Sul vandalismo in Inghilterra

Quando ci sono risse e saccheggi molto violenti, con rapida espansione e contagio tra diverse città, come succede in Inghilterra in questi giorni non ci sono soluzioni rapidi. O lo stato utilizza il suo monopolio di violenza e ci manda anche il militare per fermare i vandali, o non fa niente e lascia che i poveri e la lower middle class creino guardie popolari più o meno organizzate e più o meno armate. Per ora abbiamo visto che la polizia non è stata in grado di fermare gli attacchi, e che ci sono stati vari morti, tutte persone che hanno cercato di proteggere la loro zona: Un 68-enne che spegneva un incendio, e 3 giovani uomini quando cercavano di proteggere un distributore insieme agli altri uomini del quartiere.

 Interessante parentesi qua: Se Gheddafi usa il suo monopolio di violenza per fermare i manifestanti che ai suoi occhi sono criminali, e noi lo bombardiamo, cosa faremo quando Cameron manda l’esercito verso Tottenham? Niente, perché ovviamente non si bombardano paesi che possiedono la bomba nucleare, e neanche paesi che ospitano basi militari di altri paesi che possiedono la bomba nucleare. Fine parentesi.

 A lungo termine i ceti più ricchi si spostano in altre zone e si proteggono con alarmi e guardie, la classica fuga dell’uomo bianco, in inglese “the white man’s flight.”

Ogni città occidentale ha la sua versione della fuga dell’uomo bianco. Posso scommetterci che nelle zone multiculturali di Milano non ci abita neanche un politico amante della multicultura. E se ci abita è perché ancora non ha fatto in tempo ad andare in una zona meno diversamente culturale.

Qua a Rio invece la fuga dell’uomo bianco è avvenuto non geograficamente, ma infrastrutturalmente. La città ha sempre attratta una multitudine di persone, per lo più dal nord del paese dove il lavoro è scarso. Queste non hanno spostato le abitazioni dei vecchi carioca, invece si sono intrecciate con la città, fino a praticamente coprire tutto il suolo, che prima erano colline verdi, di favelas. Essendo poveri e disperati e tantissimi costituiscono un pericolo per chi non è povero e disperato, e i carioca si sono chiusi dentro casa. Non esiste praticamente nessun palazzo che non abbia la guardia. Nei sobborghi ricchi intorno alla città i condomini sono molto grandi e hanno eserciti interi di guardie armate. Bellissimi condomini, pieni di servizi, a due passi dalle case senza pavimento, acqua corrente, raccolta rifiuti e tutte le altre cose alle quali siamo abituati.

Nei casi peggiori, per soddisfare il bisogno di sicurezza di un quartiere, una città, o un intero paese, nascono gang mafiosi, gang motociclistici tipo Hell’s Angels, e gruppi di religiosi fanatici, che possono anche tenere in piedi conflitti per anni di fila per continuare a guadagnarci. Esempio veloci sono il Mexico, la striscia di Gaza e la spazzatura napoletana.

Lo stato sceglie metodi un pochino più sofisticati per proteggerci contro noi stessi. Nell’era post 9/11 si usa sempre di più la soluzione di controllarci via CCTV. Ancora una volta Rio ha il primato, ovviamente con un twist molto brasileiro. Non puoi girarti senza vedere un cartello: “Sorria, você està sendo filmado.” Allegria, olé.

E poi, il digitale, e Internet. Controllare posta elettronica cercando parole chiave, status facebook, flussi twitter. È una soluzione pigra e remota, il sogno di politici che credono di risparmiare usando un controllo centralizzato invece di un controllo distribuito sul territorio fatto da persone che ci vivono.

L’unica soluzione buona nel caso dell’Inghilterra (e altri futuri casi) non è più accessibile a loro (né agli altri). Per identificare quello che crea paura e disperazione e trovare soluzioni creative ci vuole una società ricca e una volontá politica.

L’Inghilterra non si è mai preoccupata più di tanto delle sue classi più sfortunati. E un po’ scontato dire che oggi vediamo il risultato della rivoluzione industriale che ha spostate milioni di persone verso le città, lasciandoli ultimamente senza lavoro quando la produzione si è spostata altrove, ma è proprio così.

In questi giorni Cameron ha deciso che il paese deve fare un ulteriore passo verso la divisione totale delle classi, e verso il controllo totale della gente. È uscito con un’infelicissima frase che più di mille immagini ci dice cosa pensa dei suoi co-esseri umani. Da The Guardian: “Nessuna fasulla preoccupazione per i diritti umani”, no phoney human rights concerns, eviterà la pubblicazione degli immagini CCTV.

Con questi vandalismi in fresca memoria Cameron non avrà molte difficoltà in futuro a far passare nuove leggi sulla sicurezza nazionale.

I pochi individui che sono veramente responsabile e che dovranno veramente essere imprigionati oggi non sono identificabili.  Invece saranno identificabili le migliaia di persone che hanno partecipato per pura inerzia, e che non avrebbero mai iniziato una cosa del genere da propria iniziativa.

Chiaro che non sto dicendo che queste persone sono senza colpa. Si sono trasformati in criminali in un attimo, quando gli si è data l’occasione, ed è giustissimo che la legge li perseguita. Hanno distrutto proprietà e lavoro di tante persone. Ma creare una generazione di giovani senza un diritto allo studio, e mille volte più grave, senza un diritto al lavoro, abituati a una dipendenza da sussidi invece di lavorare, è come costruire una bomba sotto casa.

Non manca il solito attacco ai media sociali. Sempre nell’articolo del Guardian scrivono che i ministri lavoreranno con polizia e servizi segreti sulle metodologie necessarie:

“Ministers would work with the police and MI5 to assess whether it would be right to stop people communicating via social network sites “when we know they are plotting violence, disorder and criminality”.

Quando lo sai, o quando pensi di saperlo? O anche un po’ a caso, quando potrebbe interessare qualcuno. Sono esperti in questo, gli inglesi.

Non è tanto giusto paragonare Cameron a Mubarak. Cameron è stato eletto, e un giorni verrà diseletto, e se ne andrà senza farsi venire un infarto. Solo che sta commettendo un grossissimo errore. Fermare i media sociali potrebbe avere l’effetto opposto secondo questa intervista di democracy now:

 “…they shut off the internet in an unprecedented move to try and cut off communications. On the 28th, the Day of Rage, they cut off the cell phones. This was perhaps the stupidest thing they could have done, because a lot of people that I spoke with who were never active before said, “You know, I was going to stay at home, maybe, check it out on Facebook, call my friends, but I couldn’t. And so I hit the streets.” — SHARIF ABDEL KOUDDOUS

Quindi non potendo usare facebook, questo Sharif è uscito per strada, con migliaia di altre persone. Ed ecco perché da noi e negli Stati Uniti non è ancora successo. Troppo facebook.

3 responses to “Sul vandalismo in Inghilterra”

  1. poldo alias marco says :

    Se il buon Dio nella sua infinita saggezza aveva dato l'Africa ai neri l'Asia ai gialli e l'Europa ai bianchi un buon motivo deve pure averlo avuto.
    Dobbiamo tornare a vivere in comunità di sangue dove ci si conosce tutti da generazioni e dove il malandrino viene individuato subito e messo alla gogna.
    La società multirazziale l'hanno voluta i ricchi bianchi per pagare meno le badanti e le domestiche del terzo mondo ma adesso che siamo arrivati alle seconde generazioni spero che questo abominio gli scoppi in faccia facendogli svalutare il prezzo delle loro case.

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  2. oronero says :

    Fra una generazione i ragazzi multiculturali già si conoscono da “generazioni”. È solo una linea temporale. Il sangue è lo stesso in tutti gli esseri umani, che abitano su una piccola palla in mezzo a una enormità inimaginabile. Il problema sono i genitori dei ragazzi multiculturali, che ammazzano i figli che amano oltrefrontiera.

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  3. marco says :

    temo che il problema siano piuttosto i nullaculturali, cioè quei ragazzi figli di emigrati che si scoprono nè carne nè pesce in una società che di loro come manodopera, a differenza di quando sono emigrati i loro genitori, non ha più bisogno alcuno..

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