Carbone, un giro di grafici

Nell’ultimo anno la corsa alla caloria economica l’ha vinto il carbone, anche se per poco. Un anno fa avevo indovinato abbastanza bene, e cioè che il carbone sarebbe cresciuto molto. È ancora abbastanza economico, molto abbondante, e facile da trasportare. Tutti i dati BP.

Infatti, dal 2000 al 2010 il consumo è cresciuto di 48%, produzione di 58%,  con un sorprendente salto 2009-2010 nel consumo di ben 7,6% o 250 Mtoe. (In confronto, il gas naturale è cresciuto tante anche lui, di 7,4%, ovvero 197 Mtoe.)

L’unico anno nell’ultimo decennio in cui è diminuito era il 2009, per il resto c’era sempre crescita, anche se stava rallentando dal 2004. Chissà se guardando il carbone si poteva capire molto prima che il mondo stava entrando in recessione. Carbone come Cassandra.

Perché se guardiamo il 2008 è proprio misero quel piccolissimo punto di crescita. Come se già nel primo semestre avessero sentito che il mondo stava rallentando. Poi il crollo e la contrazione nel 2009. Che quindi da li doveva aumentare era chiaro a tutti.

Ma quel salto così grande dal 2009 al 2010 era difficile da prevedere.

Come si può vedere, la crescita è asiatica. Cina +10,1%, India +10,8% e Giappone +13,7%.

Cina è il consumatore più grande, seguito dagli Stati Uniti, India e Giappone:

Gli Stati Uniti è l’unica nazione dei quattro più grandi che sul periodo 2000 – 2010 ha diminuito il consumo, e cioè di 7,8%.

La Cina e gli USA sono anche i produttori più grandi, seguiti dall’Australia che però consuma solo il 18% di quello che produce, non tutto quanto.

Ora che la produzione di petrolio è piatta, se non in diminuzione, i paesi emergenti, in forte crescita, dovranno trovare energia economica da qualche parte. Questa energia economica non è né nucleare, né rinnovabile, ma gas e carbone.

Quando guardo le riserve noto che ora la BP le calcola a 861 milioni di tonnellate, con un Reserves-to-production (R/P) ratio di 118 anni. Nel 2007 le cifre erano 909 milioni e R/P di 147 anni. Questa perdita di 30 anni di riserve in soli 4 anni dovrebbe dipendere dal fatto che hanno revisionato i numeri per l’antracite rispetto ai carboni meno nobili, sub-bituminosi e lignite. Dalla fine del 2006 l’antracite infatti è diminuita del 15%, mentre lignite&co è aumentato del 6%. In tutto le riserve sono diminuite del 5%.

Questo è grave per l’industria. Il carbone che serve per le applicazioni siderurgiche è proprio l’antracite, che ovviamente sta salendo di prezzo. Nel 2009 l’Italia la qualità più alta l’ha pagata 184 USD/tonnellata metrica, mentre ancora nel 2005 veniva pagata sui 94 USD/tonnellata il primo semestre e 117 USD nel secondo semestre. (Dati: Ministero dello sviluppo economico)

Se guardiamo il grafico per il consumo, diviso per categorie, vediamo che finalmente hanno dichiarato il consumo delle rinnovabili, non solo l’idroelettrico:


Negli anni precedenti i numeri per le rinnovabili riguardavano solo la capacità installata. In totale il consumo di energia è cresciuto del 5,7%. Pessima la crescita delle rinnovabili non-idro con quei 15,5%.

15% di crescita ha sicuramente arricchito qualche investitore, ma migliorato il mondo, no. Le rinnovabili sono sempre una strisciolina quasi invisibile in alto della colonna. 15% di crescita significa andare da 1,2% sul consumo totale, a 1,3%.

La crescita asiatica è accompagnata da carbone e gas, mentre la decrescita americana è accompagnata dalle rinnovabili. Può essere? Bravi comunque gli Stati Uniti, che da soli consumano più energia rinnovabile che tutta l’Asia messa insieme.

Per finire, devo indovinare qualcosa anche per il 2011. Direi 6% di crescita per il carbone. Abbiamo un appuntamento fra un anno.

7 responses to “Carbone, un giro di grafici”

  1. Paolo B. says :

    Aspo ipotizza il picco di produzione del carbone nel 2025, ridimensionando decisamente le sirene dell'abbondanza di questo inquinantissimo fossile; tra l'altro è un combustibile non facile da trasportare lontano dalle sedi di produzione, tanto è vero che i grandi consumatori (Cina e USA) sono anche i più grandi produttori.
    E nonostante tutto e nonostante i proclami sulle rinnovabili, nel mondo si bruceranno sempre più carbone e gas e sempre più si devasterà l'ambiente a caccia di shale gas e delle ultime gocce di petrolio, rendendo il pianeta sempre più tossico per la vita in generale.
    La via del suicidio di massa è tracciata…

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  2. Marco says :

    Anna,

    scusa c'è una riga incompleta nel post: 'energia economica non è né nucleare, né rinnovabile, ma gas e carbone. L’espansione'

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  3. oronero says :

    Alcuni ambientalisti speravano che fossimo riusciti a bruciare tutti gli idrocarburi prima che i grandi eventi climatologici anomali diventassero nostri ospiti giornalieri, ma ormai compagnie assicuratrici e dipartimenti di difesa varie sono convinti che abbiamo già oltrepassato il limite. Purtroppo hai ragione, abbiamo scelto la distruzione del pianeta. E per che cosa poi? Andare nello spazio? Colonizzare altri mondi? Noooo, per comprare iPAD!

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  4. medo says :

    Hm, mi permetto di aggiungere un link al grafico del picco del carbone (aggiornato ad aprile 2011):
    http://auxinfosdunain.blogspot.com/2011/05/et-maintenant-le-peak-coal.html

    Il picco della produzione mondiale di carbone potrebbe essere proprio in questi mesi. Non moriremo tutti per colpa di questa diminuzione, ma il prezzo comincerà ad impazzire e diventerà impossibile gestire le miniere illegali cinesi ad esempio. E comunque se non moriremo tutti, moriranno in tanti. Più di quanti si muoia oggi.

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  5. medo says :

    (in realtà era il picco della produzione di energia da carbone, un dato più significativo che la semplice estrazione, la quale mescola tutti i tipi di carbone comprese quelle pessime per produrre cattivo ferro in certi paesi asiatici ad esempio)

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  6. oronero says :

    A gennaio hanno pubblicato una critica di tadzek con la quale sono istintivamente d'accordo. http://www.theoildrum.com/node/7264

    Per esempio mozambico non appare neanche nelle statistiche ufficiali per le riserve del carbone, ma diventerà uno dei più grandi esportatori.
    http://www.mozbuzz.com/pt/dinheiro/item/47-mo%C3%A7ambique-poder%C3%A1-exportar-110-milh%C3%B5es-de-toneladas-de-carv%C3%A3o-em-2020.html

    La conclusione è che non abbiamo le idee chiare sulle riserve di carbone. C'è molta più roba di quanto sappiamo.

    Il prezzo salirà di molto, ma non in questo periodo perché diventa scarso, ma perché diventa scarso il petrolio.

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  7. Paolo B. says :

    In Cina è ufficiale: la prima causa di morte è il cancro. La crescita economica secondo il paradigma attuale esige pedaggi pesantissimi. L'ambiente in molte zone del territorio è da incubo e penso che tra controllo sulle nascite e moria da inquinamento il problema demografico in quel paese si risolverà in pochi anni :-(…

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