Niente Black Monday domani.

Tempo fa mi sono iscritta alla newsletter della CME per seguire meglio il mercato futures, cioè per non rimanere troppo stupito di fronte a forti aumenti o diminuzioni del prezzo dei contratti futuri delle materie prime.

Nell’ultimo anno ogni volta che arrivava la newsletter era per comunicare un aumento dei margini, si diceva per far fronte della crescente volatilità dei prezzi. Ma come vediamo da un semplicissimo grafico delle variazioni del prezzo spot del Brent dal 2000 ad oggi, negli ultimi due anni non si vede affatto una crescente volatilità:

Durante le due grandi crisi finanziarie c’erano spaventosi variazioni percentuali nella fase di discesa, ma dal basso dei prezzi nel febbraio 2009 ad oggi ci sono stati variazioni giornalieri mai fuori delle due deviazioni standard. Con una eccezione, il 5 maggio 2011, quando i mercati hanno finalmente reagito al fatto che la recessione non era mai finita, correggendo il Brent all’effettiva domanda.

Quindi non è presente il motivo per il quale le borse delle materie prime effettuano aumenti di margine, secondo loro stessi. Il motivo allora potrebbe essere che cercano di proteggere se stessi dai chaos che seguono gli outlier, le grandissime variazioni. Oppure che eseguono ordini da chissachi. È possibile che a livello politico si creda che il prezzo del petrolio è soprattutto risultato di speculazione, e togliendo giocatori piccoli si possano tenere i prezzi bassi.

Venerdi sera a tutti gli iscritti della newsletter CME è arrivata questa mail, con la notiziona evidenziata in rosso.

Grosso punto di domanda, perché io non capivo assolutamente di cosa stessero parlando.

Poco dopo l’arrivo della mail, la notizia è stata commentata su ZH e altri blog, tutti scioccati del fatto che il margine di manutenzione dei contratti di tutti quanti gli strumenti fosse alzato al livello del margine iniziale, cioè una relazione 1:1. Di solito il margine di manutenzione è di ca 26% più basso di quello iniziale. Aumentandolo sarebbero mancati centinaia di miliardi di dollari sul mercato futures, e all’apertura lunedi mattina sarebbero stati buttati fuori dal mercato non si sa quanti trader perché impossibilitati di coprire il nuovo margine.

Ma era anche logico, perché aumentandolo, in futuro si sarebbe almeno in parte evitato la bancarotta di banche d’investimento sottocapitalizzati.

E io stavo giusto cominciando a scrivere un post sul Blackissimo Monday che ci aspettava, causato dal massiccio credit crunch sui mercati futures.

Blackissimo, perché oltre alla bancarotta di MF Global, in questi giorni si legge anche di un’altra banca d’investimenti, la Jefferies, che ogni giorno sul proprio sito produce smentite imbarazzanti sulla loro esposizione verso bond europei, cambiando anche ogni tanto i numeri, quando sono riusciti a liberarsi di un’altro batch di bond illiquidi. Per quanto riguarda MF Global, pare che durante i giorni prima della bancarotta tantissimi clienti abbiano richiesto indietro i loro soldi. La banca, invece di semplicemente fare un trasferimento elettronico, ha spedito i “soldi” in forma di assegno con la posta lumachina. Gli assegni, arrivati dopo la bancarotta, rimbalzano.

Nota. Ci ricordiamo che i blog finanziari stavano già parlando della belga Dexia da ca un anno, prima del crollo e la nazionalizzazione.

E poi Blackissimo perché i mercati europei non sono mai prima stati così illiquidi. Solo venerdi 4 novembre sono stati depositati altre €275 miliardi con la BCE.

Dati: BCE. Li sono al sicuro, lontani da ogni speculazione.

Ma dopo la tempesta in rete creata da quella mail della CME, oggi è arrivata la smentita, del tipo “ma cosa credevate?”

Non si trattava certo di alzare il margine di manutenzione, ma di abbassare il margine iniziale. Questo per salvare i migliaia di clienti della MF Global, che altrimenti verrebbero buttati fuori tramite i margin call domani.

L’effetto è un aumento del rischio perché diventa più economico entrare nel mercato futures. Esattamente il contrario di quanto pensava la blogosfera, che nell’ultimo anno si è abituata a vedere i margini sempre aumentati. E poche ore dopo ha seguito la borsa ICE, facendo la stessa cosa.

Niente Black Monday domani, anzi ci sarà da aspettarsi che almeno le materie prime aumentino tutti quanti. E io che stavo qua ad aspettare che il backwardation sul WTI si sarebbe di nuovo trasformato in un contango.

Ora è arrivata anche la notizia che Papandreou si dimette. G-Pap e Samaras sono riusciti a mettersi d’accordo su un governo di coalizione, e questo era la condizione perché GP si dimettesse. Il nuovo premier sarà Lucas Papademos, aka L-Pap, economista e … (e per una volta uso i puntini) ex Vice Presidente della Banca Centrale Europea! Molto molto positivo per il lato pro-Euro e pro-BAU.

Buon lunedì a tutti.

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One response to “Niente Black Monday domani.”

  1. hermann says :

    “margine di manutenzione dei contratti di tutti quanti gli strumenti fosse alzato al livello del margine iniziale, cioè una relazione 1:1” ovvero cosa significa?

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