Agente immobiliare, uno di quei lavori con poco futuro

Un settore che sta già soffrendo moltissimo la crisi è quello immobiliare. Cioè le agenzie. Potrebbe essere che il mercato, nel senso dei prezzi degli immobili in centro città, rimarrà abbastanza stabile, visto che gli italiani tendono a tenerseli stretti, gli immobili. Ma proprio vendendo e comprando meno, chi ci perde? Gli agenti. Il 2008-09 ha fatto strage tra le agenzie, ma quest’anno quelli già defunti avranno probabilmente tanti nuovi vicini di cimitero.

A seguire: i miei soliti calcoli demenziali.

Oggi nell’edizione digitale di IlSole c’è un articolo che parla del forte calo dei mutui in Italia nel 2011. Settembre YoY -23% e per l’anno intero si proietta un -18%. Da 700mila in un anno normale, ovvero il 2010, ai 570mila dell 2011. L’importo medio è sceso di 3mila euro a 136mila.

In un anno normale le banche prestavano allora 139mila x 700mila = 97miliardi di Euro. Quest’anno le banche prestano 136mila x 570mila = 77 miliardi di Euro. 20 miliardi in meno rispetto all’anno scorso sono davvero tanti.

Secondo l’articolo del Corriere sono i privati che non chiedono più i mutui, per insicurezze sul futuro. Ma potrebbe benissimo trattarsi di un rifiuto delle banche di prestare soldi visto i loro crescenti costi per farseli prestare a loro volta. È noto che hanno problemi di liquidità. Come ho scritto in aprile le banche italiane usano un weight of risk del 20%, e in più deve tenere l’8% di capitale, di cui 4% sono probabilmente asset tossici. Quindi sui 97mld dovevano tenere 1,6mld di capitale, quest’anno sui 77mld prestati gli bastano 1,2mld. Questi soldi si possono creare con per esempio delle obbligazioni garantite – covered bonds – dai mutui stessi. I compratori dei bond sarebbero così al sicuro di un eventuale fallimento della banca. Ma se sono vere le voci in rete, che le case vengono tolte e poi rimesse con prezzi più bassi il rating AAA di queste obbligazioni si dissolve, e il creditore non rivede i suoi soldi. Per non parlare del fatto che la banca, per vendere queste obbligazioni in tempi di crisi, deve offrire interessi più alti di quanto guadagna sui mutui.

Se suppongo che gli italiani che necessitano di un mutuo devono pagare almeno il 20% della casa in contanti, significa che il prezzo medio delle case comprate con mutuo è sceso da 174mila a 170mila dall’anno scorso. Prezzi stabili, per un paese in profonda crisi.

Poi, suppongo che il 50 % delle case viene venduto tramite agenzia.

Se un’agenzia italiana percepisce il 4% sull’immobile venduto, mi viene che gli introiti delle agenzie sulle case vendute con mutuo si aggira intorno ai 97mld x 50% x 4% = 1,94 mld per l’anno 2010, e 77mld x 50% x 4%  = 1,54 mld per il 2011.

Quindi, solo sulle case vendute con mutuo, il settore immobiliare ha diminuito il giro d’affari di 400 milioni di Euro rispetto al 2010.

Mi sono scaricata un documento Istat che indicherebbe che le compravendite con mutuo sono il 95% ca del totale. Quindi dobbiamo aumentare i nostri 400 milioni del 5% = 420 milioni di € in meno di giro d’affari delle agenzie immobiliare in Italia nel 2011 rispetto al 2010.

Se diciamo che un singolo agente faccia 20 vendite all’anno, al prezzo medio di 200mila euro, sono €4.000.000 guadagnando all’agenzia il 4%, €160mila. €420milioni divisi questi €160mila ci dà 2.625 agenti immobiliari senza lavoro.

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8 responses to “Agente immobiliare, uno di quei lavori con poco futuro”

  1. sinbad says :

    Secondo me la situazione è ancora più grave.
    Ho letto da qualche parte che molti costruttori vorrebbero abbassare i prezzi causa stock di invenduto ma le banche, loro creditrici, glielo impediscono (gentilmente?) perchè ne hanno in mano le ipoteche.
    In pratica dovrebbero svalutare gli assets.
    La questione è: quanto possono resistere in assenza di crescita del Paese e con l’austerity?
    Per me le seconde case nelle località di mare e molte aree periferiche delle città rischiano svalutazioni….epocali….
    Altro che agenti immobiliari…qui rischiano di saltare costruttori e i loro lavoratori!
    Anche se, secondo me, sarebbe anche giusto perchè i costruttori oltre ad aver mangiato molto negli ultimi anni sono anche una delle colonne portanti del sistema corporativistico della politica italiana..discorso lungo da fare.
    In sostanza se saltano i costruttori si portano dietro molti politici…

    Vedremo.
    ciao
    sinbad

    Ps. riesci a trovare una statistica sullo stock di invenduto tipo quelle che si trovano negli Stati Uniti?

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  2. Anonimo says :

    redistribuzione dei redditi lotta alla rendita indirizzi di politica ECONOMICA CERTI! questa è la sTrada X TENTARE UNA RISALITA QUALCUNO MI SPIEGHI COME DOVREBBE ESSERE QUESTA RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO? .la crescita?dove in quali settori come ?a queste condizioni socio politiche(schizzate) ed economiche depresse.le cinque vetuste stantie ricette bce confindustria esprimono solo una forma mentis incapace (convenienza) di capire lo sTAtodelle cose…non basta l’indignazione tardiva della scapigliata grunge marcegaglia supina x lustri al suo mentore di riferimento il presidente -padrone x dare una scossa al paese.l’invenduto di immobili in italia è enorme…mi stupisco solo che i prezzi restino ancora così alti.non penso sia solo colpa delle banche.lo shock immobiliare in italia è solo agli inizi…meglio se si fassero piantati alberi giovanI….

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  3. Marco Fadda says :

    la situazione..generale vede un mercato bloccato dai grandi interessi che hanno le banche, nei mutui totali erogati negli ultimi 10-15 anni.
    se vuole fare una bella ricerca dovrebbe trovare il dato riferito alle compravendite finanziate con il 20 % in piu’ del valore…..cosa che continuano a fare le banche anche oggi mentre scrivo…
    la finanza non ha imparato nulla dalla crisi..anzi..
    loro mettono soldi che stampano e i cittadini “stolti” comprano case buone…
    quando la crisi miete vittime, alle banche rimangono mattoni buoni…e ai cittadini debiti per soldi falsi.
    agenti immobiliari??
    come tutti i lavori….che si perdono, anche questa professione…ha i suoi posti di lavoro persi.

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    • Anonimo says :

      ” … alle banche rimangono mattoni buoni…”
      E che se ne fanno? Mi dici? Li vendono? A chi?
      Metti che una banca abbia un credito 100 garantito da un immobile; questo va all’asta e prima o poi va venduto; ma se non va venduto entra la banca in asta e si compra l’immobile e loporta in bilancio; mettiamo che lo paga 80 e che, di quella cifra, ilc uratore alla fine gira al creditore banca 70: conquesto la banca ha già una perdita 30 sul suo credito (oltre alle spese recupero, che non sono bazzeccole).
      Ma poi te le vedi le banche a tentare di vendere decine/centinaia/migliaia di case/appartamenti ecc ecc?
      Altro che mattoni buoni…
      Giorgio Antonello

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      • marco fadda says :

        vedi..
        il porblema è che le banche stanno difatto bloccando il mercato, perchè la discesa giusta dei valori, non giova certo a loro.
        poi vorrei anche dire che le intermediazioni in italia, rispetto al monte venduto degli immobili, non supera il 50% del totale..quindi al situazione è ancora peggio.
        tornando alle banche si tratta di capire che se hanno la propietà dell’immobile che il cliente non paga, possono sempre affittarlo..aspettare che passi la guerra…in pratica slavano i loro interessi….come durante una guerra.
        è un errore drammatico pensare che le banche da una situazione cosi’ ci perdono..
        I matotni sono molto , molto buoni..ripsetto agli euro che vengono stampati a dismisura in europa.
        non è difficle capirlo.
        senza contare che dal cambio lira euro, le banche hanno praticamente raddoppiato il valore immobiliare degli immobili di loro proprietà o di loro influenza (gravati da ipoteca)
        insomma…..

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  4. fausto / fardiconto says :

    Abbiamo grossomodo 24 milioni di famiglie, e 31 e rotti milioni di unità abitative civili dichiarate, diceva Istat poco tempo fa. Che non comprendono ovviamente i rustici troppo grandi o le abitazioni nascoste sotto forma di magazzini, e nemmeno la roba abusiva. In questa condizione, potremmo ospitare l’intera popolazione della Romania o dell’Australia senza costruire una sola casa in più.

    Le leggi del mercato dicono che, in una simile condizione, gli appartamenti dovrebbero valere meno delle pietre che li compongono. Ma il mercato è una favola. Al mio paese stanno esplodendo gli immobiliaristi, e la banca locale sapete che fa? Si ricompra le case invendute per impedire che finiscano sul mercato. Come dire che usa i soldi dei correntisti (noi) per impedire loro (a noi) di avere la casa che hanno (abbiamo) costruito con il loro (nostro) lavoro. Ci rendono un ottimo servizio, vero?

    La banca agisce così perché le sue quotazioni sono legate agli immobili in soprannumero che ha finanziato. Se la bolla scoppia a fallire non saranno più costruttori (già scomparsi dall’estate del 2008!) o agenti (già scomparsi anch’essi da almeno due anni!), ma semmai gli ultimi detentori di questa montagna di illusioni: le banche stesse. E questo getta ombre poco rassicuranti sul futuro.

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  5. medo says :

    Basta farsi un giretto nei nuovi quartieri di Madrid dove interi palazzi appena costruiti valgono poche migliaia di Euro e ci vivono 3 famiglie invece che 60 per capire che fine farà quel poco di edilizia “nuova” italiana tirata su nel quinquennio 2007-2012 su concessioni in periodo 2000-2007. Tutto questo è servito a far tirare avanti molto comuni, moltissime aziendine, la totalità delle banche italiane.
    Se ne salveranno pochi alla fine del periodo di cementificazione dell'”ultima speculazione”, come mi piace chiamarlo.

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