Archive | novembre 2011

Liquidity swap déjà-vu

Press release della Federal Reserve del 18 settembre 2008:

Today, the Bank of Canada, the Bank of England, the European Central Bank (ECB), the Federal Reserve, the Bank of Japan, and the Swiss National Bank are announcing coordinated measures designed to address the continued elevated pressures in U.S. dollar short-term funding markets. These measures, together with other actions taken in the last few days by individual central banks, are designed to improve the liquidity conditions in global financial markets. The central banks continue to work together closely and will take appropriate steps to address the ongoing pressures. Continua a leggere…

Liquidity swap déjà-vu

Press release della Federal Reserve del 18 settembre 2008:

Today, the Bank of Canada, the Bank of England, the European Central Bank (ECB), the Federal Reserve, the Bank of Japan, and the Swiss National Bank are announcing coordinated measures designed to address the continued elevated pressures in U.S. dollar short-term funding markets. These measures, together with other actions taken in the last few days by individual central banks, are designed to improve the liquidity conditions in global financial markets. The central banks continue to work together closely and will take appropriate steps to address the ongoing pressures.

Euforia sul FTSEMIB, in caduta di 37% dal picco in maggio 2007.

In due giorni ha fatto +8,6%.

Press release oggi 30 novembre dalla Federal Reserve:

The Bank of Canada, the Bank of England, the Bank of Japan, the European Central Bank, the Federal Reserve, and the Swiss National Bank are today announcing coordinated actions to enhance their capacity to provide liquidity support to the global financial system. The purpose of these actions is to ease strains in financial markets and thereby mitigate the effects of such strains on the supply of credit to households and businesses and so help foster economic activity.

Praticamente uguale. Non ha funzionato tre anni fa. Chissà se l’euforia anche questa volta dura solo due giorni. Lunedì vedremo. Nel frattempo ha già fatto un bel 3,5% in sù. Questa notte S&P ha tagliato il rating a 17 banche, tra cui anche Unicredit. Senza la massiccia iniezione di liquidità c’era da aspettarsi una giornata borsistica da incubo.

American Airlines getta la spugna, più o meno.

Ieri la storica compagnia aerea American Airlines ha chiesto di fare bancarotta sotto protezione del chapter 11. Altre compagnie che in passato non sono riuscite a reggere costi crescenti del carburante sono Delta, US Airways e United Airlines. Continua a leggere…

American Airlines getta la spugna, più o meno.

Ieri la storica compagnia aerea American Airlines ha chiesto di fare bancarotta sotto protezione del chapter 11. Altre compagnie che in passato non sono riuscite a reggere costi crescenti del carburante sono Delta, US Airways e United Airlines.

La compagnia ha presentato numeri rossi 14 degli ultimi 16 trimestri, ma la “chapter 11” permette di continuare le operazioni come se niente fosse. I debiti superano gli asset di 5 miliardi di dollari. Il chapter 11 permette alla compagnia di togliere benefit e cacciare dipendenti senza penali, in attesa di quel miracolo che porterebbe numeri verdi nel bilancio.

Il miracolo in questo caso sarebbe prezzi del jetfuel ai livelli del 2004, ma sono tempi che non torneranno mai più. Se le compagnie in totale nel 2011 hanno fatto 1% di margine, nel 2012 secondo la IATA, il settore sarà in perdita.

Sempre la IATA stima che in ottobre i passeggeri americani erano il 1,9% in meno rispetto a settembre. Traffico merci -4,7%.

Ci sono due scenari possibili:

  • Crisi economica e passeggeri e merci viaggiano molto meno. Negativo per il settore.
  • L’economica si riprende, il prezzo del petrolio cresce fortemente. Negativo per il settore.

E per chi crede che le compagnie sono hedgate contro il caro-carburante verso l’infinito e oltre, rileggete il post “Il fuel hedge non li salva“.

Alla fine, le poche compagnie aeree che rimarranno in piazza,  avranno prezzi proibitivi per il turismo di massa, esattamente come all’inizio della storia dell’aviazione civile. Sarà per i viaggi d’affari e per i famosi 0,1%.

Traffico cargo perfettamente nel trend

I numero assoaeroporti per luglio-settembre non hanno niente di eccezionale.

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Traffico cargo perfettamente nel trend

I numero assoaeroporti per luglio-settembre non hanno niente di eccezionale.


Gli anni eccezionali erano il 2009 con valori al minimo tranne una piccola ripresa verso la fine, il 2007 che ha iniziato e finito alto, e il 2008 con il totale più alto di tutti, più di 1 milioni di tonnellate, ma con un pattern stagionale diverso dagli altri anni. Iniziato molto alto, continuato nella media, per poi non rallentare in agosto, e poi il crollo negli ultimi mesi dell’anno.

Per ora il traffico cargo del 2011 ci comunica un bel business as usual.

Anche normalizzato:

C’è solo quella piccola anomalia inizio anno, l’unico anno dove febbraio trasportava meno di gennaio. L’aumento medio per l’ultimo trimestre rispetto ai primi nove mesi è di 36%. Visto che finora l’anno sembra perfettamente nella norma alla fine le tonnellate per il 2011 dovrebbero essere 952mila ca e superare i 943 mila del 2008. Vedremo.

Traffico passeggeri, nuovo record in agosto

Quando ho scritto il post sui numeri Assoaeroporti in agosto pensavo veramente che a rilascio dei dati per il mese di agosto si sarebbe già visto una flessione. Invece gli italiani hanno continuato a viaggiare come mai prima.

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Traffico passeggeri, nuovo record in agosto

Quando ho scritto il post sui numeri Assoaeroporti in agosto pensavo veramente che a rilascio dei dati per il mese di agosto si sarebbe già visto una flessione. Invece gli italiani hanno continuato a viaggiare come mai prima.


Soffro di un normalcy bias. Cioè il normalcy bias di chi si muove all’interno dei blog in qualche modo legati a peak oil. Probabilmente dovrei guardare più spesso il TG4 per ricordarmi che quest’estate per il 99,9% della gente tutto era BAU. Nessun bisogno di mettere via i soldi per il futuro.

I trasporti passeggeri hanno fatto un nuovo record in agosto, di 16 milioni di viaggi, di cui il 60% ca sono internazionali.

I trend sono intatti. Febbraio quest’anno ha fatto il minimo di passeggeri, come nella maggioranza dei casi. Gli eccezioni sono il 2001 con minimo a novembre a seguito dell’attentato alle Twin Towers, e il 2002 e 2004 con minimi a gennaio.

Anche il trend dell’aumente della differenza annuale è a posto. Ogni anno la differenza tra il minimo e il massimo aumenta. Ovviamente sia minimo che massimo aumentano, di rispettivamente 52% e 69%, ma dal 2000 la differenza tra minimo e massimo è praticamente raddopiato, a 96%.

Posso solo speculare che tante persone che prima riuscivano a farsi un paio di weekend lunghi fuori stagione a Londra, per poi passare l’estate in Puglia, risparmiano quei mille euro per volare d’estate in un paese più economico.

Fine del rilascio dalle SPR

Il rilascio di Strategic Petroleum Reserves quest’estate ha reso la correlazione tra inventario SPR negli Stati Uniti e il prezzo spot del WTI ancora più alto, 0.87 (da 0.86 a fine giugno). Una correlazione alta indicherebbe che più viene stoccato nelle SPR, più alto sarà il prezzo WTI. È già successo varie volte nel passato che lo SPR fosse stato usato per correggere un prezzo che evidentemente veniva considerato troppo alto. Continua a leggere…

Fine del rilascio dalle SPR

Il rilascio di Strategic Petroleum Reserves quest’estate ha reso la correlazione tra inventario SPR negli Stati Uniti e il prezzo spot del WTI ancora più alto, 0.87 (da 0.86 a fine giugno). Una correlazione alta indicherebbe che più viene stoccato nelle SPR, più alto sarà il prezzo WTI. È già successo varie volte nel passato che lo SPR fosse stato usato per correggere un prezzo che evidentemente veniva considerato troppo alto.

La prima volta durante la guerra del golfo. La seconda volta nel 2000, senza cartellino nel grafico, perché non c’era un evidente motivo. OPEC aveva aumentato la quota ben quattro volte in un anno senza che il prezzo scendesse. Questo perché la crisi asiatica aveva distrutto domanda, seguito da un taglio della quota OPEC nel 1998 per riportare i prezzi a un livello normale, e una ripresa dei prezzi dal 1998 al 1999. Ma neanche 3 milioni di barili in più al giorno tra il 1999 e il 2000 ha mosso il prezzo sotto i 25$, ci è voluto la SPR, e ulteriori 500mila di quota OPEC.

Poi l’Uragano Katrina, la crisi finanziaria del 2008, e infine la minaccia di recessione di quest’estate.

Nel novembre del 2001 qualcuno deve aver raccontato a Bush jr di peak oil, infatti ha deciso che la SPR sarebbe stata riempita completamente, traguardo raggiunto in febbraio 2010 con 726 milioni di barili. Il paese più potente e ricco del mondo ha impiegato 8 anni e 3 mesi per aggiungere altri 10 giorni di consumo, arrivando a una riserva strategica totale di 40 giorni.

Le ending stocks escluse le SPR dovrebbero avere una correlazione negativa con il WTI, perché più rimane nei magazzini a fine giornata, meno domanda c’è stata, e di conseguenza il WTI dovrebbe scendere. Invece c’è come prima una debolissima correlazione praticamente zero. Come dire, il prezzo WTI non c’entra niente con le ending stocks. Ovviamente si può trattare di una capriola logica mia. Possono essere due le forze che influenzano quella correlazione. Quella prima descritta, che darebbe una correlazione negativa. E poi una positiva: Prezzi spot alti lasciano i magazzini pieni. Due correlazioni che si estinguono. Il solito problema della gallina e l’uovo.

Invece leggiamo tutte le settimane che gli inventories sono scesi/aumentati e poi leggiamo che il prezzo di conseguenza è aumentato/sceso. Si seguono bene:

Ma veramente soltanto perché le “Ending stocks di crude oil and petroleum products” contengono le SPR.

Escludendo le SPR la correlazione dovrebbe essere negativa, invece non c’è proprio, come detto prima, soli 0,09:

Continuo convinta che i grandi aumenti di prezzo possono in parte dipendere da grandi aumenti di inventario. Non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo, soprattutto la Cina.

Infatti, con un po’ di ritardo dopo la fine del rilascio dalle SPR a metà settembre, il prezzo WTI ha ripreso a camminare.

Si leggono sempre più spesso articoli da negativi a molto negativi sulla Cina. Se loro dovessero smettere di accumulare, o addirittura rilasciare petrolio dalle riserve per aiutare l’economia, potremmo vedere scendere velocemente il greggio.