resterà solo uno nella UE, la Germania, ma non sarà affatto quella che vivrà felice e contenta nel generale declino delle risorse. E quanto durerà ancora il suo poderoso export in un mondo alle prese con una crisi senza fine?

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  3. eccoGodot says :

    Tutto quello che mi viene da dire di fronte ai catastrofismi dell’Europa è che ci sarà pur la fine di tutti però, dopo, in qualche modo, dovremo pur mangiare.

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