Alla ricerca di un indice #2: Cargo

Continuo il post sui dati ASSOTRASPORTI, guardando i cargo invece che i passeggeri.

Uno primo sguardo non rivela niente di inatteso.

Trasporti cargo lentamente in crescita, fino al crollo del 2008, e poi una rapida ripresa, che probabilmente si stava già rallentando.

Per capire ancora meglio l’andamento del traffico cargo ho fatto uno zoom accorciando l’ordinata e ho colorato i mesi più interessanti: arancio-agosto, grigio-gennaio, rosso-marzo, giallo-ottobre.

In questo modo si intuisce un pattern con un primo minimo a gennaio, poi un primo massimo a marzo, un minimo più pronunciato ad agosto, una punta massima ad ottobre, e da li un indebolimento fino al nuovo minimo del gennaio seguente.

Quindi ci sono due minimi all’anno, uno a gennaio e uno ad agosto. Fino al 2008, il minimo più basso è sempre il mese di agosto, il mese di picco del traffico passeggeri. Immagino che faccia comodo sia per gli aeroporti che per le compagnie aeree di evitare traffico cargo ad agosto. Prima perché in Italia il mese di agosto è la vacanza industriale per eccellenza, e un magazzino che volesse far lavorare gli operai a regime ad agosto se la vedrebbe con qualche sindacato; Due, perché gli aeroporti sono già abbastanza congestionati, potrebbe non esserci spazio né in cielo, né in terra per sovraporre cargo e passeggeri; e Tre perché permette alle compagnie aeree di usare i loro piloti in modo efficace tutto l’anno. Quando non ci sono passeggeri, ci sono cargo.

La differenza tra il minimo di gennaio e il minimo di agosto è quasi sempre di qualche milione di tonnellate. Entrambi i mesi minimi sono in un trend crescente fino al 2008. Ma nel agosto 2008 succede questo di strano che i movimenti cargo sono molto più alti di quelli del gennaio. Già nel 2006 era successo, ma solo di 1 milione di tonnellate. Nel 2008 la differenza ago-gen è di quasi 4 Kton. Da agosto 2007 ad agosto 2008 una differenza di 15 Kton. Gli anni precedenti avevano visto piccoli aumenti ago-ago di massimo 5 Kton.

Per ora mi vengono tre spiegazioni:

-È possibile che i trasportatori hanno cercato di muovere merci mesi in anticipo per paura dei costi crescenti del carburante? Forse era diventato più economico tenere una merce in magazzino per mesi di fila, vicino al luogo di consumo di quella merce o commodity, invece di trasportarlo con calma a ottobre. Lato passeggeri agosto 2008 muoveva 500.000 persone in meno.

-O erano forse i nostri amici i sauditi, che dopo 4 anni di crescita del prezzo del petrolio hanno costruito un aeroporto solo per le merci, inaugurato proprio in quel periodo, con una massiccia importazione di marmo per i loro bagni e borse Prada per le loro mogli? Le borse Prada, si sa, vengono cucite in Cina ormai, ma per venderle “made in Italy” approdano prima in Italia per aggiungere qualche borchia italica.

-Ho cercato di capire, frugando in rete, se i movimenti anomali ad agosto 2008 c’entrassero con lo smantellimento della divisione merci di Alitalia. Anche se annunciato più tardi, probabilmente gli operatori del settore ne erano consapevoli. Per non rimanere senza trasporti in tempi insicuri può darsi che abbiano scelto di anticipare i trasporti. In realtà non ci credo, visto la nota disorganizzazione di Alitalia che aveva fatto perdere sui 120 milioni di euro in due anni lato cargo, e il fatto che solo intorno ai 15-20% del traffico cargo in Italia era affidato alla “compagnia di bandiera”.

Comunque, la debolezza dei dati ASSOTRASPORTI è la non-divisione in import e export. Non ho modo di sapere se erano importatori italiani disperati per i prezzi crescenti, o importatori arabi, 100% più ricchi in un anno solo.

Dopo l’anomalia di agosto arriva una ancora più grande a gennaio 2009. Un gigantesco crollo, molto più pronunciato rispetto a quello lato passeggeri (diff. febbraio 08-09= -13%). Lato cargo, diff. gennaio 08-09 = -33%. 51 Kton, il minimo assoluto sul periodo per i quali ho accesso ai dati.

Dopodiché i trasporti cargo hanno ripreso il loro andamento normale: minimo agosto 2009, massimo ottobre 2009, minimo gennaio 2010, massimo marzo 2010, minimo agosto 2010, massimo ottobre 2010.

Poi quest’anno, un minimo a gennaio che però viene subito battuto da un nuovo minimo a febbraio. Una parentesi? Poi un massimo normalissimo a marzo.

Cosa possiamo prevedere per i dati di luglio-agosto quest’anno? Se fosse tutto normale avremmo per luglio dei movimenti poco sotto quelli di marzo, e poi una discesa ripidissima per agosto. Ma la situazione economica mondiale è tutto tranne che normale. Se guardiamo il 2008, quando abbiamo avuto un crac finanziario esattamente nello stesso periodo, si intravedeva già un rallentamento nei mesi precedenti (giallo nel grafico sotto), invece di seguire l’andamento del superottimistico 2007 (arancione).

Secondo IATA, i mesi primaverili deboli del 2008 erano colpa del terremoto in Cina e della debole economia giapponese. Come se solo nel 2008 il Giappone si è reso conto di essere in recessione da 20 anni. Invece secondo la Boeing, che nel 2002 ha previsto una crescita del traffico cargo di 6% all’anno fino al 2022 ca, la mancata crescita dal 2005 in poi dipende dai prezzi del petrolio in salita, che riduce i margini agli spedizionerieri, quali ripiegano su trasporto marittimo.

The rising price of fuel diverted air cargo to less expensive road transport and maritime modes beginning in 2005. Although the tepid rate of world air cargo traffic growth between 2005 and 2008 can be attributed in part to rising fuelprices, the nearly 13% drop in cargo traffic during the two years ending in 2009 reflects the steep plunge in industrial activity attendant to the global economic downturn.

Evidentemente la Boeing non ha ancora capito il nesso tra andamento economico e il prezzo dell’energia.

2011, in rosa. L’unica anomalia febbraio, più basso che gennaio. Movimenti cargo per il resto normali. Quindi prevedo (cioè indovino) che vedremo un luglio normale, e poi un crollo più forte del normale dei movimenti cargo ad agosto, e che questa volta gennaio (2012) sarà ancora peggio che nel 2008. Aggiornerò i grafici ogni mese. Sarò felice di ricevere commenti che ci facciano capire meglio cosa influenza i dati.

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3 responses to “Alla ricerca di un indice #2: Cargo”

  1. Anonimo says :

    O.T.: ti segnalo questa intervista a Dimitri Orlov; verso la fine dell’intervista dice che ha bisogno di aiutanti; se scopre il tuo blog…:
    http://transitionvoice.com/2011/08/no-shirt-no-shoes-no-problem-interview-dmitry-orlov/
    Giorgio

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  2. fausto / fardiconto says :

    Orlov non lo sopporto. E’ più forte di me, non ci riesco…

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