Un paio di notizie per mercoledi mattina

Ovvero notizie dal mondo che mi hanno particolarmente interessato tra ieri e oggi.

Cina: Prontamente due giorni dopo l’annuncio della IEA sulle SPR, sono stati diminuite o addirittura abolite le tasse d’importazione su una trentina di prodotti e materie prime, tra l’altro gasolina. Mi sembra ovvio che stanno cercando di fermare il flusso di materiali verso l’estero, migliorando il bilancio importando di più, e anche combattendo l’inflazione. Per esempio il diesel non sarà più tassato.

• Sempre la Cina sta investendo pesantemente in Canada. Soprattutto se gli Stati Uniti non costruirà la (in)famosa pipeline Keystone XL ci sarà molto più petrolio per i cinesi. Solo il 22% delle riserve mondiali sono aperte a investimenti privati (il resto è nelle mani dei governi) e di questi, 52% sono le sabbie di Alberta. Per ora l’unico mercato esterso sono gli US. Ma ora Sinopec comincia la costruzione, insieme alla Enbridge, di una pipeline da Alberta fino alla costa pacifica.

“They are sitting there saying if you need money, we’ve got money; if you need expertise, we’ve got that; whatever you need we’ve got,” Snelgrove said.

Ovviamente gli americani sono preoccupati di fronte all’avanzamento cinese, ma ci sarebbe abbastanza petrolio per tutti. Investendo, i cinesi fanno crescere la torta da dividere, e, aspetta un po’, aprono la prima filiale estera del loro $300 miliardi sovereign wealth fund China Investment Corp a Toronto. Il fondo ha già investitio 1,5 miliardi di dollari + 800 milioni di dollari negli ultimi due anni. Oltre a quello, la Sinopeco ha comprato 9% della Syncrude per 4,6 miliardi di dollari, e 1,7 miliardi per una parte delle Athabasca Oil Sands.

Svezia: La storica azienda automobilistica SAAB sta fallendo. Sono mesi che waltzerano sulle pagine dei giornali perché i fornitori non vengono pagati, mesi che il mitomano Victor Muller, che ha comprato l’azienda solo per salvare la sua azienda olandese Spyker racconta bugia su bugia. I fornitori hanno continuato a lavorare, fidandosi dello storico marchio. Venerdi scorso finalmente è arrivata la non-notizia che non potevano più pagare gli operai. Mancano 35 milioni di corone per gli stipendi. Muller nel frattempo è rimasto solo nel consiglio d’amministrazione. Ha cominciato a trattare con il
criminalefinanziere russo Vladimir Antonov, uno dei piú grandi azionisti di Spyker, ma non voluto dalla banca europea d’investimenti e dal governo svedese. Un salvataggio parziale è arrivato da un’impresa che ha comprato la metà degli azioni della società immobiliare della SAAB per 255 milioni di corone. La metà non venduta è la sicurezza chiesta dal tesoro svedese per un prestito di 280 milioni di corone, dei quali la SAAB ha già ricevuto 217. I debiti ai fornitori ammontano a 75 milioni di corone. I conti non tornano e la gente non compra le macchine SAAB.

Danimarca: È fallita già la seconda banca danese. Qualche mese fa è successo alla Amagerbanken, ora è la Fjordbank Mors, che non riesce a rispettare i requisiti sulla quantità di capitale. Quando è morta la Amagerbanken, la società di rating Moody’s ha abbassato il rating sulle banche danesi. Bisogna ricordarsi che Moody’s e gli altri abbassano il rating sempre solo dopo un crollo, mai prima. Qualcuno potrebbe offendersi. Probabilmente questo ha reso più difficile avere finianziamenti da banche estere, e anche tra banche danesi. Nessuno vuole rimanere con il jack nero. Secondo un giornale danese ben 10 banche danesi potrebbero crollare entro l’anno, con giganteschi ripercussioni diretti sulla popolazione, visto che in Danimarca vige il Bankepakke 3 (perfettamente traducibile direi) che dice che nessuna banca verrà salvata dallo stato.

• Occio alla Svezia. Si dice in rete che ha cominciato lo scoppio della bolla immobiliare. Le vendite di case in tutto il paese stanno rallentando, la gente non si indebita più alla stessa velocità, gli agenti immobiliari tolgono e rimettono più volte lo stesso oggetto per nascondere il fatto che non è stato venduto subito. La solidissima Svezia, l’economia tigre, soffrirà parecchio perché gli svedesi sono tra i più indebitati al mondo. E questo senza avere neanche uno stipendio in banca. I relativamente ricchi operai SAAB per esempio sono in fila alla banca, ora che sono senza lavoro, perché non hanno mai messo via i soldi per le emergenze. I soldi della cassa integrazione ci saranno, ma nel frattempo non possono pagare la luce, perché non hanno neanche 1000 euro in banca. È una malattia svedese, la totale fiducia nel sistema che si prenderà cura di te.

• In Grecia stanno preparando quello che sembra un intervento militare, in quanto vogliono mandare i tanker a proteggere il potere, cioè le banche. Mandano l’esercito perché non ci sono abbastanza poliziotti per fare il lavoro. Dall’Athens News:

“A return to the drachma would mean that the next day banks would be surrounded by people trying to get their money out. The army would have to use tanks to protect (the banks) because there wouldn’t be enough police to do it.”

La Grecia non ha né petrolio, né oro, quindi non ci sarà nessun tipo di intervento da parte della NATO per proteggere la popolazione civile, quando la gente deciderà di attaccare le banche per riuscire a comprare oro prima che sia troppo tardi.

• Ultima cosa: Ovviamente il greggio e la benzina hanno già cominciato a riprendersi. Qualcuno si è messo a fare i conti, che anche con 2 milioni di barili in più al giorno per un mese, non tornano. Scommettiamo che non verranno mai neanche rilasciati i 60 milioni di SPR? Altro che WTI a $90.

12 responses to “Un paio di notizie per mercoledi mattina”

  1. Pinnettu says :

    Aggiungerei anche una notizia per il pomeriggio:
    “la pubblicazione delle scorte comerciali USA mettono in evidenza un calo di 4,3 milioni di barili”.

    Questo è il quarto calo consecutivo, che fa salire a 14 milioni circa il calo dell'ultimo mese.

    Può non significare nulla, ma può anche essere che a Cushing stà finendo il periodo di abbondanza per il WTI.

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  2. fausto / fardiconto says :

    Questo pomeriggio, arrivato a casa, ho letto un notiziario locale: per metà era occupato da lamenti di amministratori che invocano nuove strade e caselli autostradali per il nostro paese. Pagine e pagine di invocazioni pro tangenziali. Siamo una massa di idioti, anche se abbiamo qualche soldo in banca.

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  3. oronero says :

    Già, protestano contro il treno, cercano le autostrade. Come se non avessero mai sentito parlare dell'imminente casino energetico alle loro porte.

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  4. oronero says :

    Per me è difficile collegare questa notizia con un miglioramento della situazione statunitense. Piuttosto direi che alcuni operatori commerciali, che tenevano il petrolio immagazzinato come hedge, hanno lentamente cominciato a vendere perché credevano in prezzi più bassi sul lungo termine, e che quindi valeva meno la pena tenerlo in costosi magazzini.
    Questo darebbe che appena i prezzi riprendono a camminare seriamente, vedremo di nuovo magazzini pieni a Cushing e spread WTI-Brent in aumento.

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  5. Paolo B. says :

    Gli amministratori locali sono lo zoccolo ignorantissimo della classe politica. A Bari (dove vivo) per esempio stanno completando (forse) il faraonico ponte per il solo trasporto su gomma privato (solo per le automobili) che completerà l'asse nord-sud, una strada ad alto scorrimento dalla periferia della città al porto. 32 miliardi di euro per un'opera tirata sù in piena era terminale dell'automobile.
    Non c'è che dire, una visione del futuro prossimo da far cadere le braccia…

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  6. Pinnettu says :

    Paolo, gli amministratori non sono certo lungimiranti e le strade e il cemento sono un classico cavallo di battaglia delle campagne elettorali.

    E' pur vero però che a darli man forte sono gli italiani stessi.
    Il nostro paese è quello con la più alta concentrazione di automobili d'Europa. Ormai siamo arrivati ad oltre 36.000.000 (trentasei) di autoveicoli circolanti.

    Parco macchine in continuo aumento…crisi o non crisi.
    Pensateci……così ad occhio…chi può pensare che non ci sia bisogno di altre strade?

    Solo noi pikkhiati……
    e poi magari fra venti anni siamo ancora qua a parlare di inutili strade e circondati da una cinquantina di milioni macchine :-)))

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  7. Paolo B. says :

    Delle quali almeno 40 milioni e più perennemente parcheggiate da anni per mancanza di carburante :-)…

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  8. La fine dello storico marchio SAAB? « Energia & Motori says :

    […] difficoltà finanziarie di SAAB (eufemismo). Pochi giorni fa, la brava Anna Ryden ha riassunto in modo perfetto la situazione. La storica azienda automobilistica SAAB sta fallendo. Sono mesi che waltzerano sulle […]

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  9. herma says :

    Ma secondo voi la crisi è creata a tavolino per ridurre la popolazione per controllarla meglio o tale riduzione è solo una conseguenza dell accumulo di risorse delle oligarchie?
    O dipende dalla scarsita di materie prime a buon mercato?
    O si tratta di un fenomeo psico-antropologico che coinvolge l intera umanità (rassegnazione che un mondo migliore non puo esistere)?

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  10. Pinnettu says :

    @ Herma

    Se fosse vera la teoria della crisi a tavolino per ridurre la popolazione, direi che il piano stà fallendo miseramente.
    Ogni anno alla popolazione mondiale si aggiungono più o meno 60-70 milioni di individui.

    Per quanto profonda possa essere la crisi, è plausibile che, solo per inerzia, la popolazione continui ad aumentare per decenni. Gli eventuali beneficiari di un calo della popolazione, dovrebbero quindi aver messo in conto di campare fino a 150 anni!!

    E altresì verossimile che il mondo della finanza internazionale piloti alcuni aspetti della crisi, amplificandone gli effetti, e che forse senza questi saremmo in presenza solo di una classica crisi congiunturale.

    Oppure semplicemente, questa è l'anticamera di una crisi ben più profonda. Una crisi da raggiungimento dei limiti.

    Sarà ormai la solità banalità, ma penso sia evidente che non può esistere futuro per un sistema economico votato alla crescità infinita. Prima o poi il meccanismo si arenerà e non è da escludere questa sia già una crisi sistemica, e non solo l'ennesimo furto della finanza mondiale ai danni delle masse.

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