La vera polveriera

Ultime dal medioriente.

In Arabia Saudita hanno ripreso a protestare nella città shiita al-Qatif, con finora 14 persone ferite.  Oppure 24, dipende se guardi le proteste da parte dei cittadini o dello stato. La maggioranza delle persone sono state ferite dopo che le forze di sicurezza hanno aperto fuoco sui manifestanti. È la prima volta che la polizia non spara in aria, ma direttamente sulla gente. Pessimo sviluppo.

Poi:

The Saudi statement alleges that the recent protests were stirred up by an unnamed foreign power, by which it invariably means Iran.

L’Iran è un paese shiita e viene sempre incolpita dall’Arabia Saudita quando ci sono manifestazioni antigovernative. L’unica prova presentata dall’AS sono le simpatie espresse dai media iraniani durante le manifestazioni contri i regni sunni in Bahrain e in Arabia Saudita.

Guardando da lontano sembra che la questione scottante per l’Iran sia invece la questione Israele, tanto importante che l’Iran come unico paese, a parte gli US e Israele stessa, si è opposto alla proposta dell’UN di riconoscere Israele e Palestina come stati separati.

Per questo Ahmadinejad ha anche protestato contro un’impianto radar posizionato dalla NATO nel sud della Turchia, perché potrebbe servire all’alleanza per proteggere l’Israele in caso di una guerra dell’Israele contro l’Iran.

They don’t want to let our missiles land in the occupied territories if one day they take action against us.

In realtà la Turchia non è molto contenta di dover ospitare materiale bellico di qualsiasi tipo per proteggere Israele, perché l’amicizia turco-israelita è finita quando la Turchia con esattamente quello in mente ha scelto di sostenere l’azione “Ship to Gaza”.

Nella questione Israele la Turchia quindi sta dalla parte dell’Iran, ma allo stesso tempo ha bisogno di migliorare la posizione con Washington nella mobilitazione contro la Siria, ancora in guerra contro il proprio popolo. Infatti la Turchia sta cercando di provocare la Siria in tutti i modi, tra l’altro ospitando un colonnello fuggito dalla Siria, e fra poco conducendo un’esercizio militare nella regione Hatay, da tempo terra di conflitto tra la Turchia e la Siria.

Ma la Siria non è senza alleati. Si la Cina che la Russia hanno votato contro le sanzioni imposte dalle Nazioni Unite.

“The U.S. is outraged that this council has utterly failed to address an urgent moral challenge and a growing threat to regional peace and security,” U.S. Ambassador Susan Rice said after the vote. She called Russia’s veto a “slap in the face.”

Rice walked out of the chamber after Syrian Ambassador Ja’afari Bashar Ja’afari accused the U.S. of “partaking in genocide” by supporting Israel at the UN.

La Russia non vuole perdere un buon cliente nel commercio delle armi, e per di più vuole continuare a usare la Siria come base navale. Hanno investito moltissimo a Tartus. Corrono voci di una flotta russa nel Mediterraneo. E qua. La Turchia si deve ricordare di non minacciare gli interessi della Russia, nel suo sforzo di diventare il superpotere mediorientale, ora che il sogno europeo sembra irraggiungibile o semplicemente non più così allettante.

In questo caso sembra che gli interessi russi siano di proteggere i diritti del Cipro di esplorare il mare per le riserve di idrocarburi, e mandano addirittura un portaerei in zona, intorno al 19 novembre quando la compagnia americana Noble Energy dovrebbe cominciare le trivellazioni.

Per sommare, la Turchia sta con Iran e Egitto contro Israele. La Turchia sta contro la Siria.

La Russia sta contro la Turchia e con la Siria. Come scusa usa il Cipro.

L’Arabia Saudita sta contro l’Iran e con il Bahrain, contro la Siria, e anche con la Turchia con la quale i sauditi hanno sempre avuto relazioni buone. Inoltre sembra che il regno si stia lontanando dagli US nelle sue politiche sull’Israele:

Saudi Arabia would no longer be able to cooperate with America in the same way it historically has… Saudi leaders would be forced by domestic and regional pressures to adopt a far more independent and assertive foreign policy.

Finita l’era “Oil for security”. Ora faranno da se? Di conseguenza potrebbero andare giù pesanti sull’Iran per evitare che si rinforzi l’influenza iraniana su Lebanon, Siria, Yemen, Iraq e ovviamente anche Palestina.

E l’ex potere Egitto in tutto questo, cosa fa? Sta sudando. Il pacchetto di schiav salvataggio IMF prima non voluto ora viene discusso come possibilità per il paese di continuare a pagare gli interessi sui bond. L’Egitto preferirebbe essere finanziato da Riyadh, che ha già dato $500 milioni, ma ora sarebbero necessari quasi $4miliardi più altre $3miliardi dagli altri stati del Golfo. Un finanziamento da parte di IMF forse gli legherebbe troppo le mani dietro la schiena. Tenere il confine con Gaza aperto potrebbe diventare un problema.

Insomma, la polveriera è questa. La questione non è tanto se, ma quando.

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5 responses to “La vera polveriera”

  1. sinbad says :

    Sbaglio o hai battuto Tyler Durden di zh? …non ti starai montando la testa ;-)))

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  2. Loris says :

    Perfetto!
    Aggiungerei solo che, se fino ad ora non sono riusciti a trovare un motivo valido per una guerra preventiva all’Iran, è solo perché Ahmadinejad (speriamo) non è sciocco quanto Saddam da andare a felicitarsi pubblicamente in caso di un attacco terroristico su Israele (un auto-attentato, ma non nel senso di autovettura, quanto piuttosto di Mossad)!
    Ps: non si parla più di costruzione dell’atomica iraniana. Era solo una montatura? Un po’ come quella delle armi di distruzione di massa irachene?
    Certo che dovrebbero inventarsi qualcosa di nuovo per scatenare la nuova offensiva, perché ormai i soliti argomenti li conosciamo tutti.
    Pps: ma non è che per caso i sauditi si sono apprestati a dare concessioni alle donne x evitare di essere attaccati nel nome delle pari opportunità?? 🙂 il medio oriente sembra sempre più alle docce del carcere: tutti con le spalle al muro e le chiappe strette… Coscienti purtroppo che a qualcuno toccherà! O no??!

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