Archive | ottobre 2011

Gatto morto che rimbalza

In questo momento le borse sono felicissime. Stanotte l’ennesimo incontro tra i vari premier ha portato finalmente a un accordo accettato anche dalle banche. Cioè da te, che hai un mutuo.

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Gatto morto che rimbalza

In questo momento le borse sono felicissime. Stanotte l’ennesimo incontro tra i vari premier ha portato finalmente a un accordo accettato anche dalle banche. Cioè da te, che hai un mutuo.

La Grecia pagherà il 50% dei suoi debiti. Una bancarotta quindi perché in realtà non pagheranno mai neanche questi 50%. Questi 50% equivalgono a 100 miliardi di Euro, e gli esperti si permettono di indovinare che entro il 2020 questo abbasserà il debito sovrano greco a 120% del PIL.

Questo estate le banche avevano accettato il 21% di ristrutturazione, ma non era minimamente sufficiente. Nell’ultimo mese la situazione era diventato un incubo, anche per chi cerca di seguire le news economiche. Ogni mattina si leggeva una delle seguenti notizie:

Crisi -> Meeting Merkel – Sarkozy. Banche non d’accordo. Nessuna soluzione.

Crisi -> Meeting Trichet – Rompuy. Banca non d’accordo. Nessuna soluzione.

Crisi -> Meeting in contemporanea a Brussel e Parigi di primi ministri da una parte e presidenti di banche dall’altra. Confusione totale. Nessuno d’accordo con nessuno.

Etc.

Ma stanotte come per magia ben 14 leader europei si sono messi d’accordo. Solo cinque giorni prima del summit europeo.

Per non distruggere le banche europee, viene alzato il requisito di capitale a 9%, cioè 1bps sopra i requisiti di Basel3.

La European Bank Authority – EBA indovina che le banche avrebbero bisogno di 106 miliardi di €, tondi tondi, per arrivare a quei 9%.

Banche considerate solidissime, come la svedese Handelsbanken – considerata tra i più solidi al mondo – possono essere tra i più bisognosi se pieni di mutui, CDS, bond francesi e altre cose ufficialmente non considerate tossiche, perché i calcoli vengono fatte con dei “weight of risk” più alto di quanto darebbe lo storico. Come ho scritto in Prestiti, Basilea e Banche a proposito di mutui:

Per il tuo mutuo c’è un altro weight of risk, calcolato dalla banca centrale basato sullo storico. Se in passato spesso i mutui di un certo paese non venivano ripagati, cioè andavano male, una banca centrale aumentava questo fattore. Ma se durante gli ultimi diciamo venti anni i mutui venivano sempre ripagati, magari perché c’era una bella espansione dell’economia, il “weight of risk” diminuiva.

Per chi non capisce da dove verranno tutti questi soldi, visto che non ci sono, è arrivata la notizia rassicurante che saranno in primis le casse degli stati europei da pagare, e quando queste saranno vuote, il fondo ancora inesistente EFSF di 440 miliardi.

E visto che ufficialmente la cifra necessaria per il bailout solo delle banche europee sarebbe di 106 miliardi, ma tutti sanno già che non basteranno, i leader europei stanotte si sono inventati due modi per estendere il EFSF a 1.000 miliardo di euro, senza dover pagare una lira in più.

I mille miliardi dovrebbero bastare anche per tenere galleggianti l’Italia e la Spagna fino alla Q2 2013, che necessitano di €900 mld. Ma se la crisi si estende anche al Belgio e alla Francia, ci vorranno 2,3 mila miliardi di euro entro Q2 2014. Leggete il pezzo ZH  sulla questione. È molto lungo ma molto lucido.

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Per ricapitolare:

I bull hanno auto tutto quello che volevano, tranne una stampante europea vera e propria. Ma la triste verità è che la situazione fondamentale non è cambiata per niente, e i problemi strutturali sono ancora in piedi, se non addirittura rinforzati.

È un ottima cosa che i requisiti di capitale vengono alzate. Ma il costo sarà portato dai privati con i mutui. È ridicolo pensare che avranno bisogno di soli 106 miliardi di euro.

Ovviamente i mutui più costosi porteranno a meno consumi, meno investimenti, più disoccupazione e meno tasse in tutti i paesi europei, così esasperando i debiti sovrani.

In tutto questo la Grecia ha fatto una specie di bancarotta volontaria, con la pistola alla tempia. G-Pap è contentissimo, dice che per la Grecia inizia una nuova era. In pratica significa che la Grecia ha avuto il permesso di continuare a indebitarsi.

Non so quanto durerà la felicità delle borse. Per me stiamo sempre andando dritti verso un massiccio buco nero di recessione.

L’Europa ora dovrebbe lavorare 24h su 24 per far funzionare quanto descritto sopra.  Un compito impossibile, quindi invece vedremo altri flussi notiziari che parlano di riunioni e meeting e riunioni incrociati dove i nostri leader discuteranno esattamente come mettere in piedi il salvataggio.

Da wikipedia:

Another type of secondary trend is called a bear market rally (sometimes called “sucker’s rally” or “dead cat bounce”) which consist of a market price increase of only 10% or 20% and then the prevailing, bear market trend resumes.

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Disclaimer: ieri sera ho venduto le ultime azioni. Non ero per niente sicura che avrebbero tirato fuori una soluzione stanotte. Chiaro che è un po’ amaro vedere salire oggi le borse così determinate. Ma la loro soluzione non cambia niente in quanto non si tratta di una soluzione, ma solo di quel tipo di scotch che Ryanair usa per riparare i loro aerei. Questo è un bull trap, e poi si continua giù. Un guadagno è un guadagno solo quando viene realizzato e si sa quello che si ha ma non quello che si avrà etc etc.

Cina: preparatevi al tuono dei cannoni

Intorno alla Cina ci sono acque molto ricche di pesci ma potenzialmente anche ricche di petrolio e gas. Sia il South China Sea in condivisione col Vietnam e le Filippine, che l’East China Sea con interessi del Giappone, del Taiwan e della Corea vengono da anni contesi dai paesi della regione, appunto in contrasto con la Cina.

Oggi sul Global Times, un giornale grande con legami forti al partito comunista, viene spiegato come intende reagire la Cina se i paesucci intorni al gigante non la smettono di dare fastidio.

If these countries don’t want to change their ways with China, they will need to prepare for the sounds of cannons.

Conflicts and disputes over the sovereignty of the seas in East Asia and South Asia are complicated. No known method exists to solve these issues in a peaceful way.

In realtà si tratta di molestie da parte dei cinesi, che in misura crescente mandano pescherecci ma anche “pescherecci” in acque territoriali di altri paesi, che poi si sentono giustificati a sequestrare tutti questi pescherecci. L’ultimo episodio sono 25 piccole barche sequestrate dalle Filippine.

Cina: preparatevi al tuono dei cannoni

Intorno alla Cina ci sono acque molto ricche di pesci ma potenzialmente anche ricche di petrolio e gas. Sia il South China Sea in condivisione col Vietnam e le Filippine, che l’East China Sea con interessi del Giappone, del Taiwan e della Corea vengono da anni contesi dai paesi della regione, appunto in contrasto con la Cina.

Oggi sul Global Times, un giornale grande con legami forti al partito comunista, viene spiegato come intende reagire la Cina se i paesucci intorni al gigante non la smettono di dare fastidio.

If these countries don’t want to change their ways with China, they will need to prepare for the sounds of cannons.

Conflicts and disputes over the sovereignty of the seas in East Asia and South Asia are complicated. No known method exists to solve these issues in a peaceful way.

In realtà si tratta di molestie da parte dei cinesi, che in misura crescente mandano pescherecci ma anche “pescherecci” in acque territoriali di altri paesi, che poi si sentono giustificati a sequestrare tutti questi pescherecci. L’ultimo episodio sono 25 piccole barche sequestrate dalle Filippine.

Libia e prezzo del petrolio

Un’altra domanda da porsi ovviamente riguarda il petrolio.

Se guardiamo i prezzi spot storicamente il Brent e il WTI se seguono come cagnolino e padrone.

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Libia e prezzo del petrolio

Un’altra domanda da porsi ovviamente riguarda il petrolio.

Se guardiamo i prezzi spot storicamente il Brent e il WTI se seguono come cagnolino e padrone.

Tranne negli ultimi mesi.

Infatti è da quando quel giovane laureato tunisino si è dato fuoco a metà dicembre del 2010 che Brent e WTI si sono separati. Anche se non ci sono mai stati davvero tensioni sull’offerta di petrolio in questa parte del mondo, la sola preoccupazione che ci potrebbe essere in futuro se la primavera contagiasse anche l’Arabia Saudita, ha fatto salire il Brent molto più rapidamente del WTI.

E mentre il WTI ormai è sotto il livello del dicembre 2010, $85 oggi contro i $90 di 14 mesi fa, il Brent è quasi 20 dollari sopra i $92 del dicembre 2010.

Del collo di bottiglia a Cushing avevo già scritto a gennaio, e la situazione non si è certo risolta. L’infrastruttura intorno a Cushing è rimasta tale, e gli US sono costretti a consumarlo molto più lentamente di quanto vorrebbero.

Ma il collo di bottiglia a Cushing c’è da sempre, anche prima, quando sia americani che europei consumavano molto di più.

Quindi prima o poi i due prezzi si rincontrano, anche se potrebbe trattarsi di molti mesi. Penso che i prezzi convergeranno di nuovo se e quando la Libia riuscirà a riportare la produzione ai livelli pre-rivoluzione.

Primavera della sharia

Dopo l’assasinio di Gheddafi è necessario porsi delle domande sul futuro del paese. Quello che la stampa chiama la primavera araba, sottolineando che un paese ha tutto il diritto di liberarsi di un dittatore, potrebbe rivelarsi un inverno sharia. Oggi tutti i canali Internet parlano del fatto che Mustafa Abdul-Jali, il leader del governo interim, vorrebbe garantire che la futura legislazione del paese si baserà sulla sharia, le leggi islamiche, e che tutte le vecchie leggi in contrasto con la sharia saranno nullificati.

Obama sembra contento. Continua a leggere…

Primavera della sharia

Dopo l’assasinio di Gheddafi è necessario porsi delle domande sul futuro del paese. Quello che la stampa chiama la primavera araba, sottolineando che un paese ha tutto il diritto di liberarsi di un dittatore, potrebbe rivelarsi un inverno sharia. Oggi tutti i canali Internet parlano del fatto che Mustafa Abdul-Jali, il leader del governo interim, vorrebbe garantire che la futura legislazione del paese si baserà sulla sharia, le leggi islamiche, e che tutte le vecchie leggi in contrasto con la sharia saranno nullificati.

Obama sembra contento.

“After four decades of brutal dictatorship and eight months of deadly conflict, the Libyan people can now celebrate their freedom and the beginning of a new era of promise,” Obama said in a statement.

Forse se sente rassicurato dalla tradizionale rhetorica presidenziale:

“This revolution was looked after by God to achieve victory,”

Spinosa la questione della democrazia. Qua la maggioranza ha vinto dopo una lotta violenta. Ma le leggi sharia sono tutt’altro che democratici, se vogliamo applicare la nostra idea di democrazia, dove anche le minoranze e gruppi economicamente deboli, hanno diritti, oltre a doveri.

Abbiamo già visto cosa succede in Egitto. Chiese cristiane bruciate. I cristiani sono il 10% della popolazione, e hanno marciato anche loro contro il governo Mubarak, ma ora vengono assassinati dai loro co-manifestanti. Le carte d’identità contengono la voce religione. In Pakistan i pochi politici musulmani che proteggono i cristiani vengono assassinati. Domani mattina aspettiamo i risultati dalle elezioni in Tunisia, e speriamo in bene per i 25.000 cristiani e i 1.500 ebrei:

The Bergaouis both said they came in part to vote against Ennahada, the once-banned moderate Islamist party that consistently scored highest in public opinion polls in the weeks leading up to the election.

E in Libia i ca 100.000 cristiani stavano dalla parte di Gheddafi. Forse perché sapevano già che gli avversari, guidati da al-qaeda, non certo lottavano per l’uguaglianza delle minoranze cristiane, anche se questa volta aiutavano la NATO. Dalla Bosnia, all’Iraq, all’Afghanistan, e ora Libia.

Un popolo che si libera della dittatura elimina anche la protezione delle minoranze. Più andranno avanti queste primavere più vedremo fuggitivi religiosi cercare la sicurezza in Europa. Dopo Saddam i ca 3% di iracheni cristiani hanno avuto tempi molto duri, e per esempio la Svezia ha ricevuto tantissimi fuggitivi cristiani dall’Iraq. Se vogliamo stare dalla parte di chi si libera della dittatura dobbiamo poi anche ricevere quelle migliaia di persone che vengono scartate dalla nuova regime.

Agente immobiliare, uno di quei lavori con poco futuro

Un settore che sta già soffrendo moltissimo la crisi è quello immobiliare. Cioè le agenzie. Potrebbe essere che il mercato, nel senso dei prezzi degli immobili in centro città, rimarrà abbastanza stabile, visto che gli italiani tendono a tenerseli stretti, gli immobili. Ma proprio vendendo e comprando meno, chi ci perde? Gli agenti. Il 2008-09 ha fatto strage tra le agenzie, ma quest’anno quelli già defunti avranno probabilmente tanti nuovi vicini di cimitero.

A seguire: i miei soliti calcoli demenziali. Continua a leggere…

Agente immobiliare, uno di quei lavori con poco futuro

Un settore che sta già soffrendo moltissimo la crisi è quello immobiliare. Cioè le agenzie. Potrebbe essere che il mercato, nel senso dei prezzi degli immobili in centro città, rimarrà abbastanza stabile, visto che gli italiani tendono a tenerseli stretti, gli immobili. Ma proprio vendendo e comprando meno, chi ci perde? Gli agenti. Il 2008-09 ha fatto strage tra le agenzie, ma quest’anno quelli già defunti avranno probabilmente tanti nuovi vicini di cimitero.

A seguire: i miei soliti calcoli demenziali.

Oggi nell’edizione digitale di IlSole c’è un articolo che parla del forte calo dei mutui in Italia nel 2011. Settembre YoY -23% e per l’anno intero si proietta un -18%. Da 700mila in un anno normale, ovvero il 2010, ai 570mila dell 2011. L’importo medio è sceso di 3mila euro a 136mila.

In un anno normale le banche prestavano allora 139mila x 700mila = 97miliardi di Euro. Quest’anno le banche prestano 136mila x 570mila = 77 miliardi di Euro. 20 miliardi in meno rispetto all’anno scorso sono davvero tanti.

Secondo l’articolo del Corriere sono i privati che non chiedono più i mutui, per insicurezze sul futuro. Ma potrebbe benissimo trattarsi di un rifiuto delle banche di prestare soldi visto i loro crescenti costi per farseli prestare a loro volta. È noto che hanno problemi di liquidità. Come ho scritto in aprile le banche italiane usano un weight of risk del 20%, e in più deve tenere l’8% di capitale, di cui 4% sono probabilmente asset tossici. Quindi sui 97mld dovevano tenere 1,6mld di capitale, quest’anno sui 77mld prestati gli bastano 1,2mld. Questi soldi si possono creare con per esempio delle obbligazioni garantite – covered bonds – dai mutui stessi. I compratori dei bond sarebbero così al sicuro di un eventuale fallimento della banca. Ma se sono vere le voci in rete, che le case vengono tolte e poi rimesse con prezzi più bassi il rating AAA di queste obbligazioni si dissolve, e il creditore non rivede i suoi soldi. Per non parlare del fatto che la banca, per vendere queste obbligazioni in tempi di crisi, deve offrire interessi più alti di quanto guadagna sui mutui.

Se suppongo che gli italiani che necessitano di un mutuo devono pagare almeno il 20% della casa in contanti, significa che il prezzo medio delle case comprate con mutuo è sceso da 174mila a 170mila dall’anno scorso. Prezzi stabili, per un paese in profonda crisi.

Poi, suppongo che il 50 % delle case viene venduto tramite agenzia.

Se un’agenzia italiana percepisce il 4% sull’immobile venduto, mi viene che gli introiti delle agenzie sulle case vendute con mutuo si aggira intorno ai 97mld x 50% x 4% = 1,94 mld per l’anno 2010, e 77mld x 50% x 4%  = 1,54 mld per il 2011.

Quindi, solo sulle case vendute con mutuo, il settore immobiliare ha diminuito il giro d’affari di 400 milioni di Euro rispetto al 2010.

Mi sono scaricata un documento Istat che indicherebbe che le compravendite con mutuo sono il 95% ca del totale. Quindi dobbiamo aumentare i nostri 400 milioni del 5% = 420 milioni di € in meno di giro d’affari delle agenzie immobiliare in Italia nel 2011 rispetto al 2010.

Se diciamo che un singolo agente faccia 20 vendite all’anno, al prezzo medio di 200mila euro, sono €4.000.000 guadagnando all’agenzia il 4%, €160mila. €420milioni divisi questi €160mila ci dà 2.625 agenti immobiliari senza lavoro.