Primavera della sharia

Dopo l’assasinio di Gheddafi è necessario porsi delle domande sul futuro del paese. Quello che la stampa chiama la primavera araba, sottolineando che un paese ha tutto il diritto di liberarsi di un dittatore, potrebbe rivelarsi un inverno sharia. Oggi tutti i canali Internet parlano del fatto che Mustafa Abdul-Jali, il leader del governo interim, vorrebbe garantire che la futura legislazione del paese si baserà sulla sharia, le leggi islamiche, e che tutte le vecchie leggi in contrasto con la sharia saranno nullificati.

Obama sembra contento.

“After four decades of brutal dictatorship and eight months of deadly conflict, the Libyan people can now celebrate their freedom and the beginning of a new era of promise,” Obama said in a statement.

Forse se sente rassicurato dalla tradizionale rhetorica presidenziale:

“This revolution was looked after by God to achieve victory,”

Spinosa la questione della democrazia. Qua la maggioranza ha vinto dopo una lotta violenta. Ma le leggi sharia sono tutt’altro che democratici, se vogliamo applicare la nostra idea di democrazia, dove anche le minoranze e gruppi economicamente deboli, hanno diritti, oltre a doveri.

Abbiamo già visto cosa succede in Egitto. Chiese cristiane bruciate. I cristiani sono il 10% della popolazione, e hanno marciato anche loro contro il governo Mubarak, ma ora vengono assassinati dai loro co-manifestanti. Le carte d’identità contengono la voce religione. In Pakistan i pochi politici musulmani che proteggono i cristiani vengono assassinati. Domani mattina aspettiamo i risultati dalle elezioni in Tunisia, e speriamo in bene per i 25.000 cristiani e i 1.500 ebrei:

The Bergaouis both said they came in part to vote against Ennahada, the once-banned moderate Islamist party that consistently scored highest in public opinion polls in the weeks leading up to the election.

E in Libia i ca 100.000 cristiani stavano dalla parte di Gheddafi. Forse perché sapevano già che gli avversari, guidati da al-qaeda, non certo lottavano per l’uguaglianza delle minoranze cristiane, anche se questa volta aiutavano la NATO. Dalla Bosnia, all’Iraq, all’Afghanistan, e ora Libia.

Un popolo che si libera della dittatura elimina anche la protezione delle minoranze. Più andranno avanti queste primavere più vedremo fuggitivi religiosi cercare la sicurezza in Europa. Dopo Saddam i ca 3% di iracheni cristiani hanno avuto tempi molto duri, e per esempio la Svezia ha ricevuto tantissimi fuggitivi cristiani dall’Iraq. Se vogliamo stare dalla parte di chi si libera della dittatura dobbiamo poi anche ricevere quelle migliaia di persone che vengono scartate dalla nuova regime.

2 responses to “Primavera della sharia”

  1. medo says :

    100 000 libici cristiani in fuga dalla impoverita ed incattivita futura Repubblica Islamica di Libia faranno molto comodo per raccogliere pomodori, meloni ed angurie italiane nei prossimi 20 anni a un paio di Euro al giorno di paga. O a “6000 Nuove LIre al giorno”, se continua di questo passo.

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