I numeri dell’energia

Vado in vacanza a Milano una settimana, quindi scriverò meno. Non per mancanza di tempo, ma perché soffro moltissimo di jet-lag. Ora che mi passa il jet-lag sono già di ritorno…

Nel frattempo vi invito a leggere l’ottimo articolo di Filippo Zuliani e Corrado Truffi sui numeri dell’energia. È un articolo che affronta con testa fredda il nucleare, e il fatto che l’Italia potrebbe non poter farne a meno.

Fa sempre bene informarsi dalle fonti che con i numeri ci sanno fare, senza polemica.

—–aggiornamento

Quello che penso io l’ho scritto nel post Come vivere in un mondo che non capiamo.

13 responses to “I numeri dell’energia”

  1. andreaX says :

    Fukushima e chernobyl non sono bastate?, cosa altro ancora deve accadere?.

    Una mia piccola osservazione aggiuntiva:
    l'uranio non è una risorsa rinnovabile, al di là di tutte le altre considerazioni che si possono fare nel momento in cui tutti i paesi ripiegassero sul nucleare anche l'uranio si esaurirebbe in poco tempo, esso è una fonte di energia destinata comunque a finire, proprio come quel petrolio dal quale vogliamo allontanarci, quindi non è la soluzione definitiva del problema, solo le rinnovabili lo sono, proprio perchè rinnovabili. Non bastano a produrre tutta l'energia che ci serve?, vorrà dire che tutta quell'energia che riusciremo a ricavarne ce la faremo bastare per forza, a suon di rinunce.

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  2. j says :

    un altro articolo pieno di numeri è questo:
    http://aspoitalia.blogspot.com/2011/03/costi-di-chiusura-del-ciclo-di-vita.html

    sarebbe interessante confrontare i dati sul costo del nucleare di questo articolo e quelli dell'articolo di Zuliani e Truffi, per vedere se sono simili o se ci sono grosse differenze.
    Per chi ha tempo, capacità e buona volontà 🙂

    Quando finalmente la situazione a Fukushima sarà chiara si potrà anche valutare il danno causato dai reattori andati in pappa. A quel punto si potrebbe includerlo nel costo dell'energia nucleare prodotta in Giappone e allora mi sa che non sembrerà più molto conveniente.

    Buona vacanza.

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  3. Filippo Zuliani says :

    L'articolo da te citato di Coiante e' ottimo. Tanto ottimo che ho usato i suoi numeri nel mio (sta nella bibliografia citata) 🙂

    @anna
    ciao e grazie per stima e link. Divertiti a Milano.

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  4. Fabrizio73 says :

    @ Filippo
    il tuo articolo è uno spot al nucleare. Ognuno ha le sue idee e se espresse in modo intelligente io le rispetto.
    Ma ti pregherei di rispondere a questa semplice domanda: perchè in nessuna Nazione del mondo si costruiscono centrali nucleari vicino alle grandi città???
    Saluti

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  5. Filippo Zuliani says :

    Questa e' bella: perche' mai i numeri puri sarebbero uno spot al nucleare? Se vuoi commentare i numeri commenta i numeri, se vuoi sparare accuse gratuite accomodati pure che ti lascio continuare da solo.

    La risposta alla tua domanda sta scritta nel mio post, evidenziata anche nelle conclusioni: perche' se accade qualche problema alla centrale ti giochi il valore di 1000 km2 di territorio circostante, economico e umano.

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  6. medo says :

    Per costruire l'impianto di Marcoule in Francia ci son voluti 6 anni, ha avuto una vita di circa 40 e ne serviranno in tutto 42 e 6 miliardi di Euro per smantellarlo e non sanno nemmeno come farlo senza spargere radioattività perchè molta parte dell'impianto attorno ai reattori ha muri di cemento armato spessi TRE METRI, costi esorbitanti di smantellamento e non si puo' far saltare per aria il tutto, a pochi kilometri da grandi città della Provenza… 6 MILIARDI di Euro… Quindi ancora una volta il nucleare si dimostra una causa maggiore del collasso del debito pubblico e fa colare a picco l'intero settore dell'industria A POSTERIORI, perchè assorbe molta più energia/denaro rispetto ai piani, sottraeondolo a produzioni più ragionate, che non si riescono a mettere in opera in un mondo che deve riparare danni antichi…

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  7. Hunter76Lima says :

    Fatti i dovuti calcoli e raffronti alla fin fine sembra che l'Italia sia in una posizione di partenza neanche tanto disprezzabile per affrontare il futuro prossimo oil decline.

    In particolare: debiti ed esternalità da nucleare limitata a soli progetti in fase di smantellamento, consumo pro capite già a livelli medio-bassi (9,5 barili anno contro i 22/23 degli USA e valori sopra il 10 in tutto il Nord-Europa, vedasi http://www.theoildrum.com/node/7831), potenzialità su sviluppo rinnovabili (eolico, solare, biomasse) piuttosto elevato, debito pubblico detenuto da nazioni estere limitato al 60% del PIL e deficit contenuto.

    Con tutti i difetti e le tare della nostra attuale situazione economico/politica/culturale possiamo comunque contare su dei vantaggi competitivi (vedi sopra) non indifferenti.

    Francia, Germania, USA e Giappone, invece, a quanto pare, avranno una bella patata nucleare da smaltire. La soluzione che adotteranno i francesi e tedeschi mi dà da pensare …. i cugini europei ci chiederanno di condividere questo peso dopo averci alleggramente appioppato la grana “immigrazione clandestina” con un senso di solidarietà e umanitarietà senza pari ?!?!

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  8. Hunter76Lima says :

    Ovviamente io penso (e spero vivamente) che centrali nucleari non troveranno mai spazio nè tempo nè finanziamenti sufficienti per ritornare a funzionare in Italia.

    A proposito: il referendum sul nucleare è stato alla fine stralciato dal 12 giugno oppure è ancora attivo.
    No, perchè a meno di 1 mese dalla data fatidica la censura referendaria sta funzionando a meraviglia … e anche il clima sembra coadiuvare.

    Allo stato attuale, per come la gente pare informata e interessata a tal proposito, la percentuale di affluenza alle urne potrà essere compresa tra il 24 e il 30%.

    Triste pensando che questo piccolo evento potrebbe gettare una seria ipoteca sul nostro futuro e quello dei nostri figli.

    Con il SI bloccheremmo i maneggiamenti degli amici del giaguaro almeno fino al 2015, sufficiente affinchè i progetti sul nucleare passino direttamente dalla carta al dimenticatoio.

    Quindi, facciamolo questo sforzo e togliamoci questo peso, votiamo SI

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  9. Terenzio Longobardi says :

    Per quanto riguarda i costi del kWh nucleare invito a leggere sul sito di aspoitalia l'ultimo e a mio parere conclusivo lavoro di Coiante. Il nucleare è fuori mercato senza sovvenzioni pubbliche. Per quanto riguarda l'uranio invito a leggere i miei articoli su blog e sito di aspoitalia: siamo alla frutta. Inoltre, per quanto riguarda la dipendenza dall'estero bisogna considerare l'intero ciclo del combustibile e in particolare la fase di arricchimento dell'uranio: come ha detto Sertorio qui abbiamo una vera e propria dittatura con appena quanttro aziende mondiali. La verità è che se l'Italia ritornasse al nucleare sarebbe completamente schiava della Francia. Con i combustibili fossili almeno possiamo diversificare le forniture.

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  10. j says :

    ottimo, quindi i numeri sono gli stessi.
    Allora la cosa divertente è che leggendo un articolo sono portato a pensare che il nucleare sia del tutto anti-economico e da abbandonare senza se e senza ma,
    leggendo l'altro sono invece portato a pensare che, pur con tutte le sue problematiche, rimanga conveniente e anzi, addirittura indispensabile.
    Strano no?

    Numeri o non numeri resta tutto opinabile 🙂

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  11. Filippo Zuliani says :

    J, Coiante esamina il nucleare e bon, io e Corrado abbiamo messo i numeri a confronto partendo dal presupposto che quei 44 TWh all'anno si debbano fare. E ognuno sceglie la soluzioni che piu' gli piace.

    Se poi avere una centrale nucleare che se fa il botto ti spazza via 1000km2 di territorio – come ben evidenziato anche nelle conclusioni – e' equivalente a dire che secondo l'articolo il nucleare e' “indispensabile” allora liberi tutti.

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  12. j says :

    Filippo:
    in realtà io non ho scritto che “secondo l'articolo il nucleare è indispensabile” ma che “l'articolo ti porta a pensare che il nucleare sia indispensabile”, sono due cose diverse.

    Poi, ad essere onesto, è l'articolo di Anna che mi porta a pensare questo quando sopra scrive:
    “e il fatto che l’Italia potrebbe non poter farne a meno.”
    ma credo che a lei questo pensiero sia venuto dopo aver letto il tuo articolo 🙂

    Ad ogni modo, fino a qualche tempo fa potevo anche credere che Chernobyl era stata una tragica ed irripetibile tragedia, adesso siamo già a due tragiche e irripetibili tragedie in meno di 30 anni e quindi penso che il gioco non valga la candela.
    (la cosa secondo me la spiega benissimo ancora Anna in questo suo articolo: https://oronero.wordpress.com/2011/03/27/come-vivere-in-un-mondo-che-non-capiamo/ )

    Se non sappiamo dove andare a prendere quei 44 TWh, faremo di necessità virtù e troveremo il modo di farne a meno.

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  13. Filippo Zuliani says :

    Infatti, J, che l'Italia non possa fare a meno del nucleare lo ha scritto Anna dopo aver letto l'articolo, non l'ho scritto io. Personalmente credo che a questo mondo tutto sia possibile. Compreso, come dici giustamente tu, fare a meno di quei 44 TWh di energia.

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